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Bologna, grande fervore per l’Europa League: cresce il numero degli abbonati rossoblù

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Lazio-Bologna

Il Bologna affronta nuove sfide in Europa League con entusiasmo e una rosa rinnovata.

Preparativi e aspettative del club

Alla vigilia della loro seconda apparizione consecutiva in una competizione europea, il Bologna si presenta all’Europa League con grandi ambizioni. Dopo un’avventura nella Champions League, la squadra si trova ad affrontare la “European Saga”, un torneo che, sebbene considerato di secondo livello, promette incontri avvincenti data la presenza di numerose squadre di prestigio. L’allenatore Vincenzo Italiano può contare su un organico ampio e versatile, pronto a superare il taglio di giocatori chiave come Immobile, Dominguez e De Silvestri.

La gestione della squadra evidenzia l’importanza di ogni giocatore, compreso il capitano, che pur non partecipando direttamente alle competizioni europee, gioca un ruolo cruciale nell’integrazione dei nuovi arrivati e nel mantenimento dell’identità del club. L’ambizione di superare la prima fase è supportata dall’esperienza maturata a livello internazionale e dall’ingaggio di veterani come Immobile e Bernardeschi, che aggiungono qualità e esperienza.

Risposta dei tifosi e prospettive future

La campagna abbonamenti “The European Saga” ha chiuso con 18.000 iscritti, segnando un lieve calo rispetto alle precedenti campagne, ma comunque attestandosi su numeri significativi. Questi dati rispecchiano l’interesse e il sostegno costante dei tifosi, nonostante la minore attrattiva mediatica dell’Europa League rispetto alla Champions League.

Sul fronte delle partite casalinghe, il Bologna avrà il piacere di ospitare squadre come Friburgo, Brann e Celtic, oltre a impegnative trasferte contro squadre come l’Aston Villa, il Salisburgo, l’FCSB, il Celta Vigo e il Maccabi Tel Aviv. Il mix di avversari di calibro assicura che i tifosi assisteranno a partite cariche di azione e di emozioni, rendendo ogni match un’occasione imperdibile per vedere all’opera una squadra che punta decisamente all’attacco, guidata da talenti del calibro di Orsolini e Castro.

In conclusione, con una preparazione accurata e il supporto incondizionato dei suoi tifosi, il Bologna si appresta a vivere un’autunno calcistico ricco di impegni e speranze in Europa League, con l’obiettivo di lasciare un segno significativo in questa edizione del torneo.

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Bologna-Torino, i convocati di Palladino: c’è Orsolini

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Bologna, Orsolini

Il Bologna ha comunicato l’elenco dei giocatori convocati da Raffaele Palladino per la sfida contro il Torino. Sono 26 i rossoblù a disposizione del tecnico per il prossimo impegno di campionato.

La notizia più importante riguarda Riccardo Orsolini, regolarmente presente nella lista dopo il ritorno in gruppo degli ultimi giorni. Nel reparto offensivo Palladino potrà inoltre contare su Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard e Piccoli.

Assenze e scelte che permetteranno al nuovo allenatore rossoblù di iniziare a delineare il Bologna che ha in mente, con diverse soluzioni soprattutto dalla trequarti in avanti.

Bologna-Torino, l’elenco completo dei convocati

Portieri: Happonen, Pessina, Skorupski.

Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Helland, Holm, Miranda, Rahim, Theate, Vitik, Zortea.

Centrocampisti: Amondarain, El Azzouzi, Ferguson, Libra, Moro, Pobega.

Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard, Orsolini, Piccoli.

RAFFAELE PALLADNO ( FOTO KEYPRESS )

Palladino ritrova Orsolini

Particolare attenzione sarà rivolta proprio alle condizioni di Orsolini, rientrato in gruppo alla vigilia della partita. La sua convocazione rappresenta un’opzione importante per il reparto offensivo, dove Palladino dispone di numerose alternative.

Tra gli uomini chiamati per la gara figurano anche Federico Bernardeschi, Roberto Piccoli e Samuel Mbangula, mentre a centrocampo saranno Ferguson e Pobega alcuni dei principali punti di riferimento.

In difesa non mancano le alternative, con Casale, Theate, Heggem, Holm e Miranda tutti inseriti nell’elenco. Adesso toccherà a Palladino decidere l’undici da schierare contro il Torino.

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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni: ecco il nuovo Bologna di Palladino

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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni – Il nuovo Bologna di Raffaele Palladino comincia a prendere forma. Sabato 19 settembre alle ore 15:00, contro il Torino al Dall’Ara, il tecnico farà il suo esordio sulla panchina rossoblù e potrebbe immediatamente introdurre una delle principali caratteristiche del suo calcio: la difesa a tre.

Palladino ha spiegato nella conferenza di presentazione che la rosa è stata costruita prevalentemente per giocare con quattro difensori, ma ha anche sottolineato come gli interpreti a disposizione consentano di passare a un sistema con tre centrali e due esterni a tutta fascia. Il tecnico ha definito il Bologna una squadra potenzialmente “camaleontica”.

Bologna, Palladino prova il 3-4-2-1

Le ultime indicazioni portano verso un 3-4-2-1, che potrebbe trasformarsi in un 3-4-3 quando il Bologna è in possesso del pallone.

Davanti a Skorupski dovrebbe essere schierata una linea composta da Helland, Heggem e Theate, anche se resta aperta la candidatura di Vitik per una maglia dal primo minuto. Sulle corsie ci sarebbero Holm a destra e Miranda a sinistra, due giocatori particolarmente adatti a coprire tutta la fascia.

