Interviste
Angolo del tifoso: Interviste prima di Bologna – Brann
Parola ai tifosi prima della partita al Dall’Ara contro il Brann per il match di Europa League.
Tra gli intervistati, Katia Serra, il mitico Villa e persino Pirla Vs. E non poteva mancare l’opinionista norvegese. Previsioni, risate e tanta bella gente.
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Interviste
Ciro Capuano: “Ecco il mio giudizio sul nuovo Bologna”
Ciro Capuano senza filtri in Versilia: “Francia e Argentina favorite a vittoria Mondiale 2026″, così Ciro Capuano nei giorni scorsi, in occasione del Mattone del Cuore ai Bagni Assunta Forte dei Marmi. “La mancata recente convocazione di Ruggeri dell’Atletico Madrid in Nazionale Azzurra? Direi in linea generale che uno come lui, con le sue qualità, deve stare in Nazionale”. Di seguito l’intervista integrale realizzata dl giornalista Daniele Bartocci, ospite al Decennale Olimpiadi del Cuore Forte dei Marmi, a Ciro Capuano.
IL PRONOSTICO MONDIALE 2026 DI CIRO CAPUANO E IL PUNTO SULLA SERIE A 2026/27
Alle Olimpiadi del Cuore – Mattone del Cuore 2026, che si sono tenute in Versilia (Decennale) a ritmo di successo ed emozioni, Ciro Capuano ha fatto con noi il punto sul calcio italiano. L’ex ottimo difensore di team quali Bologna, Palermo e Catania – oggi dirigente sportivo – si è raccontato, ponendo l’attenzione sul calcio italiano di oggi. Il tutto tra futuro rossoblù, Napoli di Allegri, giovani talenti italiani e Mondiale 2026. Ecco cosa ha detto. Possiamo già anticiparvi: ““Le favorite sono Francia e Argentina. Se non si incroceranno prima, credo possano ritrovarsi in finale”. Questo il ‘grido di battaglia’ di Capuano. All’Assunta c’era anche l’ex Milan Marco Borriello.
Italiano via da Bologna: “Ecco cosa penso sul nuovo mister del Bologna Domenico Tedesco“
Capuano conosce bene, eccome, le dinamiche e le peculiarità del nostro calcio e non si nasconde quando si parla del nuovo Bologna affidato a Tedesco. “In questo momento i tifosi non si aspettano nulla. Semplicemente perché non lo conosciamo per quello che può fare nel calcio italiano. All’estero ha dimostrato di essere un ottimo allenatore, un valido mister. Ma la Serie A, lo sappiamo, è un campionato diverso. Credo però che a Bologna tutti si aspettino che riesca a fare bene nell’era post-Italiano..”.
Max Allegri al Napoli: cosa sarà del nuovo corso targato Max? Parla Ciro Capuano, tifoso Napoli
Capuano senza filtri, ai nostri microfoni, sul tecnico ex Milan Massimiliano Allegri. “È un’altra scommessa. Io sono anche tifoso del Napoli e sono molto curioso di vedere come andrà questa esperienza di Allegri in una piazza come Napoli”.
Alla riflessione di Paolo Brosio – secondo cui il calcio di Allegri sembrerebbe più adatto a una piazza del Nord piuttosto che all’entusiasmo contagioso e a una piazza calda come Napoli – Capuano risponde con equilibrio: “Negli ultimi anni il Napoli ha sempre espresso un calcio di alto livello. Vedremo cosa succederà dopo la deludente stagione vissuta da Allegri al Milan”. A buon intenditor poche parole.
La Nuova Nazionale Italiana di Calcio e la ricerca del talento: il punto con Ciro Capuano all’evento benefico estate 2026 in Versilia (Mattone Cuore)
In attesa dell’annuncio del nuovo CT Nazionale Italiana (sarà Antonio Conte o Roberto Mancini o… altri? Staremo a vedere…), da ex specialista della fascia sinistra, Capuano commenta la mancata convocazione di Matteo Ruggeri. A tal proposito un suo giudizio più preciso possibile “Bisogna valutare anche gli aspetti tecnico-tattici, però a mio modo di vedere uno con le qualità di Ruggeri deve stare assolutamente in Nazionale. In quel ruolo non abbiamo così tante alternative d’altronde..”. Ruggeri, almeno a nostro giudizio, è il più forte lì sulla sinistra. E con il Cholo Simeone ha fatto sicuramente una stagione positiva.
“CI VUOLE IL CORAGGIO DI LANCIARLI… DIAMO LORO PIU’ SPAZIO ALTRIMENTI LA COMPETITIVITA’…”
Sul talento e sulla caccia ai migliori giovani italiani del futuro in ottica Nazionale, secondo Ciro “bisogna lavorare di più sui giovani, avere il coraggio di lanciarli. E pretendere nel contempo che le società gli concedano spazio. È l’unica strada per costruire una Nazionale sempre più competitiva, che torni a vincere…”.
Interviste
Cagni su Italiano: “Merita una big, ma difficile trovare meglio del Bologna”
Il futuro di Italiano sulla panchina del Bologna è uno degli argomenti più caldi del finale di stagione in Serie A. A dire la sua è Gigi Cagni, storico allenatore degli anni ’90, che in un’intervista concessa a Il Resto del Carlino ha tracciato un quadro lucido e affettuoso del tecnico rossoblù e del club emiliano.
