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Bologna, Italiano: “Immobile è affamato. Ferguson e Bernardeschi non al 100%”

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Lazio-Bologna

Il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della prima gara di Serie A, in programma domani contro la Roma.

Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dell’esordio stagionale in Serie A. Si comincia con il botto: appuntamento domani sera, ore 20:45, all’Olimpico contro la nuova Roma di Gasperini.

Che Bologna si aspetta nella prima gara ufficiale?
“Abbiamo fatto qualcosa di straordinario portando un nuovo trofeo nella bacheca del club, scrivendo una pagina di storia e ricevendo tanti complimenti. Ma ora si riparte da zero. Non serve vivere di ricordi, dobbiamo cancellare quanto fatto e guardare avanti. In ritiro abbiamo avuto alti e bassi nelle amichevoli, ma ripartiamo con lo stesso entusiasmo e la stessa idea di calcio dello scorso anno. Sono andati via giocatori importanti, ne sono arrivati altri che dovremo inserire il più velocemente possibile. L’obiettivo è dare filo da torcere a tutti, continuando a coltivare il legame speciale che si è creato con i tifosi”.

Ha visto la squadra di nuovo concentrata?
“La mia preoccupazione è che i ragazzi tengano sempre alta la concentrazione. Quando abbassiamo la guardia, perdiamo compattezza e diventiamo vulnerabili. Dobbiamo migliorare nella fase difensiva e non ripetere le difficoltà di inizio della scorsa stagione”.

Cosa chiedono i tifosi?
“Non si tratta di chiedere, ma di continuare a costruire insieme. Ai nuovi ho detto che sono arrivati in un ambiente speciale, che non si trova facilmente altrove. Questo entusiasmo non va disperso, anzi deve diventare un nostro punto di forza”.

Qual è l’obiettivo stagionale?
“Andremo per gradi. La priorità è arrivare a gennaio dentro tutte le competizioni, come lo scorso anno. Avremo quattro tornei da affrontare e vogliamo restare in corsa il più a lungo possibile”.

Situazione di Ferguson e Bernardeschi?
“Hanno svolto solo due allenamenti con il gruppo, ma stanno bene e hanno superato i problemi fisici. Non sono ancora al livello dei compagni, però hanno tanta voglia e li inseriremo gradualmente finché non saranno al 100%”.

Come ha trovato Zortea?
“Viene da un’ottima stagione. Ha le qualità giuste per il nostro gioco ed eravamo convinti su di lui. Completerà il gruppo dei terzini insieme a De Silvestri e Holm”.

E Heggem?
“È arrivato con grande entusiasmo, anche se inizialmente era un po’ spaesato. Dovrà abituarsi a nuove situazioni tattiche, ma ci darà soluzioni importanti: è mancino ma sa usare bene anche il destro, quindi può giocare su entrambe le fasce. Un profilo molto interessante”.

Prime impressioni su Rowe?
“L’ho appena conosciuto, gli ho detto che in un mese deve imparare l’italiano. Viene dallo staff di De Zerbi, quindi sono sicuro che si adatterà velocemente. La società ha fatto un grande investimento: ha qualità, forza e fantasia, è un giocatore che può decidere le partite e portare trofei”.

Cosa si aspetta dalla Roma?
“Ha un nuovo allenatore, servirà tempo perché assimili le sue idee, proprio come è successo a me un anno fa. Ma resta una squadra di grande qualità, spinta da un pubblico incredibile. Con Gasperini le gare sono sempre molto intense: dovremo essere aggressivi e restare concentrati perché ci attaccheranno da tutte le parti. Mi aspetto una partita combattuta, uomo su uomo, ed è quello che abbiamo preparato”.

E Dominguez e Castro?
“Non devono dimostrare nulla. Fanno parte della rosa e saranno coinvolti, anche perché avremo tante partite. Tutti avranno spazio, chi sarà più in forma giocherà di più. Castro è arrivato presto per prepararsi e deve ritrovare fiducia sotto porta. Con i cinque cambi abbiamo tante opzioni e ognuno potrà essere decisivo”.

Ha già deciso la lista UEFA?
“Al momento resterà fuori un giocatore per reparto, questa è la realtà. Poi dipenderà anche dal mercato. Ho apprezzato molto le parole di Fenucci, che ha affrontato il tema con squadra e staff. Chi non rientrerà nella lista dovrà farsi trovare pronto nelle altre competizioni. Sono regole che dobbiamo accettare”.

Come ha trovato Immobile?
“Con entusiasmo, come Bernardeschi. Ha ancora intensità e dati fisici da ventenne. Non guardo all’età, e lui continua a fare i movimenti che l’hanno reso un grande bomber. L’ho visto affamato, sono convinto che segnerà ancora molto. È prezioso anche nello spogliatoio, parla tanto con i giovani: Castro potrà crescere tanto imparando da lui. Lo vedo benissimo e sono felice di averlo in squadra”.

