Esclusive
L’ira funesta di Artem Dovbyk
La storia di Dovbyk racchiusa in un’esultanza che ha fatto discutere per le tempistiche, ma fondamentalmente necessaria per l’ucraino.
Cross in area di rigore del Sassuolo, Idzes spazza ma non troppo, Libra raccoglie la sfera e carica un destro potente, Muric ci arriva ma non riesce a trattenere. Dovbyk allora arpiona il pallone sulla respinta e con il sinistro batte il portiere neroverde. Dopodiché, l’episodio “chiave”, se così vogliamo definirlo: l’ex Roma esulta, com’è giusto che sia, tuttavia invece di riportare la palla al centro per tentare il ribaltone completo, si toglie la maglia, boxa sulla bandiera ed esplode in un urlo flettendo i muscoli.
Cosa racchiude l’esultanza di Dovbyk?
Leggendo sui social, molti non hanno digerito questa perdita di tempo dell’ucraino, il quale ha così anteposto l’ego rispetto al gruppo. Un dogma che è stato sviscerato da Fenucci in conferenza stampa narrando della vicenda Rowe. Sulla carta, è giusto pensarla così: la squadra viene prima del singolo. In un calcio dove le bandiere oramai sono estinte, il tifoso non può che affezionarsi al club di appartenenza.
Ma questa volta penso sia giusto un po’ di sano egoismo.
E non parlo dell’attaccante che, invece di appoggiarla facilmente verso il compagno, prova a battere il portiere con un tiro che viene neutralizzato. Questa volta vorrei invece sottolineare i trascorsi di un calciatore che è finito in un vortice di negatività e che ci auguriamo tutti possa aver spazzato quel turbine con l’urlo a squarciagola al Dall’Ara.
Dovbyk, classe 1997, approda nel calcio di prestigio nel 2023 al Girona, club da centro-destra della classifica, e trascina gli spagnoli in Champions League a suon di gol in un’impresa paragonabile a quella del Bologna di Thiago Motta (stessa annata, tra l’altro). Forte dei suoi 24 stagionali, il giocatore accetta l’offerta della Roma e si trasferisce nella Capitale, ma il rapporto non è propriamente idilliaco. Arrivato per 35 milioni e nonostante i 17 gol siglati nella stagione 2024/25, Artem non ha conquistato le simpatie del tifo giallorosso: troppo macchinoso, poco mobile e non aiuta la squadra nella fase di non possesso. Con l’avvento dell’annata 2025/26, la situazione peggiora. Giunge Gasperini e l’ex Girona vede diminuire il suo minutaggio drasticamente, diventando così una zavorra per l’allenatore; si aggiungerà poi un infortunio alla coscia che lo terrà fuori più di metà campionato, relegandolo definitivamente ai margini del club.
Ecco quindi che si arriva all’episodio di domenica scorsa: un attaccante che, da quando è arrivato in Italia, non è mai stato troppo sereno, le sue esultanze non erano mai state vistose e che ha dovuto lottare con i demoni interiori. Indietro di condizione, tanto che Tedesco ha preferito Piccoli titolare nelle prime 3 partite, Dovbyk non ha sfoggiato delle prestazioni indimenticabili, per usare un eufemismo. E chissene frega se al 91esimo minuto non è tornato a centrocampo per ripartire veloce. Certe volte un gol può valere più di una semplice partita e questo è il caso.
Ci auguriamo davvero che Artem possa rinascere sotto le luci del Dall’Ara perché il Bologna ne ha veramente bisogno.
Il parere dell'esperto
Doveri è l’arbitro di Bologna-Inter
Doveri è l’arbitro di Bologna-Inter
Ai raduni sezionali, tra i banchi di ragazzi giovanissimi che sognano i grandi stadi, l’insegnamento che viene ripetuto come un mantra è semplice e netto.
L’arbitro bravo non è quello che non sbaglia mai.
Ma quello che sa far rispettare il gioco e prende ogni decisione con autorevolezza.