Un legame che viene da lontano: il 6-1 del 1997
C’è una curiosità che lega Cagni a Italiano in modo quasi cinematografico. Era il 2 febbraio 1997 quando il Bologna di Ulivieri travolse per 6-1 il Verona allenato proprio da Cagni. In quella partita, su quel campo di cui ancora oggi l’ex tecnico ricorda l’amara serata, esordiva in Serie A un diciannovenne di nome Vincenzo Italiano. Ventinove anni dopo, quello stesso ragazzo siede sulla panchina del club che lo vide debuttare nel massimo campionato.
Come valuta la stagione del Bologna?
Cagni non ha dubbi: il Bologna di Italiano è una squadra che rispecchia perfettamente la personalità del suo allenatore. «Il Bologna mi cattura», spiega l’ex tecnico, «mi piacciono le squadre che provano sempre a fare la partita. È una squadra ad immagine e somiglianza del suo mister, a cui già da giovane piaceva aggredire e attaccare». Poi però arriva la nota critica, lucida e costruttiva: per reggere ritmi così intensi, giocando ogni tre giorni, serve una rosa numericamente e qualitativamente ricca. «Il calo è stato fisiologico», conclude Cagni, sottolineando come il vero limite stagionale dei rossoblù sia stata la profondità della rosa, non la qualità del gioco espresso.
Il futuro di Italiano: “Può allenare qualsiasi squadra”
Sul nodo contrattuale più atteso dell’estate rossoblù, Cagni è perentorio: Italiano ha dimostrato di potersela giocare ai massimi livelli. «Deve portare avanti il suo percorso di crescita. Per le qualità che ha dimostrato di possedere oggi può permettersi di allenare qualsiasi squadra». Un giudizio che non nasce dall’affetto personale, precisa Cagni, ma dalla meritocrazia: «L’ho seguito fin dai suoi inizi a Trapani. Ha vinto campionati, giocato finali, fatto bene in Europa e ha dimostrato di essere bravo».
Che il futuro si chiami ancora Bologna o porti altrove, per Cagni dipenderà anche da ciò che il club prospetterà al tecnico in sede di rinnovo.
Il Bologna di Sartori: una dimensione rara in Italia
Ma è parlando del club nel suo complesso che Cagni lancia il messaggio più interessante per i tifosi rossoblù. Il Bologna, a suo avviso, ha raggiunto una dimensione che pochi club in Italia possono vantare, merito di una dirigenza costruita attorno alla figura di Giovanni Sartori, direttore sportivo che Cagni considera «tra i migliori in circolazione, per non dire il migliore». La conclusione è quasi un avvertimento per Italiano: «In giro tanto di meglio del Bologna di Sartori non lo vedo».
Interviste
Carlo Nervo: “Bologna in crescita, Italiano ha idee chiare. Bernardeschi e Orsolini possono fare la differenza. Italia? Momento complicato ma non irreversibile”
L’ex centrocampista del Bologna Carlo Nervo, protagonista in maglia rossoblù dal 1994 al 2005 e poi nel 2006-2007, ha analizzato ai nostri microfoni il momento del club emiliano, soffermandosi sulla lotta Scudetto, sui singoli giocatori e sulla situazione della Nazionale italiana.
Le parole di Carlo Nervo
Dove può arrivare questo Bologna in campionato e in coppa?
“Vista espressione di gioco e i risultati, può arrivare in alto. Secondo me l’Europa dovrebbe essere la giusta posizione, però sognare non costa niente. Le altre squadre sono forti, però il Bologna li ha messi sotto”.
Secondo lei il Bologna ha bisogno di rinforzarsi nel mercato di gennaio, visti alcuni infortuni sulle fasce?
” A mio avviso, a parte gli infortuni, la rosa é completa. Immobile, al momento, é fuori ma é un giocatore forte che segna molti gol: inoltre la crescita di Bernardeschi é stata importante. Secondo me la rosa é molto competitiva, io non toccherei niente”.
Chi vince il campionato?
“Bella domanda, magari il Bologna. No, io vedo il Milan che può insidiarsi”.
Quindi Allegri con il suo Corto Muso?
“Secondo me hanno una bella rosa e un allenatore che sa vincere”.
Italiano é un pò sottovalutato come allenatore?
“No, non é sottovalutato, nel senso che lui é già in una grande squadra, perché il Bologna é una grande squadra”.
Un aggettivo per l’allenatore e per quello che sta facendo?
“Consapevole: lui é consapevole di essere in una grande piazza”.
Orsolini? E’ un Nervo 2.0
“No, secondo me è più forte. Vede molto la porta, ma soprattutto é un ragazzo per bene che é legato alla città e alla maglia. Quindi deve continuare come sta facendo”.
Adesso nella Nazionale Italiana c’é meno abbondanza di grandi giocatori. Come si può risolvere questa cosa?
“Ai miei tempi per andare in Nazionale dovevi essere forte. Adesso fai dieci partite bene in Serie A e ti chiamano in Nazionale. Non ci sono i campioni come Del Piero e Totti: bisognerà analizzare perché non vengono fuori questi talenti qui in Italia, e valutare tutti i settori giovanili.
Poi, troppi stranieri: quando c’ero io arrivavano i top player stranieri, ora ci sono giocatori che trovi anche in Serie B, in Serie C. Hanno un cognome difficile, quindi impattano sul pubblico. E poi un’altra cosa, meno potere e procuratori”.
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