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Caro tifoso ed amico Barile

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Celta Vigo-Bologna

Caro tifoso ed amico Barile

Vent’anni fa ci lasciava il decano dei tifosi Barile

Barile, al secolo Adriano Mottola, aveva 89 anni quando il suo cuore rossoblu si fermò a Villa Laura.

Esattamente il 9 novembre 2006.

Un immenso dolore avvolse i familiari, la moglie Edera (oggi 99 enne) e i figli Ombretta, Adriana, Andrea, Liliana e Franco, la nuora Patrizia e i generi Gilberto e Claudio

Ma anche i nipoti Fabrizio, Daniele, Stefano, Fabio, Sabrina, Alessandro e Luca.

Oltre a tutta la grande famiglia del Bologna F.C. 1909, dalla società alla tifoseria, sempre ossequiosa nei suoi confronti per quanto aveva dedicato alla causa ‘Bologna calcio’.

Adriano, pardon Barile, il simbolo vivente della tifoseria rossoblu cominciò a seguire la squadra grazie a papà Nunzio.

Mano nella mano, come si fa con un adolescente pronto a scoprire le campagne ‘fuori porta’: prendevano la bicicletta e via andare verso il campo dello “Sterlino”.

Era il luogo dove si allenava e giocava la prima squadra della città.

Nunzio era già un appassionato, curioso di vedere quei ragazzotti giocare a pallone.

Siccome soldi non ce ne erano per accedere alle tribune per vedere le partite ufficiali si limitava ad andare agli allenamenti.

Quella nascente realtà, che oggi conosciamo come la squadra blasonata, era già protagonista di ottimi successi.

Da cosa nasce cosa e Adriano, rigorosamente con i calzoni corti, entrò nella simpatia del custode del piccolo stadio sito nell’allora via Toscana, poi ribattezzata Murri.

“Dai zuvanot dammi una mano a pulire gli spogliatoio”.

Un ragazzo d’oggi risponderebbe ‘socmel’, ma per Adriano il desiderio di conoscere da vicino luoghi e giocatori era forte che prese in mano la ramazza.

Cosicché nasce un lungo sodalizio fra Adriano e quel Club oggi foriero di scudetti e coppe.

Settant’anni di fedele collaborazione e diverse cariche ricoperte: facchino, portaborse, autista e più volte commesso-fattorino e anche presenza silenziosa nel Consigli di amministrazione.

In tarda età si spendeva anche a fare commissioni per i giocatori.

Oggi si chiamano Team manager.

In altre parole una vita dedicata al suo amato Bologna e ai suoi giocatori con il tempo divenuti anche amici.

Gli aneddoti legati a Barile sono decine e decine, ma per comprendere meglio quanto amasse quella società, all’epoca del fallimento pagò di tasca propria un conto sospeso con un falegname.

Lo fece per evitare voci maligne sul suo Bologna.

Questo era Adriano, uomo parsimonioso ma anche generoso nonostante fosse cresciuto in un periodo in cui dovevi ingegnarti per portare a casa il pane per far cena.

Nel libro “Il Bologna è una fede”, pubblicato nel 2002, raccontò la sua passione e tante chicche meritevoli di essere rievocate.

La squadra andava male?

E lui era pronto a sostenerli senza esitazione: “sono tutti bravi ragazzi, devono solo trovare l’amalgama”.

Unione che lui trasmetteva alla sua amorevole famiglia.

Raccontava spesso cosa insegnava la povertà, una sorta di nemica con cui condividere la sorte.

“Mangiavamo pane e cipolla e la mortadella era un lusso”.

Eppoi “un giorno trovai nella credenza un topolino che aveva le lacrime agli occhi dalla fame che pativa”.

Il suo soprannome era frutto della fantasia del portiere Mario Gianni.

Il suo aspetto robusto, per non dire “rotondeggiante”, aveva ispirato il grande portiere durante un allenamento.

Il pallone esce dal rettangolo di gioco proprio dove si trovava Adriano.

