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Bologna 1 Como 0, la sintesi della partita
Il Bologna batte di misura il Como per 1 a 0 nel segno di Orsolini, si tratta della prima vittoria stagionale del club felsineo davanti al proprio pubblico.
La seconda giornata di campionato va in scena allo stadio Renato Dall’Ara alle ore 18:30, dove la compagine di Vincenzo Italiano cerca a tutti i costi i 3 punti per smuovere la classifica, di fronte ad un arduo avversario come i Lariani allenati da Cesc Fabregas. I Rossoblù vincono e convincono grazie alla rete di Riccardo Orsolini, seppur con qualche brivido, e agganciano proprio i Biancoblù in classifica a quota 3 punti.
Primo tempo della partita
Squadre ben messe tatticamente, i primi venti minuti però il Como si fa vedere poco in avanti, grazie ad un pressing del Bologna al limite dell’asfissiante. Dopo 4′ la prima grande occasione da parte di Castro, bel recupero da parte di Fabbian su Perrone, si avvicina all’area di rigore, scarico per Orsolini che con la coda dell’occhio vede libero l’argentino da solo sulla destra, il quale però non riesce a concretizzare un tiro-cross basso, facile per Butez mandare in angolo. Il Bologna persiste con la sua pressione e ha il pallino del gioco, il Como impreciso non riesce ad attuare al meglio la sua rete di passaggi e subisce le ripartenze degli Emiliani: prima al 29′ con un cross di Cambiaghi dalla sinistra a tagliare l’area di rigore, per un soffio non ci arrivano né Heggem di testa né Fabbian in scivolata, poi un paio di minuti dopo con il numero 7 che dalla sinistra si accentra con la sua classica giocata e tira forte ma poco angolato, Butez respinge in angolo. 0 a 0 all’intervallo, il Como ha creato un’occasione pericolosa con un tiro di Vojvoda nel recupero, tuttavia è il Bologna a tenere le redini della gara.
Secondo tempo della partita
Alla ripresa entra Lucumì al posto di Vitik, buona prestazione del ceco, Fabregas prova a cambiare qualcosa con l’innesto di Sergi Roberto per Perrone, in difficoltà nel primo tempo. Sicuramente più arrembante il Como nel secondo tempo, più preciso nella costruzione dal basso e più “cattivo” nella trequarti avversaria, con Jesus Rodriguez che calcia a lato di Skorupski. Ma ecco la svolta della gara: minuto 59, lancio in verticale proprio del neo entrato Lucumì verso Castro che protegge la sfera e attira a sè la retroguardia comasca, vede Orsolini che scatta verso il limite dell’area e lo serve, il quale piazza il pallone col suo mancino alla sinistra di Butez, con una leggera ma ininfluente deviazione di Valle. Il primo gol della stagione del Bologna è il suo, supera Di Vaio nella classifica all-time dei marcatori con questa maglia, sono 67 centri nella sua carriera sotto le Due Torri. Manca ancora però mezz’ora più recupero, il Como spinge per trovare la via del pareggio e tenta di schiacciare il Bologna nella propria area, il quale comunque riesce a farsi vedere pericolosamente nella trequarti avversaria con un cross di Lykogiannis e Dallinga che mette a lato di testa. Nei minuti finali i Rossoblù sono arroccati in difesa, prima Kuhn e poi Morata provano a scardinare la porta di Skorupski, ma le conclusioni vengono respinte dalla retroguardia bolognese. Si chiude con il risultato di 1 a 0 in favore della squadra di Vincenzo Italiano.
