Il parere dell'esperto
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
Ponetevi sempre degli obiettivi, nel breve e nel lungo termine.
“La carriera di un arbitro non è mai una linea retta, servono impegno e metodo per raggiungere ciascuno il proprio sogno”.
E’ quanto evidenziato in uno dei suoi incontri sezionali Kevin Bonacina, arbitro designato per Napoli Bologna
Una chiamata prestigiosa sul prato del “Diego Armando Maradona”.
Rappresenta un test cruciale per il direttore di gara lombardo.
La direzione di un match come Napoli-Bologna impone una rigorosa applicazione del regolamento.
Il tutto unito ad una spiccata capacità di game management.
La gestione dei flussi di gioco, il controllo delle proteste e la reattività nel supporto alla tecnologia VAR.
Questi rappresentano i parametri chiave sui quali verrà valutata la sua prestazione.
Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
L’impegno al “Maradona” si configura non soltanto come una tappa di rilievo nel percorso di maturazione all’interno della CAN.
E’ anche il risultato dell’applicazione pratica del modello di rigore e presenza della sua personalità.
Che lo stesso Bonacina ha promosso nel suo lavoro formativo con l’Associazione Italiana Arbitri.
Ha solo 2 precedenti con il Bologna; entrambi i casi i match sono finiti in parità.
Il parere dell'esperto
Milan-Bologna, la pazienza premia gli audaci
Milan-Bologna, la pazienza premia gli audaci, così si può considerare il Bologna vincente con il Milan con un punteggio per giunta rotondo.
Poiché una squadra che va in vantaggio nel tempio del “Meazza”, dove le gambe possono far scherzi gigi, con applicazione operaia di Zortea e Pobega e finalizzazione del belga-congolese Mbangula, è tanta roba.
Poi però la forza derivante dal fondo senza fondo d’investimento – buttati al vento senza punti di riferimenti Cardinali, della serie dove andiam non si sa – erge con un ragazzino nato nel trevigiano da origini guineane.
Stella dell’Under 21 guidata da Baldini, uno che somministra ai propri adepti carota e bastone come pochi fanno.
Cisse, appunto, prima pareggia eppoi nel giro di 14 giri di lancette porta in vantaggio il suo Milan.
Milan-Bologna, la pazienza premia gli audaci
La squadra ospite pare essere un asinello bastonato in quanto i due gol presi sono frutto di asinate in quella zona del campo, la difesa, in cui dovresti concedere il nonnulla. Così invece non è. Il reparto contestato -oggi diretto dal redivivo Casale – fa ancora acqua e qui ci vorrebbe una bella diga da issare per far sì che Palladino e sottoposti possano staccare qualche sorriso in più.
Theate, preso per sistemare le cose, offre invece spaccati di calcio degni di una modesta terza serie. Capita ai migliori, si dice, ma il ragazzo belga (la disputa con Mihajlovic insegna) deve comprendere che il calcio è sacrificio e applicazione, peculiarità a lui mancanti. La blasonata rossoblù necessità di altro, fino a prova contraria. Azzardo a dire, togliete gli specchi dal Centro “Niccolò Galli”, specchiarsi è deleterio.
Le premesse per una disfatta nel tempio del calcio poteva esserci tutta, con gli asinelli a ringhiare senza ritrovarsi. Gli unici palloni giocabili passano dai piedi vellutati del maestro giocoliere Bernardeschi, ma i compagni sono rimasti solitari nel deserto: seguirlo non è cosa loro.
Il calcio però ‘ è bello perché vario’ e quando meno te lo aspetti Palladino mischia le carte e fa i cambi che mai avresti voluto vedere. Anzitutto avvicenza la difesa (in toto) e ancora il sommo maestro Bernardeschi, che esce perplesso (ma non si arrabbia: è troppo intelligente per farlo, batte cinque a tutti e zitto seduto in panca).
E chi subentra spacca la partita in due. Cambiaghi (che non è al meglio della condizione, si fa per dire .. ) porta in campo i sorci verdi: gli avversari non ringraziano. Ma ad instillare fiducia e calcio c’è Miranda: i suoi cross hanno un perché. Mi chiedo ancora perché il CT spagnolo Luis de la Fuente Castillo non gli dia un’occhiata.
Il primo suggerimento impegna negativamente Bartesaghi, il più classico degli autogol, il secondo (scambio con Cambiaghi) fa volare Mbangula verso la primarete in rossoblù. Evviva!
L’oggetto misterioso timbra il cartellino e mai lo avresti pensato.
Il Bologna è in vantaggio, il “Meazza” fischia eccezion fatta per l’angolo riservato ai cuori rossoblù. Tanti bastano per impazzire e godere.