“Dai barilotto, dammi quella palla”.

Di quel soprannome Adriano era orgoglioso come lo era del suo amico Mario.

Lo storico slogan “Il Bologna è una fede” fu proprio lui a forgiarlo quando si trovava in guerra in Albania, sul monte Tomorri, all’ombra di Berat.

Un compagno commilitone fu ferito a morte e a sepoltura avvenuta lui stesso scrisse su un pezzo di legno recuperato fra le sterpaglie che “la Patria è una fede”.

Quando tornò a Bologna s’illuminò e coniò “Il Bologna è una fede”.

Il resto è storia, le presenze alle feste cotanto di personalizzazione, cappello, vestito, fazzoletto e scarpette rigorosamente rosso e blu che lo rendevano davvero special-one.

Eppoi i momenti topici con la lettura delle zirudele dedicate ai presenti, scritte con una incredibile naturalezza. Senza dimenticare lo scooter rossoblu e la prevendita di biglietti in via Massarenti.

In ultimo la chicca delle chicche: l’indirizzo personalizzato sull’elenco telefonico: Mottola Adriano, detto “Barile”. In via Scipione dal Ferro, 5. Telefono 3085xx. Il prefisso arrivò poi …

Ti ho voluto tanto bene Adriano.

Giornalista pubblicista, autore e comunicatore

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Il parere dell'esperto

Chi è l’arbitro di Parma-Bologna

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Chi è Juan Luca Sacchi

Chi è l’arbitro di Parma-Bologna

Luca Zufferli, fischietto della sezione di Udine.

Nelle sue frequenti visite ai giovani arbitri d’Italia, da Nord a Sud, passando per incontri formativi e Riunioni Tecniche Obbligatorie (RTO), ha spesso tracciato un identikit preciso di cosa significhi indossare questa divisa.

Ai ragazzi che muovono i primi passi sui campi polverosi dei campionati giovanili e provinciali, Zufferli ripete un mantra fondamentale.

“Realizzate i vostri sogni, non sono impossibili da raggiungere“.

La cima però si scala soltanto attraverso la gavetta, la cura dei dettagli e, soprattutto, la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.
La designazione per Parma-Bologna rappresenta un ulteriore, importante tassello nel percorso di crescita di Zufferli nella massima categoria.

Peraltro, l’arbitro friulano debuttò in Serie A nel 2023, in un Bologna-Monza con Palladino sulla panchina dei brianzoli.

Per dovere di cronaca, vinse Palladino 1-0 !

Un incrocio geografico e sportivo di primissimo piano, dove la posta in palio è alta sia per i crociati che per i felsinei.

Dal punto di vista disciplinare Zufferli si attesta su una media di circa 2,9 cartellini gialli a partita, un dato leggermente inferiore rispetto alla media generale del torneo.

Questo evidenzia la tendenza a privilegiare il dialogo e la fluidità del gioco prima di ricorrere ai provvedimenti disciplinari.

Sul versante gestionale, la media dei falli fischiati per incontro si aggira intorno ai 24-25, riflettendo una soglia di tolleranza equilibrata e adatta a ritmi agonistici elevati.
In conclusione, la capacità di mantenere il controllo su un derby sentito e tatticamente denso di insidie sarà decisiva.

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Il parere dell'esperto

Bologna, notizie di oggi: morale per le vittorie, ora testa al Parma

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Il Bologna prepara la trasferta di Parma dopo tre vittorie consecutive in Serie A. I successi contro Cagliari, Milan e Monza hanno rilanciato i rossoblù, attualmente al nono posto in classifica dopo dieci giornate. La squadra allenata da Raffaele Palladino cerca ora un altro risultato positivo per dare continuità alla propria risalita

Bologna-Monza 2-1: Pobega e Bernardeschi firmano il successo

L’ultimo risultato del Bologna è il 2-1 contro il Monza del 31 ottobre. Al gol su rigore di Varela per gli ospiti hanno risposto Tommaso Pobega e Federico Bernardeschi, quest’ultimo a segno dal dischetto.