Commento post-partita
A livello tattico un Bologna che risulta essere attento e concentrato, è riuscito nel suo intento di disgregare le manovre di gioco del Como sin dagli attaccanti, in primis Castro, intento che non si è concretizzato nella partita contro la Roma, nella quale i Giallorossi si destreggiavano in mezzo al campo con più facilità rispetto ai Lariani. Difficile trovare delle insufficienze, forse Lykogiannis nel primo tempo è stato il giocatore più impreciso, ma in generale chi è sceso in campo ha dato solidità alla squadra, ottima prestazione di Heggem all’esordio in Serie A, anche Lucumì nel secondo tempo è stato praticamente invalicabile. Molto bene anche Castro che ha servito l’assist e ha fatto a sportellate tutta la gara fino al cambio con Dallinga, Orsolini MVP, oltre al gol siglato è stato il più pericoloso dei suoi. Un po’ impreciso l’arbitraggio di Doveri.
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Bologna, ufficiale Palladino: è il nuovo allenatore rossoblù
Ora è ufficiale: Raffaele Palladino è il nuovo allenatore del Bologna. La società rossoblù ha comunicato il cambio in panchina, annunciando contemporaneamente l’esonero di Domenico Tedesco e l’arrivo dell’ex tecnico di Monza, Fiorentina e Atalanta.
Una decisione arrivata dopo un avvio di stagione complicato per la formazione emiliana e che apre immediatamente un nuovo ciclo tecnico.
Palladino firma fino al 2029
Il Bologna ha scelto di puntare con decisione su Palladino, facendogli sottoscrivere un contratto fino al 30 giugno 2029.
Il nuovo allenatore è già pronto a prendere contatto con la squadra: il suo primo allenamento è previsto oggi alle ore 16 al centro tecnico Niccolò Galli.
Nel comunicato ufficiale il club ha inoltre ringraziato Domenico Tedesco per il lavoro svolto, augurando al tecnico e al suo staff le migliori fortune professionali.
Domani la presentazione ufficiale
Per Palladino inizierà quindi immediatamente il lavoro sul campo. La società ha comunicato anche che domani si terrà la presentazione ufficiale del nuovo allenatore, occasione nella quale il tecnico potrà illustrare le prime idee per il suo Bologna.
Classe 1984, Palladino ha iniziato la carriera da allenatore nel settore giovanile del Monza, prima di essere promosso alla guida della prima squadra nel settembre 2022. Da lì è iniziato il suo percorso ad alto livello.
Il Bologna punta ora sulla sua filosofia di gioco per provare a cambiare passo rapidamente. Il primo obiettivo sarà conoscere la rosa e preparare immediatamente i prossimi impegni ufficiali.
La nuova era rossoblù è dunque cominciata: Raffaele Palladino è ufficialmente il nuovo allenatore del Bologna.
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Bologna, Palladino: come gioca e come può adattarsi alla squadra
Il Bologna può cambiare volto con Raffaele Palladino, allenatore che nel corso della propria carriera ha costruito gran parte della sua identità tattica attorno al 3-4-2-1, modulo capace di trasformarsi facilmente in un 3-4-3 durante la fase offensiva.
Il principio fondamentale del calcio di Palladino è l’occupazione razionale degli spazi. La costruzione parte generalmente dai tre difensori, mentre gli esterni hanno il compito di alzarsi molto e garantire ampiezza. Alle spalle della prima punta agiscono invece due giocatori tecnici, chiamati a muoversi tra le linee e creare superiorità.
Come gioca Palladino e come potrebbe adattare il Bologna

Torbjørn Heggem ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La rosa rossoblù presenta diversi elementi potenzialmente adatti alle idee del tecnico. In difesa, Theate, Heggem e Vitik potrebbero rappresentare una possibile linea a tre, con alternative utili durante la stagione.
Sulle corsie, invece, giocatori come Holm, Miranda, Zortea e Alhassane potrebbero beneficiare di una posizione più avanzata rispetto a una tradizionale difesa a quattro.
A centrocampo Palladino potrebbe puntare sulla fisicità e sugli inserimenti di Ferguson e Pobega, alternandoli con elementi maggiormente portati alla gestione del pallone.
