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Bologna, tre partite per cambiare marcia: si sale o si sprofonda?

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Prossime partite Bologna, tre partite per capire se il Bologna di Raffaele Palladino può davvero cambiare passo. Dopo una partenza decisamente al di sotto delle aspettative, la lunga sosta per le Nazionali accompagnerà i rossoblù verso un trittico di campionato che potrebbe già dire molto sulla nuova gestione tecnica.

Il Bologna occupa attualmente il 18° posto, ha raccolto appena 2 punti nelle prime cinque giornate, non ha ancora vinto e ha realizzato solamente tre reti.

Alla ripresa arriveranno nell’ordine Lecce, Inter e Cagliari. Tre avversarie molto diverse tra loro e nove punti a disposizione che potrebbero permettere ai rossoblù di dare finalmente una sterzata alla classifica.

Lecce-Bologna, 11 ottobre: qui servono punti pesanti

Si riparte domenica 11 ottobre alle 15 al Via del Mare contro il Lecce.

È probabilmente la partita più importante delle tre.

Non perché sia necessariamente la più semplice, ma perché dopo una sosta così lunga il Bologna dovrà presentarsi con un’identità più definita. Palladino avrà avuto diverse settimane per lavorare, pur con il limite rappresentato dai tanti nazionali lontani da Casteldebole.

Il Lecce ha raccolto due vittorie nelle prime cinque giornate ed è dodicesimo. Ha battuto Venezia e Monza, mentre ha perso contro Roma, Cagliari e Milan.

Per il Bologna questo dovrebbe essere il primo vero obiettivo: provare a conquistare i tre punti.

Un pareggio in trasferta non sarebbe un risultato disastroso in senso assoluto, ma dopo aver raccolto appena due punti fino a questo momento servirebbe soprattutto una vittoria per sbloccare mentalmente la squadra.

Obiettivo: 3 punti. Minimo accettabile: 1.

Bologna-Inter, 17 ottobre: la partita più difficile, ma quella che potrebbe fare da Sliding Doors

Sei giorni più tardi arriverà al Dall’Ara l’Inter, sabato 17 ottobre alle 18.

Sulla carta è la partita più complicata del trittico.

I nerazzurri hanno cominciato fortissimo il campionato: dopo cinque giornate sono secondi con 13 punti, quattro vittorie e un pareggio, con 15 reti segnate.

Per questo motivo non si può chiedere al Bologna di considerare obbligatoria la vittoria.

Ma giocare al Dall’Ara significa comunque provare a creare difficoltà anche a una delle formazioni più forti della Serie A.

Un pareggio avrebbe un peso enorme sia sulla classifica sia sul morale. Una vittoria rappresenterebbe invece il risultato in grado di cambiare completamente il clima attorno alla squadra.

Obiettivo realistico: 1 punto. Una vittoria sarebbe un grande cambio di motivazione

Cagliari-Bologna, 24 ottobre: attenzione alla sorpresa del campionato

La terza partita porterà il Bologna in Sardegna.

Cagliari-Bologna si giocherà sabato 24 ottobre alle 15 all’Unipol Domus.

Pensare al Cagliari come a una trasferta semplice sarebbe però un errore.

I rossoblù sardi sono una delle grandi sorprese di questo avvio di stagione: 12 punti nelle prime cinque giornate, quattro vittorie e appena una sconfitta, numeri che valgono momentaneamente il quarto posto.

Il dato ancora più significativo riguarda la solidità: il Cagliari ha incassato solamente due reti.

Sarà quindi una partita molto diversa rispetto a quella con il Lecce. Il Bologna dovrà probabilmente avere pazienza e soprattutto evitare di concedere quelle situazioni che finora sono costate punti importanti.

Obiettivo: almeno 1 punto, ma il Bologna deve provare a giocarsela per vincere.

Quanti punti servono davvero al Bologna?

Il Bologna parte da una situazione nella quale non può più accontentarsi troppo.

Personalmente fisserei a 4 punti l’obiettivo realistico delle prossime tre giornate.

