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Aston Villa, il prossimo avversario del Bologna
Giovedì 25 settembre alle ore 21 il Bologna esordirà in Europa League contro l’Aston Villa. Scopriamo la storia recente del club inglese.
L’Aston Villa pre-Emery
Facciamo qualche passo indietro, prima dell’arrivo dell’allenatore spagnolo. I Villains tornano in Premier League nella stagione 2019-2020 con Dean Smith e grazie ai gol di una vecchia conoscenza italiana, Tammy Abraham, in seguito alla vittoria in finale play-off contro il Derby County. Fino al 2022 la squadra di Birmingham lotta per non retrocedere, si ritrova alla fine dei vari campionati nella parte destra della classifica: addirittura nel 2020 ha rischiato di tornare nuovamente in Championship, ma all’ultima giornata ha strappato un pareggio che le ha consentito la permanenza in Premier a discapito del Bournemouth, nonostante la contemporanea vittoria dei Cherries sull’Everton. Sempre nella stessa stagione, i ragazzi di Smith sono stati ad un passo dal vincere la Coppa di Lega, giungendo in finale eliminando tra le altre il Liverpool per 5 a 0 (opportuno segnalare che i Reds giocavano con la Primavera, in quanto la rosa titolare era impegnata contemporaneamente a giocare la Coppa del Mondo per Club), capitolando infine contro il Manchester City per 2 a 1. Dean Smith rimane al timone della squadra fino al 2021, quando una serie di 5 sconfitte consecutive portano all’esonero dell’allenatore inglese e alla venuta di Steven Gerrard, fresco di vittoria del campionato scozzese con i Rangers dopo 10 anni dall’ultima volta. L’Aston Villa conclude la stagione al 14esimo posto, salvandosi senza particolari patemi.
L’arrivo di Emery
Inizia così la stagione della svolta per il club, quella del 2022. Ancora Gerrad sulla panchina, un mercato da più di 100 milioni di euro per puntare ad un posto in classifica più alto, ma 2 vittorie in 10 partite è un bottino troppo scarso per proseguire i rapporti secondo la società. Ecco allora che arriva il cambio di rotta: esonerato Steven Gerrard, subentra Unai Emery all’undicesima giornata. Il background dello spagnolo parla da sé: 4 Europa League in tasca, 3 con il Siviglia (peraltro consecutive) e 1 con il Villareal, record in questa competizione, e il trittico di trofei casalinghi in Francia: campionato, coppa nazionale e coppa di lega con il PSG. Insomma, un curriculum di tutto rispetto. E difatti la mano di Emery si vede subito: alla prima stagione in panchina da subentrato centra l’Europa, un settimo posto che vale la Conference League, ad un solo punto dall’Europa League. La stagione successiva è ancora meglio, in quanto i Villains arrivano sino in semifinale di Conference contro l’Olympiacos (squadra poi vincitrice della competizione), ma il vero capolavoro è il posizionamento in classifica, ovvero il 4° posto in Premier League, tenendosi dietro Tottenham, Chelsea, Newcastle e Manchester United, e con un Watkins in grande spolvero. Anno 2024-25, la squadra di Birmingham ritorna in Champions League dopo 41 anni e pesca il Bologna, entrambe nell’urna 4, e lo ospita al Villa Park il 22 ottobre, 11 mesi fa, sorpassando i Felsinei per 2 a 0 con le reti nel secondo tempo di McGinn e Duran. Il cammino in Champions si arresta con i futuri campioni del Paris Saint-Germain, rimontando il 2 a 1 del primo tempo e segnando due reti nell’arco di 2 minuti nel match di ritorno, non bastando però a colmare la differenza del risultato della gara di andata. In campionato non si qualifica nuovamente per la massima competizione europea letteralmente per un soffio: la squadra di Emery termina a pari punti con il Newcastle quinto a 66 punti, ma i Magpies ottengono un miglior piazzamento in quanto la differenza reti è a loro favore. Inizia infine la stagione 2025-26, la partenza per l’Aston Villa però non da sogno come ci si poteva aspettare: 3 punti in 5 partite frutto di tre pareggi e un solo gol segnato nell’ultima gara contro il Sunderland, terminata 1 a 1. Ma adesso comincia l’Europa League anche per loro, indubbiamente un avversario temibile per i Rossoblù, che tuttavia hanno voglia di rivincita dopo la sconfitta della passata stagione.