La vittoria al Dall’Ara ha completato una serie di tre successi: prima erano arrivati il 2-0 sul campo del Cagliari e il 4-2 in casa del Milan, impreziosito dalla tripletta di Samuel Mbangula. Nelle ultime tre partite di campionato, quindi, il Bologna ha raccolto nove punti segnando otto reti e subendone tre.

Classifica Bologna: nono posto e 14 punti

Il bilancio dei rossoblù dopo dieci giornate è di quattro vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, per un totale di 14 punti. La scheda della Lega Serie A colloca il Bologna in nona posizione, con 14 gol realizzati. La sequenza recente suggerisce una squadra in crescita, anche se serviranno altre conferme per valutarne le prospettive. La prossima trasferta rappresenta soprattutto l’occasione per prolungare il momento positivo e consolidare la posizione nella prima metà della classifica.

Palladino valorizza il gruppo: elogi a Skorupski e Odgaard

Nel commento successivo alla vittoria sul Monza, Palladino ha sottolineato il contributo di Lukasz Skorupski e Jens Odgaard, indicandoli tra i migliori della partita. Per l’attaccante, il tecnico ha evidenziato il lavoro svolto al servizio dei compagni, esprimendo fiducia anche sul ritorno al gol.

Anche Pobega ha insistito sull’importanza della fiducia. Il centrocampista ha descritto una gara impegnativa contro il Monza e spiegato come l’allenatore stia lavorando per restituire al gruppo autostima e serenità. Un’indicazione utile per leggere il momento rossoblù, insieme ai risultati ottenuti sul campo.

Ultime da Casteldebole: differenziato per tre giocatori

Sul fronte delle condizioni fisiche, l’ultimo aggiornamento ufficiale verificato è quello del 3 novembre. Alla ripresa degli allenamenti in preparazione al Parma, la squadra ha svolto attivazione, test ed esercitazioni tattiche.

Lorenzo De Silvestri, Jay Enem e Roberto Piccoli hanno lavorato a parte. Il comunicato non conferma il loro recupero per la prossima partita: la disponibilità andrà valutata attraverso i successivi aggiornamenti del club e le convocazioni.Prossima partita Bologna: quando si gioca contro il Parma?

La prossima partita del Bologna è in programma sabato 7 novembre 2026 alle ore 18:00, in trasferta contro il Parma. Successivamente, il calendario prevede la sfida casalinga con l’Udinese del 22 novembre e quella sul campo del Venezia del 27 novembre.

Per i rossoblù, il primo obiettivo è trasformare le tre vittorie consecutive in una continuità più duratura. Il confronto con il Parma offrirà una nuova misura dei progressi della squadra di Palladino.

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Il parere dell'esperto

Torna a ruggire il VAR

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Torna a ruggire il VAR  (con tre rigori in un colpo solo).

E ruggisce anche il Bologna Fc 1909, che ritorna alla vittoria nel tempio dello Stadio “Renato Dall’Ara”

Lo fa nel giorno in cui si festeggia il Centenario dalla prima inaugurazione dell’impianto polifunzionale voluto da Leandro Arpinati, allora presidente della FIGC..

All’inaugurazione del “Littoriale” il 31 ottobre 1926 era presente anche il Capo del governo Benito Mussolini, poi sfuggito all’attentato qualche ora più tardi, in via Indipendenza.
La terza vittoria consecutiva del Bologna di Raffaele Palladino riporta provvisoriamente il Club felsineo nella parte sinistra della classifica.

Di fatto i rossoblù riaprono la corsa alle ambizioni europee.
Gara combattuta quella vista all’ombra di San Luca e ben giocata dalle due squadre.

Anche se, in fin dei conti i rossoblù hanno messo in campo più qualità e intensità rispetto agli avversari, grazie ad un Undici compatto e pronto al sacrificio in ogni zona del campo.

