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Supercoppa, la finale: la conferenza di Vincenzo Italiano

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Calciomercato Bologna, Italiano

Lunedì è giorno di finale di Supercoppa e gli allenatori di Bologna e Napoli intervengono in conferenza stampa: ecco quella di Vincenzo Italiano.

La competizione della Supercoppa Italiana, eccezionalmente ospitata a Riyadh, è giunta ormai ai titoli di coda. E la finalissima, in programma domani, avrà per protagonisti il Napoli di Antonio Conte e il Bologna di Vincenzo Italiano.

Alla vigilia della partita che decreterà il vincitore, ha parlato l’allenatore rossoblù: ecco cosa ha dichiarato in conferenza stampa, insieme al giocatore Lorenzo De Silvestri.

Finale di Supercoppa, la conferenza di Vincenzo Italiano e Lorenzo De Silvestri

Sulla motivazione data da Baggio

(VI) “Baggio qui con noi? Ci ha dato la spinta anche in Coppa Italia, fu lui a portarla. Quella spinta è servita a dare qualcosa in più e abbiamo vinto. Abbiamo bisogno di ulteriori spinte. Ci giochiamo tantissimo.

Sull’importanza storica della finale

(VI) “Questa è una partita storica per tutta la città. Bisogna recuperare le energie per fare una grande partita, preparandola bene dal punto di vista mentale. Bisogna spingere forte”.

Sull’importanza del fattore testa

(VI) “Sono partite dove ci vuole tanto l’aspetto mentale, bisogna essere forti per 90 minuti. In semifinale non ci siamo mai disuniti e siamo rimasti dentro la gara e alla fine siamo stati premiati. Bisogna essere al top della condizione perchè può accadere di tutto”.

Le parole di De Silvestri

(DS) “Noi siamo una bella realtà sotto il profilo umano. Tutti parlano motivano gli altri per tirare fuori il massimo. Avere un solo leader non è bello. La coppa è qui e noi abbiamo l’esperienza della finale di Coppa Italia”.

Sul bisogno di concentrazione

(VI) “Non abbiamo ansia, dobbiamo allontanarla. Esistono grande attesa ed emozione. Massima concentrazione e attenzione su quello che andremo a fare. Domani dobbiamo mandare in campo chi può performare ad un livello altissimo. La gioia di aver vinto la semifinale può dare la possibilità di recuperare in fretta”.

Sull’apporto di De Silvestri

(DS) “Io vado molto a braccio e mi fido del mio istinto. Metto a disposizione la mia esperienza. Questo gruppo performa da tre stagioni in modo incredibile. Tutti sanno quello che devono fare”.

Sull’emozione di una “prima volta”

(VI) “Questa è la mia prima finale di Supercoppa. Abbiamo giocato diverse partite come queste, ma ricordi quello che è accaduto alla fine, non quello che hai fatto prima. Domani ci giochiamo tantissimo contro un nuovo avversario. Non puoi preparare questa partita come hai fatto con un’altra prima. Dobbiamo dar gioia a noi stessi e al nostro pubblico”.

Sulla Coppa vista dal vivo

(VI) “La coppa dal vivo è molto bella. È da portare a casa? Inutile dire che già è un successo. Quando si giocano le finali vuoi vincere e alzare il trofeo. Non si può toccare, ma ora posso guardarla”.

Sulla formazione di domani

(VI) “Dubbi di formazione? Domani la dobbiamo cambiare perchè Bernardeschi si è fatto male. Per noi è una perdita pesante e stava svoltando sotto tutti i punti di vista. Mi dispiace: due clavicole in un anno è un’anomalia con due giocatori molto importanti“.

Sulle pressioni

(DS) “Abbiamo già fatto la storia con la Coppa Italia e siamo orgogliosi di questo. Però c’è una nuova sfida e ci sono nuovi risultati da ottenere. Questo deve essere motivo d’orgoglio. Le pressioni aumentano, ma sono bellissime, ti rendono vivo e ti piace affrontare squadre forti”.

Sulle finali

(VI) “Nel momento in cui perdi stai troppo male. Le finale vanno giocate e se le vinci ha un sapore diverso. Alcune le ho vinte, altre no. Ma ricordo che sono state giocate sempre a viso aperto e a testa alta”.

