Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Juventus Bologna
Il fischio d’inizio non è mai solo un suono.
Per Maurizio Mariani, classe 1982, è il momento in cui il rumore del mondo sfuma.
Rimane solo il battito del cuore, scandito dal cronometro al polso.
La missione di Mariani inizia molto prima del calcio d’inizio.
C’è una solitudine intrinseca nel mestiere dell’arbitro.
Mentre i calciatori si abbracciano nel tunnel e i tifosi cantano all’unisono, l’arbitro vive in un limbo.
È il garante della giustizia in un territorio dove tutti, per definizione, sono di parte.
Disse in un Raduno di giovani arbitri ”L’arbitro è l’unica persona in campo che non ha una tifoseria.
Ma ha una responsabilità: essere il custode della lealtà altrui.”
La vita di Mariani, come quella dei suoi colleghi, è fatta di borse preparate in fretta, treni, hotel e chilometri macinati lontano dagli affetti.
Tutto per amore di un gioco che spesso non ricambia questo amore con la stessa moneta.
La sua carriera è l’esempio di come la passione possa trasformarsi in una missione di vita.
Arbitrare non è “fare il vigile”, ma interpretare lo spirito del gioco.
Infatti bisogna capire i momenti di tensione e saperli disinnescare con un gesto o uno sguardo.
Nonostante il VAR, nonostante i sensori e le telecamere, alla fine resta sempre lui: un uomo solo, con un fischietto tra le labbra.
Un uomo che cerca di fare la cosa giusta in un mondo che non aspetta altro che vederlo sbagliare.
Ed è proprio in questa sua vulnerabilità, trasformata in forza, che risiede la sua più profonda bellezza professionale.
Mariani è noto per uno stile di direzione che privilegia la continuità del gioco.
In Juventus-Bologna, Mariani, già designato per i prossimi Mondiali per l Italia, non sarà un giudice distante.
Sarà il custode di un equilibrio sottile, l’uomo che permette al calcio di restare, prima di tutto, una sfida di talento e non di nervi.
Oltre ad aver arbitrato Verona-Bologna, Mariani ha diretto anche la finale di Coppa Italia Bologna-Milan.

IL BOLOGNA VINCE LA COPPA ITALIA ( FOTO KEYPRESS )
Il parere dell'esperto
Bologna-Sassuolo, adesso tocca a voi: il Dall’Ara aspetta una risposta
Bologna-Sassuolo non può essere una partita come le altre. Dopo un avvio di campionato complicato, i rossoblù hanno bisogno di reagire davanti alla propria gente. Non servono proclami: servono coraggio, intensità e quella voglia di lottare che Bologna ha sempre apprezzato.
Due partite, zero punti e soprattutto ancora nessun gol segnato. I numeri raccontano un inizio difficile, inutile nasconderlo. Ma siamo soltanto alla terza giornata e proprio per questo non è il momento di lasciarsi trascinare dal pessimismo. È il momento di rispondere.
Alle 18 il Bologna affronta il Sassuolo al Dall’Ara in una sfida che può rappresentare il primo vero punto di svolta della stagione. Anche i precedenti recenti possono aiutare a trovare fiducia: i rossoblù sono infatti imbattuti nelle ultime sei partite di Serie A contro i neroverdi, con tre vittorie e tre pareggi. Inoltre, il Bologna ha sempre segnato nelle ultime 19 sfide di campionato contro il Sassuolo.
Bologna-Sassuolo, serve ritrovare il proprio spirito
Domenico Tedesco non ha nascosto ciò che pretende dalla sua squadra. Alla vigilia ha sottolineato la necessità di trovare maggiore concretezza e di imparare anche a conquistare punti nelle giornate in cui il gioco non riesce a essere perfetto. Il tecnico sa che il percorso è appena iniziato e che diversi nuovi elementi devono ancora inserirsi completamente.
Quello che però il pubblico può chiedere immediatamente è un Bologna affamato.
Una squadra che entri sui palloni, che corra per il compagno, che provi la giocata senza paura e che trasformi il Dall’Ara nuovamente in un campo complicato per chiunque.
