Calciomercato
Mbangula, carriera e caratteristiche: perché può essere il sostituto ideale di Rowe
Il Bologna ha scelto Samuel Mbangula per raccogliere l’eredità di Jonathan Rowe. L’operazione è diventata ufficiale nelle ultime ore: l’esterno belga classe 2004 arriva dal Werder Brema in prestito fino al 30 giugno 2027 con opzione per l’acquisto definitivo, mentre Rowe ha lasciato i rossoblù per trasferirsi all’Atalanta.
Un cambio che, almeno dal punto di vista delle caratteristiche, appare tutt’altro che casuale. Mbangula è infatti un esterno rapido, tecnico, portato al dribbling e soprattutto capace di partire dalla fascia sinistra per attaccare verso il centro: caratteristiche che permettono al Bologna di non modificare completamente la propria struttura offensiva dopo la partenza dell’inglese.
Mbangula, la carriera: dal Belgio alla Juventus
Samuel-Germain Mbangula nasce a Bruxelles il 16 gennaio 2004. I primi passi importanti arrivano nei settori giovanili di Club Brugge e Anderlecht, prima della svolta del 2020, quando viene inserito nel vivaio della Juventus.
A Torino cresce progressivamente tra Under 17, Primavera e seconda squadra. Con la Primavera bianconera totalizza 57 presenze, 12 gol e 5 assist, disputando anche sette incontri di UEFA Youth League. Nel 2023/24 arriva poi il salto tra i professionisti con la Juventus Next Gen, con 25 presenze.
La vera esplosione arriva però con la prima squadra.
Il 19 agosto 2024 debutta in Serie A da titolare contro il Como e impiega solamente 23 minuti per segnare il suo primo gol nel massimo campionato italiano. Una presentazione importante che gli consente di conquistare spazio durante la stagione.
Con la Juventus chiude il 2024/25 con 32 presenze complessive, 4 gol e 5 assist, trovando spazio anche in Champions League. Proprio nella massima competizione europea riesce inoltre a segnare contro il PSV nella fase a eliminazione diretta.
Nell’estate 2025 passa quindi al Werder Brema, affrontando per la prima volta la Bundesliga. In campionato raccoglie 26 presenze, tre reti e due assist, mentre considerando tutte le competizioni il Werder indica un totale stagionale di 27 partite, tre gol e quattro assist.
Ora il ritorno in Serie A, questa volta con il Bologna.
Come gioca Samuel Mbangula
Mbangula è principalmente un esterno offensivo sinistro di piede destro, anche se la sua duttilità gli permette di occupare diverse posizioni.
Può giocare largo a sinistra, partire dalla destra oppure muoversi più internamente alle spalle della punta. Già al Werder veniva considerato un giocatore capace di dare maggiore flessibilità alla fase offensiva.
Il suo principale punto di forza è lo strappo palla al piede.
Mbangula ama ricevere sulla fascia, puntare direttamente il difensore e creare superiorità attraverso accelerazioni e cambi di direzione. È rapido nello stretto e possiede una buona tecnica individuale. Lo stesso giocatore, presentandosi al Werder, si descrisse come un calciatore tranquillo nella gestione del pallone, dotato di velocità e tecnica.
Ma non è solamente un esterno da linea laterale.
Partendo da sinistra tende spesso ad andare verso il centro del campo, cercando lo spazio tra terzino e centrale oppure la conclusione con il destro. Durante l’esperienza tedesca ha mostrato anche la capacità di scambiarsi posizione con i centrocampisti offensivi e di entrare dentro il campo, trasformandosi quasi in un secondo trequartista.
Una caratteristica particolarmente interessante per una squadra che cerca esterni capaci non soltanto di saltare l’uomo, ma anche di associarsi con centrocampisti e attaccanti.
Perché Mbangula può sostituire Rowe
Naturalmente Mbangula e Rowe non sono due giocatori identici.
Rowe presenta probabilmente maggiore potenza nell’attacco diretto della profondità e una capacità già più sviluppata di incidere negli ultimi metri. Mbangula appare invece maggiormente orientato alla combinazione, al dribbling e alla ricerca di spazi interni.
Il Bologna, però, aveva bisogno soprattutto di non perdere alcune caratteristiche fondamentali.