Significherebbe, per esempio, vincere a Lecce e pareggiare contro Inter e Cagliari. Il Bologna salirebbe così da 2 a 6 punti, iniziando almeno a muovere in maniera consistente una classifica che oggi preoccupa.

Ci sarebbe poi uno scenario ancora migliore: 6 punti, magari vincendo contro Lecce e Cagliari e accettando anche una sconfitta con l’Inter. In quel caso la squadra arriverebbe a quota 8 e potrebbe realmente considerare conclusa la fase più difficile dell’avvio di stagione.

Sette punti sarebbero invece un bottino eccellente, da autentica svolta.

Al contrario, raccoglierne meno di quattro renderebbe la situazione ancora più delicata, soprattutto considerando che subito dopo arriverà un altro appuntamento complicato: Milan-Bologna del 28 ottobre a San Siro.

Prossime partite del Bologna, Palladino deve trovare la prima vittoria

Al di là dei calcoli, c’è però un risultato che conta più degli altri: la prima vittoria.

Cinque giornate senza successi sono già tante per una squadra costruita con ambizioni ben differenti dalla lotta nelle ultime posizioni.

La sosta concede a Palladino un’opportunità importante per intervenire sulla squadra. Alla ripresa non servirà necessariamente un Bologna perfetto, ma una formazione più solida, riconoscibile e soprattutto capace di trasformare le prestazioni in punti.

Lecce, Inter e Cagliari rappresentano quindi il primo vero esame della gestione Palladino. Cinque punti possono essere considerati un buon obiettivo, sei rappresenterebbero un segnale forte, sette significherebbero vera ripartenza.

 

Il parere dell'esperto

Bologna , puntare su Bernardeschi: il leader di Palladino?

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Bologna punta su Bernardeschi. Nel nuovo Bologna di Raffaele Palladino, uno dei leader della squadra puó (e forse deve) diventare Federico Bernardeschi.

La partita contro il Torino ha offerto una prima indicazione importante. Nel 3-4-3 scelto dal nuovo allenatore, Bernardeschi è partito nel tridente offensivo insieme a Piccoli e Cambiaghi e al 14’ ha trovato il gol che ha portato avanti i rossoblù.

Non è bastato per conquistare la vittoria. Ma potrebbe essere stato l’inizio di qualcosa.

Palladino può restituirgli centralità

Bernardeschi è arrivato a Bologna con un bagaglio tecnico ed esperienza internazionale che pochi giocatori della rosa possiedono.

Il punto, adesso, è trasformare quelle qualità in continuità.

Palladino sembra poter costruire un sistema adatto alle caratteristiche dell’ex Juventus. Nel 3-4-3 Bernardeschi può partire largo, muoversi alle spalle del centravanti, accentrarsi e soprattutto ricevere in zone nelle quali la sua qualità può fare la differenza.

Contro il Torino non si è limitato al gol. È stato uno dei rossoblù più pericolosi anche nella ripresa e la sua uscita al 76’ è arrivata dopo una prestazione nella quale aveva provato più volte a trovare la conclusione.

Questo è il Bernardeschi di cui il Bologna ha bisogno.

Non soltanto qualità: servono personalità e responsabilità

Il valore dell’attaccante può però andare oltre quanto accade con il pallone tra i piedi.

Al termine della partita contro il Torino, Bernardeschi ha parlato apertamente del nuovo allenatore, sottolineando il forte impatto avuto da Palladino nei suoi primi giorni a Casteldebole e spiegando come ora tocchi alla squadra seguirlo e mettersi a sua disposizione.

Parole che, in un momento normale, potrebbero sembrare semplicemente dichiarazioni da post partita.

Oggi assumono un significato differente.

Il Bologna viene da un cambio di allenatore arrivato dopo appena quattro giornate e da un avvio di campionato senza vittorie. Una squadra che attraversa un periodo del genere ha bisogno di calciatori esperti capaci di fare da raccordo tra il nuovo tecnico e lo spogliatoio.

Bernardeschi può essere uno di loro.

Il Bologna ha bisogno della sua qualità

FEDERICO BERNARDESCHI SALUTA I TIFOSI DEL BOLOGNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Uno dei problemi evidenti di questo inizio di stagione riguarda la produzione offensiva.