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Bologna, mercato da record: bilancio positivo di almeno 45 milioni

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BOLOGNA

Il Bologna ha centrato l’obiettivo economico fissato da Joey Saputo. Il mercato rossoblù ha prodotto un saldo positivo di almeno 45 milioni di euro, una cifra che potrebbe addirittura arrivare a circa 60 milioni a seconda dell’esercizio in cui verrà contabilizzata l’operazione relativa a Giovanni Fabbian.

A riportare i conti è il Corriere dello Sport: alla dirigenza composta da Claudio Fenucci, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio era stato richiesto di produrre circa 40 milioni di saldo attivo. Un traguardo che, numeri alla mano, sarebbe stato non soltanto raggiunto ma superato.

Bologna, quanto hanno fruttato le cessioni

La parte più importante arriva inevitabilmente dalle operazioni in uscita. Considerando solamente le cifre fisse e senza eventuali bonus, il trasferimento di Castro alla Roma avrebbe portato 35 milioni, mentre la cessione di Lucumí alla Juventus vale 20 milioni. A questi si aggiungono un milione per il prestito di Dallinga al Colonia e un altro milione per Dominguez al Sassuolo.

Il totale delle entrate indicate è quindi di 57 milioni, senza considerare i 15 milioni relativi a Fabbian qualora l’operazione venga inserita nel nuovo esercizio.

Sul fronte degli acquisti, invece, il Bologna ha investito finora 8,5 milioni per Amondarain e 3,5 milioni per Alhassane, per una spesa complessiva di 12 milioni.

Da tenere inoltre presente l’operazione Roberto Piccoli: l’accordo con la Fiorentina prevede un obbligo di riscatto da 18 milioni di euro nel giugno 2027 al verificarsi della condizione legata alla permanenza in categoria.

Dal punto di vista finanziario, dunque, la missione può essere considerata compiuta. Capire se il Bologna sia riuscito anche a mantenere o aumentare il proprio valore tecnico sarà invece il campo a stabilirlo. Dopo partenze pesanti come quelle di Castro e Lucumí, la nuova squadra è chiamata a dimostrare che il grande attivo di mercato non è stato ottenuto sacrificando le ambizioni sportive.

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Calciomercato

Bologna, Orsolini ci siamo: accordo fino al 2029, cifre e dettagli

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Bologna, Orsolini

Orsolini Bologna. Il Bologna e Riccardo Orsolini sono pronti a continuare insieme. Una delle questioni più importanti dell’estate rossoblù sembra ormai arrivata alle battute conclusive, con l’esterno offensivo sempre più vicino alla firma sul nuovo contratto.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, l’intesa prevede un accordo fino al 2029 con opzione per prolungare ulteriormente fino al 2030. Un rinnovo che potrebbe trasformare definitivamente Orsolini in uno dei simboli della storia recente del Bologna.

Al momento, tuttavia, è corretto parlare di rinnovo imminente: le ultime fonti disponibili indicano infatti che manca sostanzialmente l’annuncio ufficiale del club. Anche Sky Sport aveva indicato il periodo successivo al 15 agosto come quello previsto per la firma.

Orsolini Bologna, contratto fino al 2029 e opzione per il 2030

La durata del nuovo accordo testimonia quanto il Bologna creda ancora in Orsolini e quanto lo stesso giocatore abbia intenzione di proseguire il suo percorso sotto le Due Torri.

La formula sulla quale le parti hanno lavorato prevede tre ulteriori anni di contratto, con la possibilità di aggiungerne un quarto attraverso un’opzione. In questo modo Orsolini potrebbe arrivare a vestire la maglia rossoblù fino al 2030.

Una prospettiva particolarmente significativa considerando che il rapporto tra il giocatore e Bologna è iniziato nel 2018. Una storia lunga, fatta di crescita personale e collettiva, fino a trasformare Orsolini in uno dei riferimenti tecnici e caratteriali della squadra.

Quanto guadagnerà Orsolini con il nuovo contratto

Uno degli aspetti centrali della trattativa è stato inevitabilmente quello economico.

Le cifre riportate parlano di un ingaggio da circa 2,2 milioni di euro netti a stagione più bonus, una somma che rappresenterebbe uno sforzo importante da parte della società rossoblù.

