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Il Comune ritira i 40 milioni per il restyling del Dall’Ara: i dettagli
Il progetto di restyling dello stadio Renato Dall’Ara si ferma ufficialmente dopo dieci anni di iter amministrativo: la giunta guidata dal sindaco Matteo Lepore ha ritirato i 40 milioni di finanziamento comunale destinati all’intervento, giudicando impossibile concludere la procedura nei tempi e con i documenti oggi a disposizione.
La decisione chiude una lunga fase di annunci, rinvii e rialzi dei costi, lasciando aperto il tema del futuro stadio del Bologna, tra l’ipotesi di una nuova struttura e la possibilità di una proposta completamente aggiornata per l’impianto attuale.
La decisione del Comune: stop ai 40 milioni
La giunta comunale, nella seduta del 10 febbraio, ha approvato la delibera che sancisce il ritiro dei 40 milioni stanziati per il restyling del Dall’Ara. Le risorse, accantonate da anni nel bilancio di Palazzo d’Accursio, saranno riassegnate ad altri capitoli di spesa, mentre il Comune si impegna a spiegare nelle prossime settimane la nuova destinazione dei fondi. Nella delibera si parla espressamente di “impossibilità di concludere in tempi certi la procedura di approvazione del progetto”, frase che certifica la fine di questo percorso amministrativo.
La storia del restyling parte dalla proposta presentata dal Bologna guidato da Joey Saputo, basata su un investimento iniziale di circa 100 milioni da parte del club e 40 milioni garantiti dal Comune, con l’ente pubblico comunque proprietario dell’impianto. Nel tempo però l’aumento dei costi delle materie prime e dell’inflazione ha fatto lievitare il quadro economico complessivo fino a circa 230 milioni, una cifra che la società non è più in grado di sostenere. Negli ultimi mesi la discussione si è spostata anche sull’ipotesi di un nuovo stadio in un’altra area di Bologna, prospettiva che ha ulteriormente complicato il dossier.

Bologna FC supporters during italian soccer Serie A match Bologna FC vs Torino FC at the Renato Dall’Ara stadium in Bologna, Italy, November 06, 2022 – Credit: Gianluca Ricci
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, il combinato tra rincaro dei materiali, inflazione e aggiornamento dei prezzi ha reso il vecchio piano di restyling poco realistico rispetto alle stime iniziali. Il passaggio da 140 a circa 230 milioni complessivi ha imposto una revisione radicale delle condizioni economiche, mettendo in discussione la sostenibilità del progetto per il Bologna e per lo stesso Comune. Questo scenario ha portato a una lunga fase di stallo, in cui il club non ha presentato un piano aggiornato in grado di superare le criticità evidenziate dagli uffici tecnici.
Il Comune non chiude alla ristrutturazione, ma si riparte da zero
Pur ritirando i 40 milioni, Palazzo d’Accursio conferma formalmente il proprio interesse alla ristrutturazione e all’ammodernamento del Dall’Ara e apre alla valutazione di nuove proposte complete e aggiornate, incluso un eventuale contributo pubblico. Di fatto però, dopo dieci anni, il percorso riparte da zero: l’ipotesi di una ristrutturazione dell’attuale stadio appare oggi molto improbabile e il dibattito politico si concentra sempre più sull’idea di un impianto nuovo in un’altra zona della città. La questione stadio resta quindi irrisolta, con il Bologna e il Comune chiamati a trovare una soluzione che coniughi tempi certi, sostenibilità economica e interessi del territorio.
Le posizioni di Lepore, Fenucci e gli scenari futuri
Il sindaco Matteo Lepore nelle scorse settimane ha aperto pubblicamente all’ipotesi di un nuovo stadio, purché nel rispetto dei vincoli urbanistici e senza consumo di suolo, chiedendo al Bologna di chiarire le proprie intenzioni. L’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci ha invece chiesto che sia il Comune a farsi promotore di un eventuale nuovo impianto, ribadendo la disponibilità del club a investire fino a 100 milioni ma ponendo l’accento sulla necessità di tempi rapidi. In questo contesto si inseriscono anche proposte alternative, come quella di realizzare il nuovo stadio nell’area di Fico, mentre sul Dall’Ara pesa la lunga storia di progetti mai arrivati al traguardo
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Saputo, operazione da oltre un miliardo: venduta la divisione britannica a Lactalis
Importante operazione finanziaria per Saputo Inc., il colosso lattiero-caseario legato alla famiglia di Joey Saputo, presidente e proprietario del Bologna. Il gruppo canadese ha infatti raggiunto un accordo per la cessione della propria divisione britannica a Lactalis, una delle aziende più importanti al mondo nel settore lattiero-caseario.
Saputo vende nel Regno Unito: operazione da 1,86 miliardi
Secondo quanto riportato da TuttoBolognaWeb, l’operazione avrebbe un valore complessivo di circa 1,86 miliardi di dollari canadesi, equivalenti a oltre 1,15 miliardi di euro. Il completamento della vendita è previsto nei primi mesi del 2027.
Una cessione di grande rilevanza nella strategia internazionale di Saputo, che permetterà all’azienda di ottenere nuove risorse da utilizzare anche per eventuali opportunità di crescita.
Il presidente e CEO del gruppo, Carl Colizza, ha spiegato come la decisione rientri in una strategia finalizzata a rendere più mirata la presenza globale della società, concentrando gli investimenti sui mercati e sulle piattaforme nelle quali Saputo ritiene di avere una posizione maggiormente competitiva.

Saputo, cosa cambia per il Bologna?
