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Parma, l’ascesa del “nuovo” Cutrone.

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Bologna

Il Parma di Cuesta sceglie Cutrone per il ruolo di bomber dopo l’infortunio di Frigan, puntando sull’ex Milan e Como.

L’ascesa e la caduta di Cutrone

Negli anni 2017-2018, il nome di Patrick Cutrone era tra i più promettenti del calcio italiano. Cresciuto nel vivaio del Milan, l’attaccante classe 1998 si è subito distinto per le sue capacità in campo, affiancato da altri talenti come Locatelli, Calabria e Donnarumma. La prima stagione di Cutrone è stata brillante, mettendo a segno diciotto gol tra Europa League e Serie A e indossando per la prima volta la maglia della nazionale nel 2018. Sembrava l’inizio perfetto per una carriera ricca di successi.

Tuttavia, dal 2019, Cutrone ha dovuto affrontare numerose difficoltà. Dopo esperienze deludenti in prestito alla Fiorentina, al Valencia, agli Wolves in Inghilterra e un periodo opaco all’Empoli, l’attaccante ha scelto di ritornare alle origini ripartendo dal Como in Serie B nel 2022. Grazie anche al supporto di Fabregas, Cutrone ha contribuito a riportare la squadra della sua città in Serie A dopo vent’anni, ma la competizione interna con talenti emergenti come Diao e Nico Paz ha limitato le sue occasioni.

La nuova avventura al Parma

L’estate del 2025 segna un nuovo capitolo nella carriera di Cutrone con il trasferimento al Parma sotto la guida di Cuesta. Il club, alla ricerca di un nuovo bomber dopo l’infortunio di Frigan, vede in Cutrone una risorsa preziosa. L’attaccante ha già segnato un gol e si è affermato come partner d’attacco di Pellegrino, dimostrando di avere ancora molto da offrire.

Per Cutrone, l’obiettivo principale è ritrovare la costanza necessaria per tornare nel giro della Nazionale di Gattuso, suo ex allenatore al Milan. In un’intervista, l’attaccante ha espresso il suo desiderio di aiutare il Parma e realizzare il suo sogno di indossare nuovamente la maglia azzurra. Riconoscente al Como per il sostegno ricevuto, Cutrone considera Parma una grande opportunità per rilanciare la sua carriera, confidando nelle qualità del club e dei suoi compagni di squadra.

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Bologna, ufficiale Palladino: è il nuovo allenatore rossoblù

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Ora è ufficiale: Raffaele Palladino è il nuovo allenatore del Bologna. La società rossoblù ha comunicato il cambio in panchina, annunciando contemporaneamente l’esonero di Domenico Tedesco e l’arrivo dell’ex tecnico di Monza, Fiorentina e Atalanta.

Una decisione arrivata dopo un avvio di stagione complicato per la formazione emiliana e che apre immediatamente un nuovo ciclo tecnico.

Palladino firma fino al 2029

Il Bologna ha scelto di puntare con decisione su Palladino, facendogli sottoscrivere un contratto fino al 30 giugno 2029.

Il nuovo allenatore è già pronto a prendere contatto con la squadra: il suo primo allenamento è previsto oggi alle ore 16 al centro tecnico Niccolò Galli.

Nel comunicato ufficiale il club ha inoltre ringraziato Domenico Tedesco per il lavoro svolto, augurando al tecnico e al suo staff le migliori fortune professionali.

Domani la presentazione ufficiale

Per Palladino inizierà quindi immediatamente il lavoro sul campo. La società ha comunicato anche che domani si terrà la presentazione ufficiale del nuovo allenatore, occasione nella quale il tecnico potrà illustrare le prime idee per il suo Bologna.

Classe 1984, Palladino ha iniziato la carriera da allenatore nel settore giovanile del Monza, prima di essere promosso alla guida della prima squadra nel settembre 2022. Da lì è iniziato il suo percorso ad alto livello.

Il Bologna punta ora sulla sua filosofia di gioco per provare a cambiare passo rapidamente. Il primo obiettivo sarà conoscere la rosa e preparare immediatamente i prossimi impegni ufficiali.

La nuova era rossoblù è dunque cominciata: Raffaele Palladino è ufficialmente il nuovo allenatore del Bologna.

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Bologna, Palladino: come gioca e come può adattarsi alla squadra

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Il Bologna può cambiare volto con Raffaele Palladino, allenatore che nel corso della propria carriera ha costruito gran parte della sua identità tattica attorno al 3-4-2-1, modulo capace di trasformarsi facilmente in un 3-4-3 durante la fase offensiva.

Il principio fondamentale del calcio di Palladino è l’occupazione razionale degli spazi. La costruzione parte generalmente dai tre difensori, mentre gli esterni hanno il compito di alzarsi molto e garantire ampiezza. Alle spalle della prima punta agiscono invece due giocatori tecnici, chiamati a muoversi tra le linee e creare superiorità.