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Bologna-Torino, i convocati di Palladino: c’è Orsolini
Il Bologna ha comunicato l’elenco dei giocatori convocati da Raffaele Palladino per la sfida contro il Torino. Sono 26 i rossoblù a disposizione del tecnico per il prossimo impegno di campionato.
La notizia più importante riguarda Riccardo Orsolini, regolarmente presente nella lista dopo il ritorno in gruppo degli ultimi giorni. Nel reparto offensivo Palladino potrà inoltre contare su Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard e Piccoli.
Assenze e scelte che permetteranno al nuovo allenatore rossoblù di iniziare a delineare il Bologna che ha in mente, con diverse soluzioni soprattutto dalla trequarti in avanti.
Bologna-Torino, l’elenco completo dei convocati
Portieri: Happonen, Pessina, Skorupski.
Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Helland, Holm, Miranda, Rahim, Theate, Vitik, Zortea.
Centrocampisti: Amondarain, El Azzouzi, Ferguson, Libra, Moro, Pobega.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard, Orsolini, Piccoli.

RAFFAELE PALLADNO ( FOTO KEYPRESS )
Palladino ritrova Orsolini
Particolare attenzione sarà rivolta proprio alle condizioni di Orsolini, rientrato in gruppo alla vigilia della partita. La sua convocazione rappresenta un’opzione importante per il reparto offensivo, dove Palladino dispone di numerose alternative.
Tra gli uomini chiamati per la gara figurano anche Federico Bernardeschi, Roberto Piccoli e Samuel Mbangula, mentre a centrocampo saranno Ferguson e Pobega alcuni dei principali punti di riferimento.
In difesa non mancano le alternative, con Casale, Theate, Heggem, Holm e Miranda tutti inseriti nell’elenco. Adesso toccherà a Palladino decidere l’undici da schierare contro il Torino.
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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni: ecco il nuovo Bologna di Palladino
Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni – Il nuovo Bologna di Raffaele Palladino comincia a prendere forma. Sabato 19 settembre alle ore 15:00, contro il Torino al Dall’Ara, il tecnico farà il suo esordio sulla panchina rossoblù e potrebbe immediatamente introdurre una delle principali caratteristiche del suo calcio: la difesa a tre.
Palladino ha spiegato nella conferenza di presentazione che la rosa è stata costruita prevalentemente per giocare con quattro difensori, ma ha anche sottolineato come gli interpreti a disposizione consentano di passare a un sistema con tre centrali e due esterni a tutta fascia. Il tecnico ha definito il Bologna una squadra potenzialmente “camaleontica”.
Bologna, Palladino prova il 3-4-2-1
Le ultime indicazioni portano verso un 3-4-2-1, che potrebbe trasformarsi in un 3-4-3 quando il Bologna è in possesso del pallone.
Davanti a Skorupski dovrebbe essere schierata una linea composta da Helland, Heggem e Theate, anche se resta aperta la candidatura di Vitik per una maglia dal primo minuto. Sulle corsie ci sarebbero Holm a destra e Miranda a sinistra, due giocatori particolarmente adatti a coprire tutta la fascia.
In mezzo al campo Palladino potrebbe affidarsi alla coppia Ferguson-Pobega, chiamata a garantire equilibrio, inserimenti e aggressività.
La vera novità riguarda però l’attacco. Alle spalle della punta dovrebbero agire Bernardeschi e Cambiaghi, con Piccoli favorito per partire da centravanti.
Orsolini è tornato parzialmente ad allenarsi con il gruppo, ma Palladino ha spiegato che le sue condizioni saranno valutate in vista della partita. Dovbyk, invece, rimane uno dei giocatori da gestire dopo il periodo di stop.

Immagine Generata con AI
Bologna-Torino La nuova probabile formazione del Bologna di Palladino
BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Helland, Heggem, Theate; Holm, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Cambiaghi; Piccoli.
Allenatore: Raffaele Palladino.
Possibili alternative: Vitik insidia Helland nella difesa a tre, mentre Moro può contendere una maglia a Pobega. Orsolini potrebbe rappresentare una soluzione importante a gara in corso.
