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Mondiali 2026: e non rimase più nessuno

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Supercoppa, la finale: gli ascolti

Non ci saranno rappresentanti rosso-blu alle semifinali del Mondiale.

La recente eliminazione della Norvegia ha mandato a casa l’ultimo rimasto, Heggem.

All’alba ha finito anche Freuler, anche se di fatto dal primo luglio non è più un giocatore del Bologna.

Come si sono comportati i giocatori del Bologna ai Campionati del Mondo ?

La risposta à : “molto bene”.

Hanno tutti fornito prestazioni sopra la media.

Lo stessi dicasi anche per gli ex più recenti, Dan N’Doye in primis.

Questo è la testimonianza che la dirigenza rosso-blu sta lavorando molto bene a livello di scouting.

Una breve considerazione sul mondiale americano.

Molte partite sono avvincenti, il livello generale parrebbe essersi livellato.

Però poi alla fine il titolo se la giocano le favorite.

E probabilmente vincerà la Francia.

Ma ci siamo divertiti, anche senza l’Italia.

Calciomercato

Artem Dovbyk, tutta la carriera del nuovo attaccante del Bologna

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Dovbyk

Artem Dovbyk è uno degli attaccanti ucraini più importanti della sua generazione. Nato a Čerkasy il 21 giugno 1997, è cresciuto calcisticamente nella scuola sportiva Slavutych, prima di entrare nel settore giovanile del Cherkaskyi Dnipro.

La sua carriera è stata caratterizzata da una crescita graduale, alcuni momenti difficili e una definitiva esplosione arrivata tra Ucraina e Spagna.

Gli esordi con il Cherkaskyi Dnipro

Dovbyk debutta tra i professionisti nel 2014, quando ha appena 17 anni. Nella sua prima stagione con il Cherkaskyi Dnipro contribuisce alla vittoria del campionato ucraino di terza divisione, mettendo subito in mostra potenza fisica, capacità realizzativa e una notevole presenza dentro l’area di rigore.

Le sue prestazioni attirano l’attenzione del Dnipro, una delle società più importanti del calcio ucraino. Dopo una breve esperienza in prestito allo Zaria Bălți, in Moldavia, l’attaccante comincia a trovare maggiore continuità con la formazione di Dnipro.

L’affermazione di Dovbyk in Ucraina e il trasferimento in Danimarca

Nella stagione 2016-2017 Dovbyk riesce a ritagliarsi uno spazio significativo nel massimo campionato ucraino, realizzando sei reti. Dopo le difficoltà economiche del Dnipro, torna al Cherkaskyi Dnipro e segna 12 gol in 13 partite nella terza serie nazionale.

Nel gennaio del 2018 arriva la prima grande occasione all’estero: il Midtjylland decide di portarlo in Danimarca. L’esperienza, tuttavia, non si sviluppa come sperato. Dovbyk trova poco spazio e deve fare i conti anche con un grave infortunio che ne rallenta la crescita. Con il club danese conquista comunque il campionato nazionale e una Coppa di Danimarca.

Successivamente viene ceduto in prestito al Sønderjyske, senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale. Il periodo danese si rivela complicato, ma fondamentale per la maturazione personale e professionale dell’attaccante.

La rinascita con il Dnipro-1

Nel 2020 Dovbyk torna in Ucraina e firma con il Dnipro-1. È la svolta della sua carriera. Dopo una prima stagione di adattamento, diventa il principale riferimento offensivo della squadra e uno dei centravanti più prolifici del campionato.

Nella stagione 2021-2022 conquista il titolo di capocannoniere della Premier League ucraina. Si ripete anche nell’annata successiva, realizzando 24 gol in campionato e trascinando il Dnipro-1 alla lotta per il titolo. Le sue prestazioni attirano l’interesse di numerose società europee.

Dovbyk lascia l’Ucraina dopo essersi imposto come attaccante completo: forte fisicamente, mancino, efficace nel gioco aereo e particolarmente pericoloso negli ultimi metri.

La straordinaria stagione di Dovbyk con il Girona

Nell’estate del 2023 passa al Girona. L’impatto con il calcio spagnolo è immediato. Dovbyk diventa il terminale offensivo della squadra allenata da Míchel e partecipa alla stagione più importante della storia del club catalano.

Il Girona chiude la Liga al terzo posto, conquistando una storica qualificazione alla Champions League. Dovbyk segna 24 gol in 36 presenze, aggiungendo anche otto assist secondo i dati comunicati dalla Roma. Grazie a questi numeri vince il Trofeo Pichichi, superando nella classifica dei marcatori Alexander Sørloth, Jude Bellingham, Robert Lewandowski e Antoine Griezmann.