Con la partenza di Rowe serviva un giocatore capace di partire dalla sinistra, creare superiorità nell’uno contro uno e costringere la difesa avversaria ad allargarsi.
Mbangula possiede esattamente queste qualità.
La sua capacità di ricevere largo e accelerare permette inoltre al terzino di scegliere se sovrapporsi oppure occupare una posizione più prudente. Quando invece il belga converge verso il centro può creare spazio proprio per l’inserimento del laterale.
È un meccanismo che potrebbe diventare particolarmente interessante nel Bologna.
Un giocatore ancora da costruire
Esiste poi un altro elemento che rende l’operazione interessante: Mbangula ha solamente 22 anni.
Non arriva quindi a Bologna come giocatore completamente formato. Esistono ancora margini di crescita soprattutto nella continuità durante i novanta minuti e nella fase senza pallone. Durante l’esperienza al Werder era stato sottolineato come il belga potesse ancora migliorare proprio nel lavoro difensivo.
Ma il potenziale offensivo è evidente.
Velocità, dribbling, capacità di giocare su entrambe le fasce e possibilità di entrare dentro il campo rappresentano qualità preziose in un calcio nel quale trovare esterni capaci di creare superiorità individuale sta diventando sempre più complicato.
Bologna, la scommessa Mbangula può funzionare
Sostituire Jonathan Rowe non sarà semplice. L’inglese lascia Bologna dopo essere diventato un patrimonio tecnico ed economico importante del club.
La scelta di Samuel Mbangula, però, segue una logica precisa.
Il Bologna non ha cercato la copia esatta di Rowe, ma un giocatore in grado di mantenere alcune delle caratteristiche che rendevano l’inglese importante: velocità, imprevedibilità, uno contro uno e capacità di attaccare partendo dalla corsia sinistra.
In più Mbangula conosce già la Serie A, ha maturato esperienza nella Juventus, ha giocato in Champions League e ha affrontato un campionato fisico e intenso come la Bundesliga.
A 22 anni arriva sotto le Due Torri con ancora molto da dimostrare, ma anche con importanti margini di miglioramento.
E proprio per questo potrebbe rappresentare una delle scommesse più interessanti del nuovo Bologna.
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Bologna, retroscena Miranda: la Juve ci ha provato fino alla fine
Il Bologna ha rischiato di perdere Juan Miranda nelle ultime ore del calciomercato estivo. La Juventus, infatti, avrebbe effettuato un tentativo concreto per portare il terzino spagnolo a Torino, ricevendo però il muro della società rossoblù.
Secondo quanto riportato dal Carlino , i bianconeri avrebbero proposto al Bologna un’operazione comprendente Juan Cabal più un conguaglio economico per arrivare a Miranda. Una trattativa che, tuttavia, non è riuscita a decollare anche per la posizione dello stesso Cabal.
Miranda-Juventus, decisivo il no di Cabal al Bologna
Il difensore colombiano non sarebbe stato convinto della possibilità di trasferirsi al Bologna. Cabal avrebbe infatti preferito la pista Atalanta, anche per la possibilità di disputare le competizioni europee.
La trattativa tra Juventus e Atalanta, però, non si è successivamente concretizzata. Di conseguenza, anche l’operazione che avrebbe potuto portare Miranda alla Juventus è definitivamente tramontata.
Ma dietro alla permanenza dello spagnolo c’è anche una precisa scelta del Bologna.
Il Bologna fa muro: Miranda resta rossoblù
Dopo aver già completato diverse cessioni importanti durante la sessione di mercato, il club emiliano non avrebbe voluto privarsi di un altro elemento della rosa a poche ore dalla chiusura delle trattative.
Soprattutto, il Bologna non avrebbe avuto il tempo necessario per individuare e acquistare un sostituto all’altezza di Miranda. Per questo motivo la società rossoblù ha deciso di respingere l’assalto della Juventus e confermare il terzino spagnolo.
Miranda rimane dunque a disposizione di Domenico Tedesco e nelle prossime settimane dovrà contendersi una maglia da titolare sulla fascia sinistra con Alhassane.
Un retroscena che conferma come il finale del mercato del Bologna sia stato particolarmente movimentato: la Juventus ha provato a inserirsi per Miranda, ma questa volta il muro rossoblù ha resistito.