Proprio l’ingaggio avrebbe contribuito ad allungare i tempi della trattativa. Il Bologna aveva infatti individuato nei 2,2 milioni di parte fissa il limite massimo sostenibile per l’operazione, mentre il giocatore chiedeva soprattutto che il suo peso all’interno del progetto venisse riconosciuto anche attraverso il nuovo contratto.

Alla fine, le distanze sembrano essere state superate.

Orsolini Bologna, sempre più simbolo della squadra

Il possibile rinnovo non sarebbe soltanto una normale operazione contrattuale. Per il Bologna avrebbe un significato molto più ampio.

Orsolini è ormai uno dei volti più riconoscibili della squadra e negli ultimi anni ha raggiunto una continuità realizzativa importante. La fonte sottolinea come l’esterno abbia raggiunto la doppia cifra complessiva per quattro stagioni consecutive, un rendimento che ha rafforzato la sua posizione all’interno del progetto tecnico.

L’esterno di Ascoli è diventato nel tempo un giocatore profondamente legato all’ambiente rossoblù, attraversando diverse fasi della crescita del club e diventando protagonista anche delle stagioni che hanno riportato Bologna ad affacciarsi stabilmente sul calcio europeo.

Bologna, il rinnovo di Orsolini è un segnale importante

In un’estate caratterizzata inevitabilmente dalle trattative di mercato, dalle partenze e dall’arrivo di nuovi giocatori, trattenere uno degli elementi più rappresentativi della squadra può valere quasi quanto un grande acquisto.

Il Bologna vuole continuare a costruire mantenendo alcuni punti di riferimento e Orsolini rientra inevitabilmente in questa categoria.

Dopo una trattativa durata diversi mesi, il finale sembra ormai scritto: Orsolini e il Bologna sono vicinissimi a proseguire insieme almeno fino al 2029, con la possibilità di arrivare fino al 2030.

Manca ancora il passaggio più atteso, quello dell’ufficialità. Ma la fumata bianca, salvo sorprese, sembra davvero essere dietro l’angolo.

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Ciro Immobile lascia il calcio: il Bologna tra le ultime tappe di una carriera straordinaria

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Ciro Immobile dice addio al calcio giocato. A 36 anni uno degli attaccanti italiani più prolifici degli ultimi decenni ha deciso di chiudere una carriera durata 17 anni da professionista. La notizia è stata annunciata il 14 agosto 2026 dal Paris FC, ultima squadra del centravanti campano.

Una storia che inevitabilmente riguarda anche il Bologna, anche se l’avventura rossoblù è stata decisamente più breve e complicata di quanto si potesse immaginare al momento del suo arrivo.

Immobile e il Bologna, un’avventura condizionata dall’infortunio

Il Bologna aveva ufficializzato l’acquisto di Immobile il 10 luglio 2025, riportando in Serie A un attaccante che nel campionato italiano aveva già scritto pagine importanti.

L’entusiasmo era stato immediato, ma l’esordio in campionato contro la Roma si trasformò presto in una brutta notizia: Immobile riportò una lesione del retto femorale destro, con uno stop inizialmente stimato in circa otto settimane.

Un problema che condizionò pesantemente tutta la sua esperienza sotto le Due Torri. Alla fine furono 9 le presenze complessive con la maglia del Bologna, senza riuscire a trovare il gol.

Il 1° febbraio 2026 arrivò poi la cessione definitiva al Paris FC, che sarebbe diventato l’ultimo club della sua carriera.

Un campione passato anche da Bologna

Quella rossoblù resterà quindi una parentesi breve, ma particolare nella storia di Immobile. Bologna ha avuto la possibilità di vedere da vicino un attaccante capace di diventare il miglior marcatore di sempre della Lazio con 207 reti, conquistare quattro classifiche marcatori della Serie A e vincere la Scarpa d’Oro europea nel 2020. Con l’Italia ha inoltre conquistato l’Europeo nel 2021.

Come riportato anche da Ju24.it, la carriera di Immobile era cominciata ad altissimo livello nel settore giovanile della Juventus, prima di attraversare Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e infine Parigi.

Per i tifosi del Bologna resta soprattutto il rammarico di non aver potuto vedere il vero Immobile con continuità. L’infortunio arrivato praticamente subito gli ha impedito di lasciare il segno a suon di gol anche al Dall’Ara.

Il suo nome, però, rimarrà comunque nella storia recente rossoblù: Bologna è stata una delle ultime fermate italiane di uno dei più grandi bomber della sua generazione.

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