Dopo cinque giornate il Bologna conta appena tre gol realizzati e soltanto due punti conquistati. Numeri che spiegano perché Palladino stia insistendo fin dai primi allenamenti sul concetto di qualità, chiedendo alla squadra maggiore velocità nelle giocate e nella circolazione del pallone.

Bernardeschi possiede esattamente quelle caratteristiche.

Può saltare l’uomo, calciare da fuori, creare l’ultimo passaggio e muoversi tra centrocampo e attacco. In una squadra che sta cercando nuovi riferimenti offensivi, queste qualità possono diventare fondamentali.

Ora serve continuità

Una buona partita non basta per diventare il leader del Bologna.

Bernardeschi dovrà dimostrarlo settimana dopo settimana, soprattutto quando arriveranno le partite complicate e quando il risultato inizierà a pesare.

È questo probabilmente il vero salto che gli viene richiesto.

Non essere soltanto il giocatore capace della giocata importante, ma diventare un riferimento costante.

A Palladino serviranno calciatori che comprendano rapidamente le sue idee e sappiano trasferirle sul campo. Bernardeschi, per caratteristiche tecniche ed esperienza, sembra avere tutto per ricoprire questo ruolo.

Il gol contro il Torino può essere semplicemente una rete in una partita terminata 1-1.

Oppure può rappresentare il punto di partenza del nuovo Bernardeschi nel nuovo Bologna.

La differenza la farà la continuità. Ma in una squadra alla ricerca di certezze, affidare più responsabilità a uno dei giocatori tecnicamente più forti della rosa sembra una strada che vale la pena percorrere.

 

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Il parere dell'esperto

Marco Guida arbitra Bologna Torino

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Marco Guida arbitra Bologna Torino

Marco Guida ama ripetere una frase significativa.

La differenza tra un buon fischietto e un grande arbitro risiede tutta nella capacità di leggere la gara prima ancora che gli episodi accadano.

Una filosofia di vita e di campo che il fischietto della sezione di Torre Annunziata si prepara a mettere nuovamente in pratica nella delicata sfida tra Bologna e Torino.
​Con oltre dieci anni di esperienza nella massima serie e il prestigioso stemma FIFA sul petto, Guida rappresenta oggi una delle garanzie più solide del designatore Gianluca Rocchi.

La sua gestione della gara si distingue per uno stile europeo: dialogo costante con i capitani e ricorso misurato ai cartellini.

Oltre ad un’inclinazione naturale a lasciar correre il gioco quando il ritmo lo consente, senza però tollerare proteste o condotte violentemente anti-sportive.
La designazione di Marco Guida per questa sfida evidenzia la volontà della CAN di affidare una partita d’alta classifica a un profilo esperto.

Un arbitro capace di mantenere il controllo con l’autorevolezza di chi sa che la decisione migliore è spesso quella presa con lucidità nei primi novanta secondi.

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Il parere dell'esperto

Il pensiero del romantico Tarozzi

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Bologna Casteldebole Tedesco

Il pensiero del romantico Tarozzi.

Esonerare l’allenatore che non ha avuto ancora la possibilità di lavorare a lungo ed esprimere il proprio gioco è un errore.

Sicuramente ci sono cose che non sono di pubblica conoscenza.
Per quello mostrato finora il Bologna non era una squadra allo sbando che non segue le direttive tecniche.

Per quanto riguarda Palladino. così a pelle non piace.
Ma il lavoro di un allenatore non si giudica prima; prima bisogna vederli lavorare in campo.

Per questo non va esaminato il lavoro di Tedesco.
Perché non ha avuto tempo sufficiente per mostrare le sue qualità.

Palladino in serie A ha fatto bene, anche se il suo modo di giocare non è esaltante.
Il pensiero del romantico Tarozzi.

Essendo tale può sempre cambiare opinione.
Innamorarsi di un gioco diverso da quello che preferisce può sempre capitare.

A questo punto, essendo appunto un sentimentale, avrebbe preso a scatola chiusa Thiago Motta.

 

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