Come potrebbe giocare il nuovo Bologna
La disposizione iniziale potrebbe essere questa:
Skorupski
Helland – Heggem – Theate
Holm – Ferguson – Pobega – Miranda
Bernardeschi – Cambiaghi
Piccoli
L’obiettivo di Palladino sembra essere quello di dare maggiore ampiezza attraverso Holm e Miranda, liberando contemporaneamente i giocatori offensivi da eccessivi compiti sulla fascia.
Bernardeschi e Cambiaghi potrebbero quindi muoversi alle spalle di Piccoli, stringendo verso il centro del campo e lasciando spazio alle sovrapposizioni degli esterni.
In fase difensiva il 3-4-2-1 può invece trasformarsi rapidamente in un 5-4-1, con Holm e Miranda pronti ad abbassarsi sulla linea dei tre centrali.
Torino, Abate punta su Simeone e Vlasic
Il Torino di Ignazio Abate dovrebbe rispondere con un sistema molto simile, un 3-5-2 che può trasformarsi in 3-5-1-1 grazie alla libertà concessa a Vlasic.
Tra i pali dovrebbe esserci Perri, con Comuzzo, Coco e Cömert davanti al portiere. Fortini e Cacciamani sono candidati a occupare le corsie, mentre Gineitis, Mandragora e Fitz-Jim comporrebbero il centrocampo.
Davanti spazio alla qualità di Vlasic, pronto a muoversi alle spalle di Giovanni Simeone. Adams risulta invece indisponibile.
La probabile formazione del Torino
TORINO (3-5-2): Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlasic, Simeone.
Allenatore: Ignazio Abate.
Per Palladino sarà dunque subito un primo banco di prova importante. Più ancora del risultato, Bologna-Torino permetterà di capire quanto del nuovo sistema il tecnico sia riuscito già a trasferire alla squadra e soprattutto se la difesa a tre diventerà immediatamente il nuovo vestito tattico dei rossoblù.
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Bologna – Torino, il match program
Al Dall’Ara per scacciare la crisi: il Bologna sfida i numeri e cerca la prima vittoria stagionale.
Il Bologna si prepara a tornare sul prato del Dall’Ara con l’obiettivo di invertire la rotta e ritrovare la via del gol. La sfida contro il Torino rappresenta uno snodo cruciale per gli uomini di Raffaele Palladino, chiamati a trasformare la tradizione favorevole in tre punti fondamentali per la classifica.
Bologna e Torino, le statistiche
I precedenti sotto le due Torri sorridono apertamente ai colori rossoblù. Nei 76 confronti ufficiali disputati a Bologna, il bilancio registra ben 38 vittorie emiliane, 24 pareggi e appena 14 successi granata. Il Torino non riesce infatti a strappare i tre punti al Dall’Ara da dieci anni: l’ultimo acuto ospite risale al 16 aprile 2016, quando un rigore allo scadere di Belotti firmò il definitivo 0-1. Da quel momento, il Bologna ha imposto il proprio dominio casalingo collezionando 4 vittorie, compreso il rocambolesco 3-2 del campionato 2024/25, e 6 pareggi.
Se la storia recente offre ampie garanzie, l’attualità impone però massima attenzione. Il Bologna è chiamato a sfatare il tabù casalingo che vede un solo successo nelle ultime 10 gare interne tra tutte le competizioni (il 2-0 sul Lecce datato 12 aprile 2026), a fronte di 4 pareggi e 5 K.O. A preoccupare è soprattutto la sterilità offensiva: insieme a Genoa e Parma, la squadra emiliana condivide il minor numero di reti segnate in questo avvio di Serie A 2026/27, con appena 2 marcatori differenti andati a segno finora.
La gara di oggi offre tuttavia l’occasione perfetta per lo sblocco dell’attacco rossoblù. Di fronte ci sarà infatti un Torino particolarmente vulnerabile sul piano difensivo e del gioco: i granata subiscono gol da 9 gare consecutive in A (17 reti incassate) e figurano come la compagine con meno tiri nello specchio della categoria (31) e la percentuale più alta di duelli persi (44,8%).
L’incontro segnerà inoltre il primo incrocio tattico tra Raffaele Palladino e Ignazio Abate. Per il tecnico granata si tratta del riscatto dopo il KO contro la Roma, prima caduta in carriera nel mese di settembre. Per il Bologna, invece, conta solo una cosa: fare la partita, sfruttare le debolezze degli avversari e riappropriarsi del fattore Dall’Ara.
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