Nel corso del campionato realizza due triplette e tre doppiette, segnando anche nelle due vittorie ottenute dal Girona contro il Barcellona. Diventa inoltre il miglior marcatore del club in una singola stagione disputata nella massima divisione spagnola.

Il trasferimento alla Roma

Il 2 agosto 2024 la Roma annuncia l’acquisto a titolo definitivo di Dovbyk dal Girona. Diventa il primo calciatore ucraino nella storia della società giallorossa e sceglie inizialmente la maglia numero 11. Il suo arrivo rappresenta un investimento importante, effettuato per affidargli il ruolo di centravanti titolare dopo la partenza di Romelu Lukaku.

La prima stagione italiana è condizionata dall’instabilità tecnica vissuta dalla Roma e da alcuni problemi fisici. Nonostante le difficoltà, Dovbyk riesce a offrire un contributo realizzativo importante, trovando la rete in Serie A e nelle competizioni europee. Il suo rendimento conferma le qualità già mostrate in Ucraina e in Spagna, anche se l’attaccante alterna momenti molto positivi ad altri nei quali fatica a entrare nel gioco della squadra.

La carriera con la Nazionale ucraina

Dovbyk debutta con la Nazionale maggiore il 31 marzo 2021, nella partita contro il Kazakistan valida per le qualificazioni ai Mondiali. Pochi mesi dopo diventa uno dei protagonisti di Euro 2020.

Il 29 giugno 2021 segna al 121º minuto il gol del 2-1 contro la Svezia, portando l’Ucraina per la prima volta ai quarti di finale di un Campionato Europeo. Quella rete rappresenta ancora oggi uno dei momenti più importanti della sua carriera.

Dovbyk partecipa successivamente anche a Euro 2024 e diventa uno dei punti di riferimento offensivi della selezione ucraina. La federazione nazionale gli attribuisce 40 presenze e 11 reti con la Nazionale maggiore.

Le caratteristiche tecniche di Dovbyk

Alto circa 189 centimetri, Dovbyk è un centravanti mancino particolarmente efficace dentro l’area di rigore. Sa proteggere il pallone, giocare spalle alla porta e sfruttare la propria forza fisica contro i difensori.

È pericoloso nel gioco aereo, negli attacchi in profondità e nelle conclusioni di prima intenzione. Pur non essendo un attaccante estremamente raffinato tecnicamente, possiede un notevole istinto realizzativo e sa trasformare in occasioni da gol anche palloni difficili.

Dagli inizi nelle categorie inferiori ucraine al titolo di capocannoniere della Liga, la carriera di Artem Dovbyk racconta la crescita di un attaccante che ha saputo superare infortuni e momenti complicati, conquistandosi un ruolo da protagonista nel calcio europeo.

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Federico Ravaglia vicino all’addio

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Ha destato stupore non leggere il nome di Federico Ravaglia tra i convocati del ritiro di Valles.

Piano piano appaiono chiare le motivazioni.

Radio mercato svela un’indiscrezione molto forte: Ravaglia è vicino al Watford.

Sartori sta trattando per il prestito, con diritto di riscatto vincolato alla promozione degli inglesi.

A questo punto pare evidente la volontà della società.

Il Bologna vuole lasciare volare libero il portiere, anche nel futuro.

Questa è probabilmente le decisione più giusta : “Nemo profeta in patria”.

In effetti, la pressione di giocare nella squadra della propria città, amata, è forte.

Ad ogni modo, ogni valutazione dovrà essere confermata dalla formula dell’accordo.

Intanto grazie per alcune emozioni che ci hai regalato.

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Mondiali : i centimetri fanno la differenza

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L’eliminazione del Brasile di Ancelotti porta ad alcune riflessioni.

La prima riguarda un tema che abbiamo già avuto modo di trattare.

Negli allenatori, la linea tra genialità ed abbaglio è molto sottile.

Endrick, qualche istante dopo il suo ingresso in campo, avrebbe potuto confermare il talento intuitivo di Ancelotti.

Il brasiliano è andato a pochi centimetri dal consacrare Carletto nell’Olimpo dei fenomeni da panchina.

In questo caso la fortuna non ha baciato il mister parmense.

D’altronde, in un Brasile così povero tecnicamente le uniche possibilità erano quelle di sfruttare gli episodi.

Lo disse anche Al Pacino, nel meraviglioso monologo de “Ogni maledetta domenica”

Sono sempre i centimetri a fare la differenza.

Anche quelli che separano Haaland da Gabriel.

Siamo però contenti per il bravo Heggem, che prosegue il suo cammino ai Mondiali.

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