Il tutto senza farsi condizionare da niente e da nessuno.
Doveri appartiene a quella categoria di fischietti esperti a cui i designatori si affidano nei momenti chiave della stagione.
Con oltre 200 presenze nel massimo campionato italiano,
In una gara d’alta quota, l’intesa tra il campo e la sala VAR risulta cruciale.
L’approccio di Doveri si sposa bene con il protocollo attuale.
Che si traduce nel prendere la decisione migliore in campo senza delegare la responsabilità al monitor.
E si ricorre alla tecnologia solo in caso di chiaro ed evidente errore.
E’ anche l’arbitro che lo scorso anno fece arrabbiare Saputo, in un Bologna-Como.
Doveri è l’arbitro di Bologna-Inter.
Si preannuncia una battaglia atletica e tattica.
Battaglia in cui il fischietto di Roma 1 sarà chiamato ad applicare fino in fondo la regola aurea imparata fin dai primi giorni di sezione.
Una regola che impone autorità, lucidità ed equilibrio.
Il parere dell'esperto
Pairetto è l’arbitro di Lecce Bologna
Pairetto è l’arbitro di Lecce Bologna.
Orsato ha deciso di affidare la delicata sfida salentina proprio a Pairetto.
“Per fare l’arbitro a livelli elevati non basta la conoscenza del Regolamento.
Serve un insieme di competenze tecniche, umane e caratteriali”
È con questa frase, che Luca Pairetto di Nichelino riassume la sua idea di arbitraggio.
E’ stata pronunciata durante uno dei suoi frequenti incontri sezionali dedicati alla formazione dei giovani fischietti dell’AIA.
E’ una prova del nove per una risorsa che lo stesso designatore sta evidentemente rilanciando in questo inizio di campionato .
Un incrocio, quello tra l’arbitro piemontese e la squadra giallorossa, che porta con sé ricordi alterni ed un bilancio in perfetto equilibrio.
Nei 6 precedenti diretti sul terreno di gioco, il Lecce conta 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.
L’ultimo precedente sorride ai salentini : la vittoria per 1-0 a Venezia firmata Dorgu.
Ma nella memoria della tifoseria di casa resta vivo il ricordo di un infuocato Lecce-Monza del settembre 2022.
Una partita costellata da vivaci proteste per due episodi da rigore non concessi in area brianzola.
Dall’altra parte della barricata, il Bologna ritrova un arbitro incrociato ben 20 volte in carriera.
Ha un ruolino favorevole ai rossoblù, fatto di 9 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte.
Al campo l’ardua sentenza, sia per Lecce e Bologna sia per Pairetto.
Esclusive
Così parlò Radio Portici
Così parlò Radio Portici.
Inevitabile in un momento così delicato della recente storia del Bologna.
Acuita dalla lunga ed anomala pausa per la nazionale.
Le voci corrono, e cambiano prospettiva alla velocità della luce.
Si è cominciato con il presunto addio di Sartori a fine anno, destinazione Inter.
Alla base la discussione sull’esonero di Tedesco, sul quale il direttore sportivo pareva essere in disaccordo
Poi è arrivata la smentita ufficiale da parte dello stesso Sartori, con tanto di promessa eterna ai colori rosso-blu.

Nel frattempo, da Radio Portici arrivavano le chiacchiere sulla smobilitazione del patron Saputo.
Gossip rallentato improvvisamente dall’annuncio sul nuovo stadio del Bologna.
Manca una settimana alla ripresa del campionato ed attendiamo con ansia un nuovo vaniloquio.
Aspettiamo nuovi sussulti da Radio Portici, con nuove idee.
E’ tramontata sul nascere l’idea che il facoltoso investitore dietro a Simone Baldi fosse Saputo.
Chissà, magari dietro alla chiusura della latteria della Sig.ra Luisa in via San Vitale c’è la lunga mano di Joey nostro.
Un Saputo pronto a lanciare un nuovo franchising, Canadian Milk & Cheese.
Stay tuned. Radio Portici is on fire.
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