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Bologna-Cagliari: già 28.000 spettatori al Dall’Ara. Saputo ringrazia i tifosi

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Verona

Sold-out quasi raggiunto per Bologna-Cagliari, quartultima di Serie A domenica alle 12:30: oltre 28.000 presenti al Dall’Ara. Il presidente Saputo ringrazia i tifosi rossoblù.

Bologna-Cagliari, già 28.000 al Dall’Ara: Saputo ringrazia i tifosi rossoblù

Il popolo rossoblù risponde ancora una volta presente. In vista di Bologna-Cagliari, quartultima giornata di Serie A in programma domenica 4 maggio alle ore 12:30, il Dall’Ara si prepara ad essere nuovamente gremito: sommando abbonamenti e biglietti già venduti, la quota degli spettatori attesi ha superato quota 28.000.

Un pubblico che non molla mai

Numeri che confermano l’attaccamento straordinario della tifoseria bolognese alla propria squadra, in una stagione densa di impegni tra campionato ed Europa League. I rossoblù possono contare su un supporto costante in ogni circostanza, in casa come in trasferta, in Italia come all’estero.

A sottolinearlo è il presidente Joey Saputo, che ha voluto rivolgere un ringraziamento sentito direttamente ai tifosi attraverso il sito ufficiale del club: il numero uno del Bologna ha rimarcato come i supporter abbiano accompagnato la squadra in ogni momento della stagione, esprimendo orgoglio per questa vicinanza e ringraziando il pubblico a nome di tutta la società.

Verso il finale di stagione

Con quattro giornate al termine, il Bologna si presenta all’appuntamento casalingo con il Cagliari con la spinta di uno stadio stracolmo alle spalle. Un fattore tutt’altro che secondario in un rush finale di campionato dove ogni punto può ancora fare la differenza.

L’atmosfera del Dall’Ara nelle grandi occasioni è da sempre una delle armi in più della squadra di Vincenzo Italiano: domenica, ancora una volta, i rossoblù non saranno soli.

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Infortunio Odgaard, report Casteldebole

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Bologna, un anno fa la partita contro la Fiorentina. Protagonista Odgaard

Jens Odgaard rimarrà fuori un mese causa infortunio alla coscia.

Il campionato è fermo per la sosta delle Nazionali, ma a Casteldebole si lavora duro per invertire la marcia del club rossoblù in Serie A, ancora fermo a quota 0 vittorie conquistate.

Tuttavia, arrivano già i primi problemi per mister Palladino, in quanto l’attaccante svedese si è dovuto fermare in allenamento per colpa di un infortunio.

Odgaard, c’è lesione

Come viene riportato nel comunicato della società: “In seguito ad un risentimento accusato ieri, Jens Odgaard è stato sottoposto ad esami che hanno evidenziato una lesione ai flessori della coscia destra, con tempi di recupero di 4 settimane”. Il calciatore danese salterà quindi Lecce e Inter, in dubbio invece per la sfida di Cagliari.

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Bologna, cosa manca per ripartire: le priorità di Palladino

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Supercoppa, Bernardeschi bologna

Bologna/Palladino. Il cambio di allenatore ha aperto inevitabilmente un nuovo capitolo, ma al Bologna non può bastare la scossa della panchina. Raffaele Palladino ha ereditato una squadra partita con enormi difficoltà e chiamata ora a recuperare terreno, fiducia e soprattutto certezze.

I numeri dell’inizio di campionato raccontano una situazione che non può essere sottovalutata: due punti nelle prime cinque giornate e nessuna vittoria. Palladino ha debuttato con l’1-1 contro il Torino, partita nella quale per lunghi tratti si è intravisto qualcosa di diverso, soprattutto nell’atteggiamento. Lo stesso tecnico ha sottolineato di aver visto per circa settanta minuti lo spirito e l’unità che aveva chiesto alla squadra, riconoscendo però che ci sono ancora diversi aspetti da migliorare.

Primo problema: il Bologna deve creare di più

La prima necessità riguarda inevitabilmente la produzione offensiva.

Il Bologna ha giocatori importanti davanti. Dovbyk, Piccoli, Bernardeschi, Orsolini, Cambiaghi e Odgaard rappresentano un reparto che, almeno sulla carta, può garantire molte più soluzioni di quelle viste nell’avvio di stagione.

Serve però portarli nelle condizioni giuste per incidere.

Già dopo la trasferta di Napoli, Andrea Tarozzi aveva evidenziato pubblicamente come il Bologna avesse creato troppo poco. È probabilmente questo uno dei primi aspetti sui quali Palladino dovrà intervenire.

Non basta arrivare negli ultimi trenta metri: bisogna aumentare la qualità delle occasioni, accompagnare maggiormente l’azione con i centrocampisti e soprattutto creare connessioni più rapide tra esterni e attaccanti.

NICOLO CAMBIAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Più continuità durante i 90 minuti

La gara contro il Torino ha mostrato anche un altro limite: il Bologna non riesce ancora a mantenere la stessa intensità per tutta la partita.

Nel primo tempo i rossoblù hanno dato sensazioni positive, trovando anche il vantaggio con Bernardeschi. Nella ripresa, però, il Torino ha progressivamente conquistato campo fino al pareggio di Kulenovic.

Ed è proprio qui che deve arrivare uno dei principali progressi.

Una squadra che vuole tornare nelle zone importanti della classifica deve imparare a gestire i momenti. Non significa attaccare per novanta minuti, ma capire quando accelerare, quando abbassare il ritmo e quando invece tenere il pallone lontano dalla propria area.