Particolarmente interessante sarebbe poi la gestione della trequarti. Bernardeschi, Odgaard e Cambiaghi potrebbero trovare spazio alle spalle del centravanti, garantendo tecnica, movimento e capacità di attaccare la profondità.
Dovbyk o Piccoli come riferimento offensivo
Davanti, Palladino avrebbe la possibilità di scegliere tra Dovbyk e Piccoli, due attaccanti differenti ma entrambi utilizzabili come riferimento centrale.
Il lavoro principale del nuovo tecnico dovrà però riguardare soprattutto equilibrio, compattezza e organizzazione senza palla. Il Bologna dispone di caratteristiche interessanti per il calcio di Palladino: il vero banco di prova sarà capire quanto velocemente la squadra riuscirà ad assimilare i nuovi principi tattici.
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Bologna, Tedesco a rischio esonero: Palladino in pole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna è improvvisamente diventato uno dei temi più caldi di queste ore. L’avvio di campionato dei rossoblù è stato decisamente al di sotto delle aspettative e la società starebbe riflettendo seriamente sulla possibilità di un cambio di guida tecnica.
Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo alla classifica: dopo le prime quattro giornate di Serie A il Bologna ha conquistato appena un punto, incassando tre sconfitte. Un rendimento che non soddisfa la dirigenza, soprattutto per una squadra costruita con l’obiettivo di mantenersi competitiva nelle zone importanti della graduatoria.
Tedesco-Bologna, confronto con la società
Nelle ultime ore ci sarebbe stato un confronto tra Tedesco e i vertici del Bologna per analizzare le difficoltà emerse in questo inizio di stagione.
Le sconfitte contro avversarie di livello come Lazio, Atalanta e Napoli possono certamente avere delle attenuanti, ma a preoccupare non sarebbero soltanto i risultati. Il club starebbe valutando anche la crescita complessiva della squadra e una proposta di gioco che, almeno fino a questo momento, non avrebbe pienamente convinto.
Tedesco avrebbe assunto le proprie responsabilità durante il confronto con la società, ma questo potrebbe non essere sufficiente per garantirgli la permanenza in panchina.
La situazione resta quindi particolarmente delicata e non è escluso un esonero già prima della prossima partita contro il Torino.
Palladino in Pole secondo Fabrizio Romano
Il Bologna, proprio per non farsi trovare impreparato, starebbe già valutando alcune possibili alternative. Sono soprattutto tre gli allenatori accostati alla panchina rossoblù, ma uno è in Pole secondo Fabrizio Romano
Il primo è Raffaele Palladino, profilo che potrebbe rappresentare una soluzione interessante per filosofia di gioco e capacità di lavorare con calciatori giovani. Il suo nome viene indicato tra quelli seguiti con maggiore attenzione dalla dirigenza.
Tra le possibili soluzioni c’è poi Stefano Pioli, tecnico di grande esperienza e abituato a gestire squadre con ambizioni importanti. Un profilo di spessore che rappresenterebbe una scelta differente rispetto a quella iniziale fatta con Tedesco.
Il terzo nome è quello di Roberto D’Aversa, allenatore che conosce molto bene il campionato italiano e che potrebbe garantire esperienza immediata nella gestione di una situazione complicata.
Ore decisive per la panchina del Bologna
Al momento non risulta ancora presa una decisione definitiva. Il Bologna deve scegliere se concedere ulteriore fiducia a Tedesco, permettendogli di giocarsi una possibilità di riscatto contro il Torino, oppure intervenire immediatamente con un cambio in panchina.
La sensazione è però che le prossime ore possano diventare decisive. Dopo appena quattro giornate di campionato uno scenario del genere appariva difficilmente prevedibile, ma il rendimento della squadra ha accelerato le valutazioni della società.
Il Bologna vuole evitare che il momento negativo si trasformi in una vera e propria crisi. Tedesco resta per ora l’allenatore rossoblù, ma la sua posizione è diventata molto fragile. Sullo sfondo Palladino sembra il predestinato
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