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Bologna, Moro resta centrale nel progetto: respinta l’offerta araba

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Nikola Moro resta al Bologna e si prepara a ritagliarsi uno spazio importante nella nuova stagione rossoblù. Nelle ultime ore del mercato il centrocampista croato era infatti finito nel mirino dell’Al Jazira, pronto a tentare l’assalto anche nell’ultimo giorno disponibile per le trattative.

Il club emiliano ha però deciso di non privarsi del giocatore, considerandolo un elemento centrale per gli equilibri della squadra. Dall’Arabia sarebbe arrivata anche una proposta economica particolarmente importante per Moro, con un ingaggio superiore ai 3 milioni di euro, ma la volontà del Bologna è stata chiara: il croato doveva restare.

Bologna, il rientro di Freuler

REMO FREULER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Bologna, Moro resta anche per esigenza

Una scelta legata anche alla situazione del centrocampo rossoblù. Dopo la partenza di Remo Freuler e considerando l’indisponibilità di Oussama El Azzouzi, Moro può infatti trovare molto più spazio nel ruolo di mediano.

Il suo positivo ingresso nella sfida di Bergamo ha ulteriormente convinto il Bologna a puntare su di lui. Proprio la permanenza del croato avrebbe inoltre contribuito alla decisione della società di non acquistare un altro centrocampista nell’ultima giornata di mercato.

Per Moro, dunque, niente Arabia: ora può diventare uno dei punti di riferimento della mediana rossoblù.

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Bologna, retroscena Miranda: la Juve ci ha provato fino alla fine

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Il Bologna ha rischiato di perdere Juan Miranda nelle ultime ore del calciomercato estivo. La Juventus, infatti, avrebbe effettuato un tentativo concreto per portare il terzino spagnolo a Torino, ricevendo però il muro della società rossoblù.

Secondo quanto riportato dal Carlino , i bianconeri avrebbero proposto al Bologna un’operazione comprendente Juan Cabal più un conguaglio economico per arrivare a Miranda. Una trattativa che, tuttavia, non è riuscita a decollare anche per la posizione dello stesso Cabal.

Miranda-Juventus, decisivo il no di Cabal al Bologna

Il difensore colombiano non sarebbe stato convinto della possibilità di trasferirsi al Bologna. Cabal avrebbe infatti preferito la pista Atalanta, anche per la possibilità di disputare le competizioni europee.

La trattativa tra Juventus e Atalanta, però, non si è successivamente concretizzata. Di conseguenza, anche l’operazione che avrebbe potuto portare Miranda alla Juventus è definitivamente tramontata.

Ma dietro alla permanenza dello spagnolo c’è anche una precisa scelta del Bologna.

Il Bologna fa muro: Miranda resta rossoblù

Dopo aver già completato diverse cessioni importanti durante la sessione di mercato, il club emiliano non avrebbe voluto privarsi di un altro elemento della rosa a poche ore dalla chiusura delle trattative.

Soprattutto, il Bologna non avrebbe avuto il tempo necessario per individuare e acquistare un sostituto all’altezza di Miranda. Per questo motivo la società rossoblù ha deciso di respingere l’assalto della Juventus e confermare il terzino spagnolo.

Miranda rimane dunque a disposizione di Domenico Tedesco e nelle prossime settimane dovrà contendersi una maglia da titolare sulla fascia sinistra con Alhassane.

Un retroscena che conferma come il finale del mercato del Bologna sia stato particolarmente movimentato: la Juventus ha provato a inserirsi per Miranda, ma questa volta il muro rossoblù ha resistito.

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Mbangula, carriera e caratteristiche: perché può essere il sostituto ideale di Rowe

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Il Bologna ha scelto Samuel Mbangula per raccogliere l’eredità di Jonathan Rowe. L’operazione è diventata ufficiale nelle ultime ore: l’esterno belga classe 2004 arriva dal Werder Brema in prestito fino al 30 giugno 2027 con opzione per l’acquisto definitivo, mentre Rowe ha lasciato i rossoblù per trasferirsi all’Atalanta.

Un cambio che, almeno dal punto di vista delle caratteristiche, appare tutt’altro che casuale. Mbangula è infatti un esterno rapido, tecnico, portato al dribbling e soprattutto capace di partire dalla fascia sinistra per attaccare verso il centro: caratteristiche che permettono al Bologna di non modificare completamente la propria struttura offensiva dopo la partenza dell’inglese.

Mbangula, la carriera: dal Belgio alla Juventus

Samuel-Germain Mbangula nasce a Bruxelles il 16 gennaio 2004. I primi passi importanti arrivano nei settori giovanili di Club Brugge e Anderlecht, prima della svolta del 2020, quando viene inserito nel vivaio della Juventus.

A Torino cresce progressivamente tra Under 17, Primavera e seconda squadra. Con la Primavera bianconera totalizza 57 presenze, 12 gol e 5 assist, disputando anche sette incontri di UEFA Youth League. Nel 2023/24 arriva poi il salto tra i professionisti con la Juventus Next Gen, con 25 presenze.