Mancherà Riccardo Orsolini, fermato da una lesione ai flessori che lo terrà fuori per circa tre settimane. Tedesco ha comunque convocato diverse soluzioni offensive: Bernardeschi, Cambiaghi, Dovbyk, Mbangula, Odgaard e Piccoli sono tra gli uomini a disposizione.
Il Dall’Ara deve spingere il Bologna
Questo gruppo non può aver dimenticato improvvisamente come si compete. Una partenza negativa non cancella qualità, ambizioni e lavoro.
E allora Bologna-Sassuolo deve partire prima ancora del fischio d’inizio.
Dalla voglia di vedere una squadra aggressiva.
Da ogni contrasto vinto e da ogni pallone recuperato.
Non serve pensare alla classifica di maggio. Oggi conta soltanto una cosa: iniziare.
Iniziare a segnare. Iniziare a fare punti. Iniziare a costruire il Bologna di Tedesco.
Il parere dell'esperto
Di Bello è l’arbitro di Bologna Sassuolo
Di Bello è l’arbitro di Bologna Sassuolo.
Marco Di Bello è uno dei direttori di gara più esperti e riconosciuti del panorama calcistico italiano.
Appartiene alla sezione AIA di Brindisi,
Fuori dal campo da gioco lavora come consulente bancario.
E’ una professione che richiede precisione, gestione del rischio e freddezza analitica.
Queste sono doti che si riflettono direttamente nella sua gestione delle gare.
«Se fischi con la pancia, hai già sbagliato».
«Il fischietto non è un telecomando per controllare gli altri, è un amplificatore della vostra testa».
Sono sue affermazioni, pronunciate con quel tono calmo ma fermo di chi ha imparato la lezione a proprie spese: .
L’esordio di Marco nelle sue visite sezionali è quasi sempre un mantra,
E’ una designazione strana per il Bologna poiché in passato ha numerosi precedenti particolari.
Di Bello è l’arbitro di Bologna Sassuolo.
Ancora lui, dicono i tifosi.
L’errore di qualche anno fa a Torino è ancora presente nella mente.
Il parere dell'esperto
Tanti ex tra Atalanta e Bologna
Tanti ex tra Atalanta e Bologna.
Dagli anni ’20 ad oggi la lista è ricca ed interessante.
Angelo Boccardi, portiere nato nel 1928, in Serie A militò con Bologna e Atalanta.
E’ stato compagno di squadra di José Garcia e Mario Gritti, altri doppi ex.
‘Mondino’ Fabbri, tecnico della prima Coppa Italia felsinea, da giocatore vestì anche la casacca orobica.
Nel 1954 sotto le Due Torri arrivò dai nerazzurri Battista ‘Titta’ Rota, il quale poi tornò a vestire la casacca orobica.
Tanti ex tra Atalanta e Bologna anche nei tempi recenti.
Il primo pensiero va al capitano rosso-blu Riccardo Orsolini.
Ed ovviamente al guru del mercato, Giovanni Sartori.

Franco Janich è stato un doppio ex di questa partita.
Come Vincenzo Gasperi, Francesco Randon ed Adriano Novellini
Nel 1988 Ivano Bonetti arrivò nel capoluogo emiliano da Bergamo.
In quel Bologna c’era anche Gianluca Luppi, sei stagioni felsinee e una e mezza con gli orobici.
Hanno indossato entrambe le maglie pure Oscar Magoni, Cristiano Scapolo, Cristiano Pavone, Massimo Paganin, Massimiliano Cappioli, Alessandro Rinaldi.
E quello rossoblù è stato l’ultimo club di Giovanni Piacentini, che nel 1999 giunse sotto le Due Torri dall’Atalanta.
Non solo ex tra Atalanta e Bologna, ma anche note di colore.
Il 23 febbraio 1941, a Bergamo, Arturo Boniforti debuttò in rossoblù e nel massimo campionato.
Come capitò ad Oriano Testa, il 9 gennaio ’72.
E in casa della Dea, il 21 ottobre 1962, Helmut Haller mise a segno la prima rete con il Bologna e in Italia.
Concludiamo un rammarico: lunedì mancherà un altro grande ex, Remo Freuler.
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