Il parere dell'esperto
Bologna , puntare su Bernardeschi: il leader di Palladino?
Bologna punta su Bernardeschi. Nel nuovo Bologna di Raffaele Palladino, uno dei leader della squadra puó (e forse deve) diventare Federico Bernardeschi.
La partita contro il Torino ha offerto una prima indicazione importante. Nel 3-4-3 scelto dal nuovo allenatore, Bernardeschi è partito nel tridente offensivo insieme a Piccoli e Cambiaghi e al 14’ ha trovato il gol che ha portato avanti i rossoblù.
Non è bastato per conquistare la vittoria. Ma potrebbe essere stato l’inizio di qualcosa.
Palladino può restituirgli centralità
Bernardeschi è arrivato a Bologna con un bagaglio tecnico ed esperienza internazionale che pochi giocatori della rosa possiedono.
Il punto, adesso, è trasformare quelle qualità in continuità.
Palladino sembra poter costruire un sistema adatto alle caratteristiche dell’ex Juventus. Nel 3-4-3 Bernardeschi può partire largo, muoversi alle spalle del centravanti, accentrarsi e soprattutto ricevere in zone nelle quali la sua qualità può fare la differenza.
Contro il Torino non si è limitato al gol. È stato uno dei rossoblù più pericolosi anche nella ripresa e la sua uscita al 76’ è arrivata dopo una prestazione nella quale aveva provato più volte a trovare la conclusione.
Questo è il Bernardeschi di cui il Bologna ha bisogno.
Non soltanto qualità: servono personalità e responsabilità
Il valore dell’attaccante può però andare oltre quanto accade con il pallone tra i piedi.
Al termine della partita contro il Torino, Bernardeschi ha parlato apertamente del nuovo allenatore, sottolineando il forte impatto avuto da Palladino nei suoi primi giorni a Casteldebole e spiegando come ora tocchi alla squadra seguirlo e mettersi a sua disposizione.
Parole che, in un momento normale, potrebbero sembrare semplicemente dichiarazioni da post partita.
Oggi assumono un significato differente.
Il Bologna viene da un cambio di allenatore arrivato dopo appena quattro giornate e da un avvio di campionato senza vittorie. Una squadra che attraversa un periodo del genere ha bisogno di calciatori esperti capaci di fare da raccordo tra il nuovo tecnico e lo spogliatoio.
Bernardeschi può essere uno di loro.
Il Bologna ha bisogno della sua qualità

FEDERICO BERNARDESCHI SALUTA I TIFOSI DEL BOLOGNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Uno dei problemi evidenti di questo inizio di stagione riguarda la produzione offensiva.
Dopo cinque giornate il Bologna conta appena tre gol realizzati e soltanto due punti conquistati. Numeri che spiegano perché Palladino stia insistendo fin dai primi allenamenti sul concetto di qualità, chiedendo alla squadra maggiore velocità nelle giocate e nella circolazione del pallone.
Bernardeschi possiede esattamente quelle caratteristiche.
Può saltare l’uomo, calciare da fuori, creare l’ultimo passaggio e muoversi tra centrocampo e attacco. In una squadra che sta cercando nuovi riferimenti offensivi, queste qualità possono diventare fondamentali.
Ora serve continuità
Una buona partita non basta per diventare il leader del Bologna.
Bernardeschi dovrà dimostrarlo settimana dopo settimana, soprattutto quando arriveranno le partite complicate e quando il risultato inizierà a pesare.
È questo probabilmente il vero salto che gli viene richiesto.
Non essere soltanto il giocatore capace della giocata importante, ma diventare un riferimento costante.
A Palladino serviranno calciatori che comprendano rapidamente le sue idee e sappiano trasferirle sul campo. Bernardeschi, per caratteristiche tecniche ed esperienza, sembra avere tutto per ricoprire questo ruolo.
Il gol contro il Torino può essere semplicemente una rete in una partita terminata 1-1.