La vera esplosione arriva però con la prima squadra.

Il 19 agosto 2024 debutta in Serie A da titolare contro il Como e impiega solamente 23 minuti per segnare il suo primo gol nel massimo campionato italiano. Una presentazione importante che gli consente di conquistare spazio durante la stagione.

Con la Juventus chiude il 2024/25 con 32 presenze complessive, 4 gol e 5 assist, trovando spazio anche in Champions League. Proprio nella massima competizione europea riesce inoltre a segnare contro il PSV nella fase a eliminazione diretta.

Nell’estate 2025 passa quindi al Werder Brema, affrontando per la prima volta la Bundesliga. In campionato raccoglie 26 presenze, tre reti e due assist, mentre considerando tutte le competizioni il Werder indica un totale stagionale di 27 partite, tre gol e quattro assist.

Ora il ritorno in Serie A, questa volta con il Bologna.

Come gioca Samuel Mbangula

Mbangula è principalmente un esterno offensivo sinistro di piede destro, anche se la sua duttilità gli permette di occupare diverse posizioni.

Può giocare largo a sinistra, partire dalla destra oppure muoversi più internamente alle spalle della punta. Già al Werder veniva considerato un giocatore capace di dare maggiore flessibilità alla fase offensiva.

Il suo principale punto di forza è lo strappo palla al piede.

Mbangula ama ricevere sulla fascia, puntare direttamente il difensore e creare superiorità attraverso accelerazioni e cambi di direzione. È rapido nello stretto e possiede una buona tecnica individuale. Lo stesso giocatore, presentandosi al Werder, si descrisse come un calciatore tranquillo nella gestione del pallone, dotato di velocità e tecnica.

Ma non è solamente un esterno da linea laterale.

Partendo da sinistra tende spesso ad andare verso il centro del campo, cercando lo spazio tra terzino e centrale oppure la conclusione con il destro. Durante l’esperienza tedesca ha mostrato anche la capacità di scambiarsi posizione con i centrocampisti offensivi e di entrare dentro il campo, trasformandosi quasi in un secondo trequartista.

Una caratteristica particolarmente interessante per una squadra che cerca esterni capaci non soltanto di saltare l’uomo, ma anche di associarsi con centrocampisti e attaccanti.

Perché Mbangula può sostituire Rowe

Naturalmente Mbangula e Rowe non sono due giocatori identici.

Rowe presenta probabilmente maggiore potenza nell’attacco diretto della profondità e una capacità già più sviluppata di incidere negli ultimi metri. Mbangula appare invece maggiormente orientato alla combinazione, al dribbling e alla ricerca di spazi interni.

Il Bologna, però, aveva bisogno soprattutto di non perdere alcune caratteristiche fondamentali.

Con la partenza di Rowe serviva un giocatore capace di partire dalla sinistra, creare superiorità nell’uno contro uno e costringere la difesa avversaria ad allargarsi.

Mbangula possiede esattamente queste qualità.

La sua capacità di ricevere largo e accelerare permette inoltre al terzino di scegliere se sovrapporsi oppure occupare una posizione più prudente. Quando invece il belga converge verso il centro può creare spazio proprio per l’inserimento del laterale.

È un meccanismo che potrebbe diventare particolarmente interessante nel Bologna.

Un giocatore ancora da costruire

Esiste poi un altro elemento che rende l’operazione interessante: Mbangula ha solamente 22 anni.

Non arriva quindi a Bologna come giocatore completamente formato. Esistono ancora margini di crescita soprattutto nella continuità durante i novanta minuti e nella fase senza pallone. Durante l’esperienza al Werder era stato sottolineato come il belga potesse ancora migliorare proprio nel lavoro difensivo.

Ma il potenziale offensivo è evidente.

Velocità, dribbling, capacità di giocare su entrambe le fasce e possibilità di entrare dentro il campo rappresentano qualità preziose in un calcio nel quale trovare esterni capaci di creare superiorità individuale sta diventando sempre più complicato.

Bologna, la scommessa Mbangula può funzionare

Sostituire Jonathan Rowe non sarà semplice. L’inglese lascia Bologna dopo essere diventato un patrimonio tecnico ed economico importante del club.

La scelta di Samuel Mbangula, però, segue una logica precisa.

Il Bologna non ha cercato la copia esatta di Rowe, ma un giocatore in grado di mantenere alcune delle caratteristiche che rendevano l’inglese importante: velocità, imprevedibilità, uno contro uno e capacità di attaccare partendo dalla corsia sinistra.

In più Mbangula conosce già la Serie A, ha maturato esperienza nella Juventus, ha giocato in Champions League e ha affrontato un campionato fisico e intenso come la Bundesliga.

A 22 anni arriva sotto le Due Torri con ancora molto da dimostrare, ma anche con importanti margini di miglioramento.

E proprio per questo potrebbe rappresentare una delle scommesse più interessanti del nuovo Bologna.

 

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