Il progetto per il nuovo stadio del Bologna entra in una fase decisiva. Il club rossoblù e il Comune hanno infatti avviato ufficialmente il percorso per candidare il futuro impianto tra quelli destinati a ospitare le partite degli Europei del 2032.
Il sindaco Matteo Lepore e il presidente del Bologna Joey Saputo hanno inviato una lettera al ministro per lo Sport Andrea Abodi, chiedendo l’inserimento del progetto nel piano nazionale dedicato agli interventi sugli stadi. L’obiettivo è sfruttare gli strumenti normativi e le eventuali risorse previste per gli impianti candidati alla manifestazione continentale.
Nuovo stadio da oltre 30mila spettatori
Il progetto riguarda la costruzione di uno stadio multifunzionale con una capienza superiore ai 30mila posti, realizzato secondo i requisiti richiesti dalla UEFA. Non si tratterebbe soltanto della nuova casa del Bologna, ma di un’infrastruttura capace di accogliere concerti, spettacoli, manifestazioni e attività legate al sistema fieristico.
L’area individuata si trova sui terreni di proprietà di BolognaFiere, tra la linea ferroviaria e l’autostrada. Bologna FC e BolognaFiere hanno già presentato una lettera d’intenti per verificare le condizioni tecniche, urbanistiche, infrastrutturali ed economiche necessarie alla realizzazione dell’opera. Il progetto potrebbe inoltre essere aperto ad altri investitori interessati allo sviluppo dell’intero quadrante cittadino.
Perché l’area della Fiera è considerata strategica
Uno dei punti di forza della proposta riguarda l’accessibilità. La zona si trova vicino al casello autostradale, dispone di parcheggi con migliaia di posti auto ed è servita da una fermata ferroviaria utilizzabile in occasione dei grandi eventi.
Nelle vicinanze sorgerà inoltre il capolinea del tram “Michelino Fiera Nord”. Secondo l’amministrazione comunale, queste caratteristiche rendono l’area della Fiera la soluzione più adatta per ospitare un’infrastruttura sportiva e polifunzionale di livello internazionale.
A settembre il passaggio decisivo
Il prossimo appuntamento è fissato per settembre 2026. Entro quella data Bologna FC e BolognaFiere dovranno sciogliere la riserva sulla sostenibilità economica e finanziaria definitiva dell’intervento.
Il piano dovrà chiarire i costi complessivi, la struttura dei finanziamenti, la partecipazione dei soggetti privati e l’eventuale accesso ai fondi pubblici collegati agli Europei. Soltanto dopo questo passaggio sarà possibile comprendere tempi e modalità di realizzazione del nuovo impianto.
La corsa contro il tempo è già iniziata. Italia e Turchia organizzeranno congiuntamente Euro 2032 e, tra i venti stadi inizialmente indicati, dovranno essere selezionati dieci impianti complessivi, cinque per ciascun Paese. La scelta delle sedi rappresenta quindi un’occasione importante per Bologna, intenzionata a rientrare nella mappa del grande calcio internazionale.