Esclusive
Le opinioni in esclusiva di Bonolis
Paolo Bonolis, noto tifoso nerazzurro, ha rilasciato in esclusiva alla redazione di calciostyle alcune dichiarazioni.
Ha risposto a diverse domande sulla stagione dell’Inter e su altri temi legati al mondo del calcio.
Il conduttore televisivo ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sulle prospettive per il campionato e sugli obiettivi futuri del club.
È soddisfatto dell’attuale stagione dell’Inter?
“Chi può essere insoddisfatto, siamo primi in campionato in semifinale di Coppa Italia e c’è una possibilità di rimonta in Champions”.
Chivu sta facendo un ottimo percorso o lei era uno di quelli affezionati ad Inzaghi?
“Conosco molto bene Christian e penso che stia facendo un ottimo lavoro”.
Quale è il giocatore che in questo momento dell’Inter è indispensabile per la squadra?
“In questo momento qui il giocatore più importante è Zielinski”.
Calhanoglu pensa che questa estate partirà e si dovranno accontentare le sue richieste
“Calhanoglu è un grandissimo giocatore che ha la sua età e che se volesse concludere la sua carriera nella sua terra natale non ci sia nulla di strano”
Chivu pensa che l’anno prossimo se sarà l’allenatore dell’Inter passerà ad una difesa a 4?
“Comprare un giocatore che salti l’uomo può essere una circostanza utile nel corso della partita o all’inizio. Però molto dipenderà dal mercato perché un’allenatore magari vuole un calciatore ma non lo riesce a prendere”.
Si aspettava un Gasperini subito così pronto a Roma?
“La Roma in realtà ha iniziato a fare bene da quando c’è Ranieri. Poi è arrivato Gasperini che è un ottimo allenatore e la società sta iniziando a spendere sul mercato”.
Su queste società straniere che idea si è fatto?
“C’è poco da pensare in Italia non ci sono soldi e quindi si prendono capitali che arrivano da fuori”.
Mancano all’interno delle società attuali le grandi bandire?
“Una volta c’erano i grandi imprenditori mentre ora il mercato non ti permette questo e di conseguenza per rimanere ad un grande livello bisogna investire. Ad oggi lo possono fare gli americani o ad esempio l’indoesiano del Como”.
Pensa che ci riusciremo a qualificare al Mondiale?
“Io spero di andare al Mondiale, secondo me possiamo farcela. Credo che ci siano delle nazionali più forti della nostra ma l’Italia quando gioca il Mondiale è stato un osso duro per tutti”.
Sul conttato tra Bastoni e Kalulu che idea si è fatto?
“C’è ne sono decine ogni partita, dal punto di vista dell’arbitro dove stava lui era fallo si vede dalla refcam. Poi c’è il Var se non interviene io non ci posso far nulla, non capisco perché ci far vedere a noi e non all’arbitro. Io li capisco i tifosi juventini”.
Lei che apporti metterebbe al var?
“Secondo me tutta quella sceneggiata con le dita che parlano allo stadio non ha senso. Basterebbe che arbitro e var parlassero costantemente”.
Il giocatore che nella sua squadra l’ha fatta amare di più?
“Io ho sempre amato giocatori come Cambiasso e Javier Zanetti”
Giocatore che avrebbe voluto vedere nella sua squadra?
“Semplicemente Johan Cruyff”
Il giocatore che quando giocava contro la sua squadra gli metteva paura?
“A quei tempi c’erano Francesco Totti e Maradona”.
Il parere dell'esperto
Marco Guida arbitra Bologna Torino
Marco Guida arbitra Bologna Torino
Marco Guida ama ripetere una frase significativa.
La differenza tra un buon fischietto e un grande arbitro risiede tutta nella capacità di leggere la gara prima ancora che gli episodi accadano.
Una filosofia di vita e di campo che il fischietto della sezione di Torre Annunziata si prepara a mettere nuovamente in pratica nella delicata sfida tra Bologna e Torino.
Con oltre dieci anni di esperienza nella massima serie e il prestigioso stemma FIFA sul petto, Guida rappresenta oggi una delle garanzie più solide del designatore Gianluca Rocchi.
La sua gestione della gara si distingue per uno stile europeo: dialogo costante con i capitani e ricorso misurato ai cartellini.
Oltre ad un’inclinazione naturale a lasciar correre il gioco quando il ritmo lo consente, senza però tollerare proteste o condotte violentemente anti-sportive.
La designazione di Marco Guida per questa sfida evidenzia la volontà della CAN di affidare una partita d’alta classifica a un profilo esperto.
Un arbitro capace di mantenere il controllo con l’autorevolezza di chi sa che la decisione migliore è spesso quella presa con lucidità nei primi novanta secondi.
Il parere dell'esperto
Il pensiero del romantico Tarozzi
Il pensiero del romantico Tarozzi.
Esonerare l’allenatore che non ha avuto ancora la possibilità di lavorare a lungo ed esprimere il proprio gioco è un errore.
Sicuramente ci sono cose che non sono di pubblica conoscenza.
Per quello mostrato finora il Bologna non era una squadra allo sbando che non segue le direttive tecniche.
Per quanto riguarda Palladino. così a pelle non piace.
Ma il lavoro di un allenatore non si giudica prima; prima bisogna vederli lavorare in campo.
Per questo non va esaminato il lavoro di Tedesco.
Perché non ha avuto tempo sufficiente per mostrare le sue qualità.
Palladino in serie A ha fatto bene, anche se il suo modo di giocare non è esaltante.
Il pensiero del romantico Tarozzi.
Essendo tale può sempre cambiare opinione.
Innamorarsi di un gioco diverso da quello che preferisce può sempre capitare.
A questo punto, essendo appunto un sentimentale, avrebbe preso a scatola chiusa Thiago Motta.
Esclusive
Hector Puricelli, testina d’oro
Hector Puricelli, testina d’oro.
Oggi ricorre il centodecimo anni dalla sua nascita.
La rivista “Guerin Sportivo” lo posizionò al diciannovesimo posto in una classifica dei cento rossoblù di sempre.
Il sommo giornalista ‘Civ’ scrisse di lui: “Testina d’Oro perché quasi tutti i suoi tanti gol li infilava incornando spietatamente”.
Ettore Puricelli Debuttò in Serie A e con i felsinei il 18 settembre 1938, tre giorni dopo il suo compleanno.
E si fece un bel regalo, andando a segno.
Con il Bologna conquistò due scudetti e vinse altrettante volte la classifica cannonieri (la prima in coabitazione con il rossonero Aldo Boffi).
In Italia vestì anche le maglie di Lecco, Milan e Legnano.
Appese le scarpe al chiodo. ha allenato poi diversi club.
Nella sua carriera da allenatore manca però il Bologna.
Ad ogni modo. oggi un Hector Puricelli testina d’oro farebbe comodo a questo Bologna.
Sempre che arrivino i cross.
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