Dal punto di vista strettamente calcistico, l’operazione non riguarda direttamente il Bologna FC. È però inevitabile che una transazione superiore al miliardo di euro attiri l’attenzione anche dei tifosi rossoblù, considerando il legame tra Joey Saputo, il club emiliano e il gruppo di famiglia.
Il marchio Saputo è inoltre presente sulle maglie del Bologna come main sponsor dalla stagione 2023/24, rafforzando ulteriormente il collegamento tra il gruppo canadese e la società rossoblù.
La vendita della divisione britannica non deve quindi essere interpretata automaticamente come un’operazione destinata a modificare gli investimenti nel Bologna. Rappresenta piuttosto un’importante scelta industriale di Saputo Inc., finalizzata a ridefinire la propria presenza internazionale e creare nuove possibilità di sviluppo.
Meta description: Saputo vende la divisione britannica a Lactalis per oltre 1,15 miliardi di euro. L’operazione del gruppo della famiglia del presidente del Bologna Joey Saputo.
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Brighton-Bologna 1-0: Skorupski salva, Dovbyk fatica, Piccoli bene
Il Bologna perde 1-0 contro il Brighton nell’amichevole disputata in Inghilterra e manda a Domenico Tedesco diversi segnali su cui lavorare in vista dell’inizio del campionato. La squadra rossoblù appare ancora lontana dalla migliore condizione, soprattutto nella costruzione del gioco e nella fase difensiva. Tra le note più positive c’è invece la prestazione di Lukasz Skorupski, decisivo in più occasioni.
Bologna, Skorupski protagonista contro il Brighton
Tedesco parte con Dovbyk come riferimento offensivo, sostenuto da Orsolini e Cambiaghi, mentre Bernardeschi viene utilizzato a centrocampo. In difesa spazio alla coppia Heggem-Helland.
Nel primo tempo il Brighton riesce però a creare le occasioni migliori. Skorupski deve intervenire più volte, in particolare su Hinshelwood, mentre il Bologna fatica a rendersi pericoloso. Una delle poche opportunità rossoblù arriva con Cambiaghi, servito da Miranda, ma Verbruggen riesce a respingere. Anche Dovbyk appare ancora lontano dalla condizione ideale, faticando a incidere nell’area avversaria.
Piccoli entra bene, ma il Brighton trova il gol
Nella ripresa Tedesco inserisce subito il nuovo arrivato Roberto Piccoli e il Bologna prova ad aumentare ritmo e qualità. Cambiaghi va nuovamente vicino al gol, mentre Piccoli offre maggiore movimento al reparto offensivo.
I problemi maggiori restano però nella fase difensiva. Il Brighton colpisce un palo con Kadioglu e continua a mettere sotto pressione la retroguardia rossoblù anche sui calci piazzati. Alla fine arriva il vantaggio inglese firmato da Hinshelwood, che sfrutta un’azione nata da una conclusione di Rutter.
Tedesco prova poi diverse soluzioni con gli ingressi di Rowe, Odgaard, Moro, Holm e Amondarain, ma il Bologna non riesce a trovare il pareggio.
Il risultato conta relativamente trattandosi di calcio estivo, ma la prestazione evidenzia diversi aspetti ancora da sistemare. Skorupski rappresenta una certezza, mentre difesa, centrocampo e attacco devono ancora trovare equilibrio e brillantezza in vista dei primi impegni ufficiali.
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Bologna, mercato da record: bilancio positivo di almeno 45 milioni
Il Bologna ha centrato l’obiettivo economico fissato da Joey Saputo. Il mercato rossoblù ha prodotto un saldo positivo di almeno 45 milioni di euro, una cifra che potrebbe addirittura arrivare a circa 60 milioni a seconda dell’esercizio in cui verrà contabilizzata l’operazione relativa a Giovanni Fabbian.
A riportare i conti è il Corriere dello Sport: alla dirigenza composta da Claudio Fenucci, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio era stato richiesto di produrre circa 40 milioni di saldo attivo. Un traguardo che, numeri alla mano, sarebbe stato non soltanto raggiunto ma superato.
Bologna, quanto hanno fruttato le cessioni
La parte più importante arriva inevitabilmente dalle operazioni in uscita. Considerando solamente le cifre fisse e senza eventuali bonus, il trasferimento di Castro alla Roma avrebbe portato 35 milioni, mentre la cessione di Lucumí alla Juventus vale 20 milioni. A questi si aggiungono un milione per il prestito di Dallinga al Colonia e un altro milione per Dominguez al Sassuolo.
Il totale delle entrate indicate è quindi di 57 milioni, senza considerare i 15 milioni relativi a Fabbian qualora l’operazione venga inserita nel nuovo esercizio.
Sul fronte degli acquisti, invece, il Bologna ha investito finora 8,5 milioni per Amondarain e 3,5 milioni per Alhassane, per una spesa complessiva di 12 milioni.
Da tenere inoltre presente l’operazione Roberto Piccoli: l’accordo con la Fiorentina prevede un obbligo di riscatto da 18 milioni di euro nel giugno 2027 al verificarsi della condizione legata alla permanenza in categoria.
Dal punto di vista finanziario, dunque, la missione può essere considerata compiuta. Capire se il Bologna sia riuscito anche a mantenere o aumentare il proprio valore tecnico sarà invece il campo a stabilirlo. Dopo partenze pesanti come quelle di Castro e Lucumí, la nuova squadra è chiamata a dimostrare che il grande attivo di mercato non è stato ottenuto sacrificando le ambizioni sportive.
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