Oppure può rappresentare il punto di partenza del nuovo Bernardeschi nel nuovo Bologna.
La differenza la farà la continuità. Ma in una squadra alla ricerca di certezze, affidare più responsabilità a uno dei giocatori tecnicamente più forti della rosa sembra una strada che vale la pena percorrere.
Il parere dell'esperto
Marco Guida arbitra Bologna Torino
Marco Guida arbitra Bologna Torino
Marco Guida ama ripetere una frase significativa.
La differenza tra un buon fischietto e un grande arbitro risiede tutta nella capacità di leggere la gara prima ancora che gli episodi accadano.
Una filosofia di vita e di campo che il fischietto della sezione di Torre Annunziata si prepara a mettere nuovamente in pratica nella delicata sfida tra Bologna e Torino.
Con oltre dieci anni di esperienza nella massima serie e il prestigioso stemma FIFA sul petto, Guida rappresenta oggi una delle garanzie più solide del designatore Gianluca Rocchi.
La sua gestione della gara si distingue per uno stile europeo: dialogo costante con i capitani e ricorso misurato ai cartellini.
Oltre ad un’inclinazione naturale a lasciar correre il gioco quando il ritmo lo consente, senza però tollerare proteste o condotte violentemente anti-sportive.
La designazione di Marco Guida per questa sfida evidenzia la volontà della CAN di affidare una partita d’alta classifica a un profilo esperto.
Un arbitro capace di mantenere il controllo con l’autorevolezza di chi sa che la decisione migliore è spesso quella presa con lucidità nei primi novanta secondi.
Il parere dell'esperto
Il pensiero del romantico Tarozzi
Il pensiero del romantico Tarozzi.
Esonerare l’allenatore che non ha avuto ancora la possibilità di lavorare a lungo ed esprimere il proprio gioco è un errore.
Sicuramente ci sono cose che non sono di pubblica conoscenza.
Per quello mostrato finora il Bologna non era una squadra allo sbando che non segue le direttive tecniche.
Per quanto riguarda Palladino. così a pelle non piace.
Ma il lavoro di un allenatore non si giudica prima; prima bisogna vederli lavorare in campo.
Per questo non va esaminato il lavoro di Tedesco.
Perché non ha avuto tempo sufficiente per mostrare le sue qualità.
Palladino in serie A ha fatto bene, anche se il suo modo di giocare non è esaltante.
Il pensiero del romantico Tarozzi.
Essendo tale può sempre cambiare opinione.
Innamorarsi di un gioco diverso da quello che preferisce può sempre capitare.
A questo punto, essendo appunto un sentimentale, avrebbe preso a scatola chiusa Thiago Motta.
Il parere dell'esperto
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
Ponetevi sempre degli obiettivi, nel breve e nel lungo termine.
“La carriera di un arbitro non è mai una linea retta, servono impegno e metodo per raggiungere ciascuno il proprio sogno”.
E’ quanto evidenziato in uno dei suoi incontri sezionali Kevin Bonacina, arbitro designato per Napoli Bologna
Una chiamata prestigiosa sul prato del “Diego Armando Maradona”.
Rappresenta un test cruciale per il direttore di gara lombardo.
La direzione di un match come Napoli-Bologna impone una rigorosa applicazione del regolamento.
Il tutto unito ad una spiccata capacità di game management.
La gestione dei flussi di gioco, il controllo delle proteste e la reattività nel supporto alla tecnologia VAR.
Questi rappresentano i parametri chiave sui quali verrà valutata la sua prestazione.
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
L’impegno al “Maradona” si configura non soltanto come una tappa di rilievo nel percorso di maturazione all’interno della CAN.
E’ anche il risultato dell’applicazione pratica del modello di rigore e presenza della sua personalità.
Che lo stesso Bonacina ha promosso nel suo lavoro formativo con l’Associazione Italiana Arbitri.
Ha solo 2 precedenti con il Bologna; entrambi i casi i match sono finiti in parità.
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