In mezzo al campo Palladino potrebbe affidarsi alla coppia Ferguson-Pobega, chiamata a garantire equilibrio, inserimenti e aggressività.

La vera novità riguarda però l’attacco. Alle spalle della punta dovrebbero agire Bernardeschi e Cambiaghi, con Piccoli favorito per partire da centravanti.

Orsolini è tornato parzialmente ad allenarsi con il gruppo, ma Palladino ha spiegato che le sue condizioni saranno valutate in vista della partita. Dovbyk, invece, rimane uno dei giocatori da gestire dopo il periodo di stop.

Piccoli Bologna

Immagine Generata con AI

Bologna-Torino La nuova probabile formazione del Bologna di Palladino

BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Helland, Heggem, Theate; Holm, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Cambiaghi; Piccoli.
Allenatore: Raffaele Palladino.

Possibili alternative: Vitik insidia Helland nella difesa a tre, mentre Moro può contendere una maglia a Pobega. Orsolini potrebbe rappresentare una soluzione importante a gara in corso.

Come potrebbe giocare il nuovo Bologna

La disposizione iniziale potrebbe essere questa:

Skorupski

Helland – Heggem – Theate

Holm – Ferguson – Pobega – Miranda

Bernardeschi – Cambiaghi

Piccoli

L’obiettivo di Palladino sembra essere quello di dare maggiore ampiezza attraverso Holm e Miranda, liberando contemporaneamente i giocatori offensivi da eccessivi compiti sulla fascia.

Bernardeschi e Cambiaghi potrebbero quindi muoversi alle spalle di Piccoli, stringendo verso il centro del campo e lasciando spazio alle sovrapposizioni degli esterni.

In fase difensiva il 3-4-2-1 può invece trasformarsi rapidamente in un 5-4-1, con Holm e Miranda pronti ad abbassarsi sulla linea dei tre centrali.

Torino, Abate punta su Simeone e Vlasic

Il Torino di Ignazio Abate dovrebbe rispondere con un sistema molto simile, un 3-5-2 che può trasformarsi in 3-5-1-1 grazie alla libertà concessa a Vlasic.

Tra i pali dovrebbe esserci Perri, con Comuzzo, Coco e Cömert davanti al portiere. Fortini e Cacciamani sono candidati a occupare le corsie, mentre Gineitis, Mandragora e Fitz-Jim comporrebbero il centrocampo.

Davanti spazio alla qualità di Vlasic, pronto a muoversi alle spalle di Giovanni Simeone. Adams risulta invece indisponibile.

La probabile formazione del Torino

TORINO (3-5-2): Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlasic, Simeone.
Allenatore: Ignazio Abate.

Per Palladino sarà dunque subito un primo banco di prova importante. Più ancora del risultato, Bologna-Torino permetterà di capire quanto del nuovo sistema il tecnico sia riuscito già a trasferire alla squadra e soprattutto se la difesa a tre diventerà immediatamente il nuovo vestito tattico dei rossoblù.

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Bologna – Torino, il match program

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Piccoli Bologna

Al Dall’Ara per scacciare la crisi: il Bologna sfida i numeri e cerca la prima vittoria stagionale.

Il Bologna si prepara a tornare sul prato del Dall’Ara con l’obiettivo di invertire la rotta e ritrovare la via del gol. La sfida contro il Torino rappresenta uno snodo cruciale per gli uomini di Raffaele Palladino, chiamati a trasformare la tradizione favorevole in tre punti fondamentali per la classifica.

Bologna e Torino, le statistiche

I precedenti sotto le due Torri sorridono apertamente ai colori rossoblù. Nei 76 confronti ufficiali disputati a Bologna, il bilancio registra ben 38 vittorie emiliane, 24 pareggi e appena 14 successi granata. Il Torino non riesce infatti a strappare i tre punti al Dall’Ara da dieci anni: l’ultimo acuto ospite risale al 16 aprile 2016, quando un rigore allo scadere di Belotti firmò il definitivo 0-1. Da quel momento, il Bologna ha imposto il proprio dominio casalingo collezionando 4 vittorie, compreso il rocambolesco 3-2 del campionato 2024/25, e 6 pareggi.

Se la storia recente offre ampie garanzie, l’attualità impone però massima attenzione. Il Bologna è chiamato a sfatare il tabù casalingo che vede un solo successo nelle ultime 10 gare interne tra tutte le competizioni (il 2-0 sul Lecce datato 12 aprile 2026), a fronte di 4 pareggi e 5 K.O. A preoccupare è soprattutto la sterilità offensiva: insieme a Genoa e Parma, la squadra emiliana condivide il minor numero di reti segnate in questo avvio di Serie A 2026/27, con appena 2 marcatori differenti andati a segno finora.

La gara di oggi offre tuttavia l’occasione perfetta per lo sblocco dell’attacco rossoblù. Di fronte ci sarà infatti un Torino particolarmente vulnerabile sul piano difensivo e del gioco: i granata subiscono gol da 9 gare consecutive in A (17 reti incassate) e figurano come la compagine con meno tiri nello specchio della categoria (31) e la percentuale più alta di duelli persi (44,8%).

L’incontro segnerà inoltre il primo incrocio tattico tra Raffaele Palladino e Ignazio Abate. Per il tecnico granata si tratta del riscatto dopo il KO contro la Roma, prima caduta in carriera nel mese di settembre. Per il Bologna, invece, conta solo una cosa: fare la partita, sfruttare le debolezze degli avversari e riappropriarsi del fattore Dall’Ara.

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