Solo un colpo di testa di Camarda fa tremare lo spicchio rossoblù e chi davanti allo schermo ad imprecare. Ma mister Palladino si ritrova un reuccio in casa, si chiama Mbangula e si trova in una giornata particolarmente mostruosa.
Pobega vede Odgaard (centravanti atipico per ciò che ci ha fatto cedere con Italiano) che c’è quando deve esserci: palla per il belga e il 4 a 2 è un gioco da ragazzi. Mi stropiccio gli occhi, sono frastornato per quanto il calcio possa essere imprevedibile e mai domo di regalare sussulti.
Si dice anche che è la terza vittoria consecutiva lontani dal ” Dall’Ara”, sì è così, da non credere, e solo una vittoria contro il Monza può cambiare la tendenza casalinga, stranamente negativa ormai da tempo immemore.
Leggete ad alta voce il rimbombar del suono, 4 a 2 al Meazza, e nulla cambia quando Skorupski nega a Pulisic di pulire la vergogna rossonera, per Amorin proprio.
Questo è il calcio, tremendamente imprevedibile e bello. Se poi porta da firma di Palladino è ancora più bello. Non c’è che dire.

FEDERICO BERNARDESCHI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il parere dell'esperto
Chi è l’arbitro di Milan Bologna
Chi è l’arbitro di Milan-Bologna.
“Siate arbitri, ma prima ancora persone per bene.
In campo servono tre cose fondamentali: giustizia, credibilità e autenticità».
Ecco Juan Luca Sacchi.
Quando dirigi squadre dal blasone e dal peso tattico di Milan e Bologna, la tentazione di farsi condizionare dalla pressione ambientale o dal nome dell’allenatore è la prima trappola.
In sfide dove la palla viaggia rapida e il contatto fisico è costante, Sacchi applica la stessa autenticità che predica ai ragazzi.
Serve un atteggiamento fermo ma dialogante, senza sotterfugi o atteggiamenti autoritari.
Ed in sezione arbitrale spesso dice:
«L’arbitraggio è una straordinaria metafora della vita.
Insegna a prendere decisioni sotto pressione, ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte e a rispettare le regole anche quando non è facile».
Questo è l’arbitro di Milan-Bologna : Juan Luca Sacchi.
Quando darà il fischio d’inizio, dietro le sue decisioni ci sarà la sintesi di questo percorso.
La freddezza della mente, l’intuito della “pancia” e, soprattutto, l’insegnamento consegnato a centinaia di ragazzi nelle sezioni di provincia.
Questo perché la credibilità di un arbitro in Serie A nasce esattamente lì dove si impara a essere uomini prima che giudici in divisa.
Infine una curiosità.
Il Bologna è una delle squadre che Sacchi ha incrociato più frequentemente nel corso della sua carriera in massima serie: 10 volte.
Una designazione ben ponderata per una partita che potrebbe riservare molte sorprese e qualche caso VAR.
Il parere dell'esperto
Bonacina è l’arbitro di Cagliari-Bologna
Bonacina è l’arbitro di Cagliari-Bologna.
Nelle sue visite sezionali, ama ripetere un concetto chiave ai ragazzi dell’ultimo corso arbitri.
L’errore fa parte del gioco, ma è la reazione che definisce l’arbitro.
”Non abbiate paura di sbagliare,” racconta spesso ai giovani colleghi.
Il vero arbitro non è quello che non commette errori, ma quello che ha la forza mentale di resettare.
Ovviamente dopo un fischio sbagliato.
E poi farsi trovare pronto per l’azione successiva.”
Il match dell’Unipol Domus tra Cagliari e Bologna non rappresenta soltanto un incrocio cruciale per le ambizioni di classifica delle due squadre.
Costituisce un banco di prova di primissimo livello per il direttore di gara Kevin Bonacina.
Fischietto della sezione di Bergamo inserito nell’organico CAN A e B.
Bonacina approda alla sfida sardo-emiliana portando con sé un bagaglio professionale costruito campo dopo campo.
Sotto il profilo strettamente agonistico, la direzione di Cagliari-Bologna si preannuncia complessa per via dell’antitesi stilistica tra le due formazioni:
Il Cagliari di casa fa dell’impatto sui duelli individuali e delle seconde palle un fattore chiave per scardinare gli avversari.
Elemento necessario per accendere l’ambiente dell’Unipol Domus.
Il Bologna risponde con una struttura tattica votata alla riaggressività immediata.
Ed al palleggio nello stretto e alle transizioni rapide.
L’arbitro bergamasco è chiamato ad applicare una soglia del fallo coerente fin dai primi minuti.
Questo per evitare che il nervosismo prenda il sopravvento nei contatti a palla lontana e sulle corsie esterne.
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