Il Bologna deve diventare più maturo.

Bologna, Palladino deve trovare rapidamente una struttura

Cambiare allenatore dopo appena quattro giornate significa inevitabilmente ricominciare parte del lavoro.

Palladino ha avuto pochissimo tempo prima del suo debutto e sarebbe quindi sbagliato pretendere immediatamente automatismi perfetti. Lo stesso Bernardeschi, dopo il Torino, ha spiegato come la squadra stia cercando di assimilare rapidamente i concetti del nuovo tecnico.

Adesso, però, serviranno scelte precise.

 

Difesa a tre o linea a quattro? Due attaccanti oppure un riferimento centrale sostenuto dagli esterni? Dove utilizzare Bernardeschi? Come valorizzare contemporaneamente Piccoli e Dovbyk?

Sono interrogativi ai quali Palladino dovrà dare una risposta attraverso il campo.

Il Bologna ha bisogno prima di tutto di una formazione riconoscibile e di gerarchie chiare. Le alternative sono importanti, soprattutto durante una stagione lunga, ma in questo momento servono certezze.

Ritrovare il Dall’Ara

Lazio-Bologna Primavera

Bologna FC supporters during italian soccer Serie A match Bologna FC vs Torino FC at the Renato Dall’Ara stadium in Bologna, Italy, November 06, 2022 – Credit: Gianluca Ricci

C’è poi un ultimo aspetto, probabilmente più mentale che tattico: il Bologna deve tornare a trasformare il Dall’Ara in un vantaggio.

Bernardeschi dopo il pareggio con il Torino non ha nascosto il dispiacere per una vittoria casalinga che manca da troppo tempo, sottolineando allo stesso tempo il sostegno continuo dei tifosi.

È un passaggio fondamentale.

Nei momenti complicati una squadra può ricostruire la propria stagione proprio in casa, dove ambiente e pubblico possono aiutare a superare anche partite sporche e difficili.

Il materiale c’è, ora serve costruire una squadra

La classifica oggi preoccupa, inutile nasconderlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare che il Bologna non abbia gli uomini per risalire.

La rosa presenta qualità, esperienza e alternative.

Il compito di Palladino sarà trasformare tutto questo in una squadra equilibrata e riconoscibile. Servono più occasioni da gol, maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti, una struttura tattica definita e soprattutto la capacità di tornare a vincere.

Non è necessario rivoluzionare tutto.

Il primo Bologna di Palladino ha già mostrato qualche segnale. Adesso, però, bisogna trasformare i segnali in risultati. Perché dopo un avvio così complicato la priorità non è guardare troppo lontano: è ricominciare a vincere e ricostruire, partita dopo partita, l’identità rossoblù.

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Bologna, De Giuseppe: “Palladino ricorda Italiano”

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Il Bologna di Raffaele Palladino ha iniziato il proprio nuovo percorso e la sosta rappresenta già un momento importante per permettere al tecnico di lavorare sulle sue idee. A parlare della situazione rossoblù è stato Alessio De Giuseppe, giornalista di DAZN, intervenuto ai microfoni di Radio Nettuno Bologna Uno.

Uno degli aspetti sottolineati riguarda proprio il metodo di Palladino, che secondo De Giuseppe avrebbe alcuni punti in comune, soprattutto dal punto di vista della gestione emotiva del gruppo, con quello di Vincenzo Italiano.

Palladino e la gestione dello spogliatoio

De Giuseppe ha ricordato in particolare l’esperienza dell’attuale allenatore del Bologna a Monza. Palladino sarebbe stato molto bravo nel coinvolgere l’intera rosa e nel trasmettere fiducia ai propri calciatori, facendo sentire importante ogni elemento a disposizione.

Una caratteristica che potrebbe diventare fondamentale anche a Bologna, soprattutto in una fase complicata della stagione nella quale servirà recuperare entusiasmo e certezze.

Le settimane di pausa possono quindi rappresentare un’opportunità per il nuovo allenatore, anche se diversi rossoblù sono impegnati con le rispettive nazionali. A Casteldebole sono comunque rimasti giocatori importanti sui quali Palladino potrà lavorare, tra cui Riccardo Orsolini, Federico Bernardeschi, Juan Miranda e Lukasz Skorupski.

Skorupski, momento delicato

Tra i nomi citati da De Giuseppe c’è anche quello di Skorupski. Il portiere polacco sta attraversando una fase particolarmente delicata e, secondo quanto raccontato dal giornalista di DAZN, non avrebbe accolto bene anche la recente esclusione dalla nazionale polacca.

Per Palladino sarà quindi importante lavorare anche sull’aspetto mentale, oltre che su quello tattico. Il Bologna ha bisogno di ritrovare solidità e continuità dopo un avvio di campionato complicato.

Lecce e Inter, due test importanti per il Bologna

Alla ripresa il calendario metterà immediatamente i rossoblù davanti a due appuntamenti significativi. Il Bologna sarà di scena sul campo del Lecce domenica 11 ottobre alle 15, mentre il successivo 17 ottobre alle 18 arriverà l’Inter al Dall’Ara.

Due partite che potranno fornire indicazioni importanti sul lavoro svolto da Palladino durante la sosta. Il tecnico avrà il compito di dare una nuova identità alla squadra e soprattutto di ricostruire quella fiducia che nelle ultime settimane è sembrata mancare.

Il Bologna cerca dunque una ripartenza. E la capacità di Palladino di entrare nella testa dei suoi giocatori, evidenziata da De Giuseppe, potrebbe rappresentare uno dei primi punti da cui ricominciare.

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