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Calciomercato Bologna, acquisti e cessioni
Calciomercato Bologna – Termina così il mercato estivo 2026/27 del Bologna. Non ci sono i botti dell’ultima ora, ma diverse sono le sorprese sia in entrata che in uscita.
Il club rossoblù chiude ancora una volta il bilancio in positivo, frutto di una serie di cessioni preziose che hanno aiutato Saputo a gestire i fondi e i conti della società. I Felsinei, tuttavia, non hanno solo venduto, ma hanno anche piazzato qualche colpo per stupire nella prossima stagione con i nuovi acquisti. Non avendo gli introiti derivanti dalle coppe, come più volte sottolineato da Fenucci, il Bologna ha dovuto cambiare strategia di mercato. Allo stesso tempo però il nuovo allenatore avrà più tempo per gestire gli ultimi arrivati a Casteldebole. Già si è vista infatti la mano di Tedesco nel match contro l’Atalanta, seppur sia arrivata una sconfitta.
Le cessioni del Bologna
Partiamo dai volti noti e più facili da riconoscere per i tifosi. In primo luogo, una delle cessioni più remunerative per i Rossoblù in questa finestra di mercato: Santiago Castro alla Roma per 30 milioni di euro più 5 di bonus, un’operazione che ha agevolato l’arrivo di Dovbyk sotto le due torri.
Altra cessione eccellente che riguarda la più recente e forse la più dolorosa per i tifosi per il modo in cui è arrivata, ovvero Rowe all’Atalanta, accasato dai Bergamaschi nella giornata di ieri: prestito con obbligo di riscatto fissato a 35 milioni più 5 di bonus, è la cessione più costosa dal punto di vista economico per i Felsinei.
Un’altra vendita importante è stata quella di Jhon Lucumì alla Juventus, sebbene fosse già da tempo che si vociferava un addio del colombiano: l’operazione ha portato nelle casse del Bologna 20 milioni di euro.
Tra gli altri, doveroso sottolineare Ravaglia al Watford per 7 milioni, Freuler e Lykogiannis svincolati da contratto, Dominguez e Dallinga in prestito con diritto di riscatto rispettivamente a Sassuolo e Colonia, entrambi fissati a 10 milioni di euro, e Raimondo al Frosinone in prestito temporaneo, così come Ilic al Cesena.
Gli acquisti
Se da una parte ci sono state tante vendite (più di 100 milioni di euro di entrate, ovviamente non usufruibili subito), dall’altra Di Vaio & Co. non sono rimasti certo a guardare.
Oltre al già citato Artem Dovbyk, il Bologna ha prelevato dalla Fiorentina la punta Roberto Piccoli in prestito con obbligo di riscatto (18+2 in caso di salvezza), il centrocampista a sorpresa Mikel Amondarain dall’Estudiantes per 10 milioni più bonus e l’olandese Jay Enem per 6 milioni.
In difesa i Rossoblù riabbracciano Arthur Theate, che ha vestito questi colori per una sola stagione nel 2021/22, in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. Stessa formula anche per l’ex Juve Mbangula per sopperire alla partenza di Rowe: 2,5 milioni per il prestito con diritto di riscatto a 12,5. Si chiude con l’arrivo di Rahim Alhassane il mercato in entrata dei Rossoblù, giunto dal Real Oviedo per 3, milioni.
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Calciomercato Bologna, la Juventus pensa a Juan Miranda
La Juventus guarda in casa Bologna per rinforzare la fascia sinistra. Nelle ultime ore, infatti, i bianconeri avrebbero effettuato un sondaggio per Juan Miranda, terzino spagnolo classe 2000.
Il giocatore rossoblù sarebbe una delle alternative valutate dalla dirigenza juventina nel caso in cui non dovesse concretizzarsi la pista che porta a Nicolás Tagliafico. Miranda piace per caratteristiche tecniche, esperienza in Serie A e capacità di spingere sulla corsia mancina.
Il Bologna, però, non sembra intenzionato a privarsi facilmente del laterale, considerato un elemento importante della rosa. Inoltre, il contratto lungo con il club rossoblù mette la società felsinea in una posizione di forza nell’eventuale trattativa.
Le ultime ore di mercato diranno se quello della Juventus resterà soltanto un sondaggio o se potrà trasformarsi in qualcosa di più concreto.
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