Come gioca Palladino e come potrebbe adattare il Bologna

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Torbjørn Heggem ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La rosa rossoblù presenta diversi elementi potenzialmente adatti alle idee del tecnico. In difesa, Theate, Heggem e Vitik potrebbero rappresentare una possibile linea a tre, con alternative utili durante la stagione.

Sulle corsie, invece, giocatori come Holm, Miranda, Zortea e Alhassane potrebbero beneficiare di una posizione più avanzata rispetto a una tradizionale difesa a quattro.

A centrocampo Palladino potrebbe puntare sulla fisicità e sugli inserimenti di Ferguson e Pobega, alternandoli con elementi maggiormente portati alla gestione del pallone.

Particolarmente interessante sarebbe poi la gestione della trequarti. Bernardeschi, Odgaard e Cambiaghi potrebbero trovare spazio alle spalle del centravanti, garantendo tecnica, movimento e capacità di attaccare la profondità.

Dovbyk o Piccoli come riferimento offensivo

Davanti, Palladino avrebbe la possibilità di scegliere tra Dovbyk e Piccoli, due attaccanti differenti ma entrambi utilizzabili come riferimento centrale.

Il lavoro principale del nuovo tecnico dovrà però riguardare soprattutto equilibrio, compattezza e organizzazione senza palla. Il Bologna dispone di caratteristiche interessanti per il calcio di Palladino: il vero banco di prova sarà capire quanto velocemente la squadra riuscirà ad assimilare i nuovi principi tattici.

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Bologna, Tedesco a rischio esonero: Palladino in pole

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Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna è improvvisamente diventato uno dei temi più caldi di queste ore. L’avvio di campionato dei rossoblù è stato decisamente al di sotto delle aspettative e la società starebbe riflettendo seriamente sulla possibilità di un cambio di guida tecnica.

Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo alla classifica: dopo le prime quattro giornate di Serie A il Bologna ha conquistato appena un punto, incassando tre sconfitte. Un rendimento che non soddisfa la dirigenza, soprattutto per una squadra costruita con l’obiettivo di mantenersi competitiva nelle zone importanti della graduatoria.

Tedesco-Bologna, confronto con la società

Nelle ultime ore ci sarebbe stato un confronto tra Tedesco e i vertici del Bologna per analizzare le difficoltà emerse in questo inizio di stagione.

Le sconfitte contro avversarie di livello come Lazio, Atalanta e Napoli possono certamente avere delle attenuanti, ma a preoccupare non sarebbero soltanto i risultati. Il club starebbe valutando anche la crescita complessiva della squadra e una proposta di gioco che, almeno fino a questo momento, non avrebbe pienamente convinto.

Tedesco avrebbe assunto le proprie responsabilità durante il confronto con la società, ma questo potrebbe non essere sufficiente per garantirgli la permanenza in panchina.

La situazione resta quindi particolarmente delicata e non è escluso un esonero già prima della prossima partita contro il Torino.

Palladino in Pole secondo Fabrizio Romano

Il Bologna, proprio per non farsi trovare impreparato, starebbe già valutando alcune possibili alternative. Sono soprattutto tre gli allenatori accostati alla panchina rossoblù, ma uno è in Pole secondo Fabrizio Romano

Il primo è Raffaele Palladino, profilo che potrebbe rappresentare una soluzione interessante per filosofia di gioco e capacità di lavorare con calciatori giovani. Il suo nome viene indicato tra quelli seguiti con maggiore attenzione dalla dirigenza.

Tra le possibili soluzioni c’è poi Stefano Pioli, tecnico di grande esperienza e abituato a gestire squadre con ambizioni importanti. Un profilo di spessore che rappresenterebbe una scelta differente rispetto a quella iniziale fatta con Tedesco.

Il terzo nome è quello di Roberto D’Aversa, allenatore che conosce molto bene il campionato italiano e che potrebbe garantire esperienza immediata nella gestione di una situazione complicata.

Ore decisive per la panchina del Bologna

Al momento non risulta ancora presa una decisione definitiva. Il Bologna deve scegliere se concedere ulteriore fiducia a Tedesco, permettendogli di giocarsi una possibilità di riscatto contro il Torino, oppure intervenire immediatamente con un cambio in panchina.

La sensazione è però che le prossime ore possano diventare decisive. Dopo appena quattro giornate di campionato uno scenario del genere appariva difficilmente prevedibile, ma il rendimento della squadra ha accelerato le valutazioni della società.

Il Bologna vuole evitare che il momento negativo si trasformi in una vera e propria crisi. Tedesco resta per ora l’allenatore rossoblù, ma la sua posizione è diventata molto fragile. Sullo sfondo Palladino sembra il predestinato

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