Il Monza di Juric – bravo nel palleggio, meno nelle conclusioni – si porta in vantaggio in modo del tutto casuale al 5′ del primo tempo con un rigore realizzato da Varela (attuale capocannoniere del campionato con 9 reti).

Rigore concesso dall’arbitro Zanotti (che ha diretto una gara in po’ troppo all’inglese …) per un presunto fallo ad opera di Theate.

Al di là della lentezza del difensore belga ad intervenire sul pallone, pizzicando contestualmente il piede dell’avversario, l’impressione avuta che il nazionale belga fosse in vantaggio sull’avversario e il contatto sia casuale.

Questo però non giustifica il fatto: il giovane Zanotti concede il penalty e il VAR ratifica.

Varela firma il vantaggio brianzolo.

La vetta di capocannoniere è sua a scapito di Raimondo.

Il penalty – subito a freddo – non destabilizza i ragazzi di Palladino, che hanno ripreso a giocare con il piglio giusto e con la consapevolezza di poter rimediare allo svantaggio.

La reazione non si fa attendere.

Il vichingo Odgaard, suggerito dal mastino Pobega, si trova a tu per tu con l’estremo difensore Törnqvist che lo neutralizza.

Rimane agli atti la bravura e la generosità del ragazzo danese, trasformato da attaccante a trequartista da mister Italiano e ai tempi nostri riportato alle origini dal tecnico napoletano..

Il Bologna c’è e il palleggio lo dimostra, ben orchestrato con qualità, la stessa che arriva da un calcio d’angolo calciato con maestria (e mestiere) da Miranda.

Olè, l’assist è servito.

E Pobega che fa? Suona la felicità della curva “Bulgarelli”.

Pobegol, e che gol, al volo senza tante pippe.

L’ex milanista è al secondo centro in stagione, il precedente bollato all’Inter. E di Miranda che dire? 4 assist fino ad oggi.

Se la memoria non mi inganna è senz’altro il miglior assist man visto a Bologna dopo Dzemaili, Krejčí, Verdi.

Il pareggio è meritato, ma attenzione a cantar vittoria nonostante un pericoloso Ferguson allo scadere del primo tempo.

Il calcio insegna questo ed altro, infatti le sorprese non sono finite.

Il VAR che non ti aspetti (per come sta operando in questa stagione) è incredibilmente presente e colpisce ancora, a favore dei rossoblù.

Theate s’improvvisa centravanti e prova a fare il Pascutti, o almeno si alza per colpire di testa il pallone su suggerimento del solito Miranda.

Ma il dirimpettaio Lucchesi gli tira la maglia e lo affossa.

L’arbitro non vede e il VAR lo richiama al proprio dovere.

Rigore è quando l’arbitro fischia e gol è quando Bernardeschi lo realizza.

Bologna in vantaggio.

Tutti in piedi a ringraziare i ragazzi.

È un bel Bologna, rigenerato pienamente dalla cura Palladino.

Nove minuti più tardi l’ennesima ‘varata’ della partita e terzo penalty concesso al “Dall’Ara” in una sola partita.

Se non è un record ci manca poco.

Statistici datevi da fare.

Robinson ci prova a ‘salvarsi’ crossando in area, Zortea impatta il pallone con un braccio, il fermo immagine non è chiaro, l’arbitro Zanotti non vede, il VAR lo richiama. Rigore.

Per la terza volta il VAR torna a ruggire.

Sul dischetto va Cutrone, Skorupski para.

Evviva, il polacco c’è e il Bologna vola momentaneamente all’ottavo posto.

La terza vittoria consecutiva si materializza e si fa fatica a trovare qualche rossoblù da mettere dietro la lavagna. Theate ci ha provato ma poi si è riscattato.

Miranda fenomeno, Ferguson, Pobega e Bernardeschi cantano certezze e Cremonini riecheggia tra i 25 mila presenti.

Questa squadra è diventata “Poetica”.

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