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Colombo, cosa si nasconde dietro la divisa?

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Dietro la divisa di Colombo, l’arbitro che dirigerà la finale di Supercoppa italiana a Ryad, c’è la storia di un uomo che ha bruciato le tappe.

Nato a Como nel 1990, Colombo non è solo un “fischietto” di talento; è anche un personaggio con sfaccettature che pochi conoscono.

​E’ l’orgoglio della sezione AIA di Como. Il primo arbitro comasco della storia a debuttare in Serie A (nel dicembre 2021, in un Torino-Empoli, con un cartellino rosso sventolato ad un giocatore del Toro).

​In campo lo riconosci subito: fisico atletico, postura dritta e una chioma sempre impeccabile anche al 90′. I colleghi e gli appassionati lo hanno soprannominato scherzosamente il “modello”.

Appartiene alla nuova scuola di Gianluca Rocchi: lascia correre molto, fischia poco i “contatti leggeri” e cerca di mantenere alto il tempo di gioco effettivo.

​A differenza di molti suoi colleghi del passato, appartiene alla generazione che sa comunicare. È noto per essere un grande appassionato di sport e di viaggi.

Colombo, metodico come un allenatore

Chi lo conosce lo descrive come una persona estremamente metodica: studia i movimenti degli attaccanti e dei difensori sui video prima di ogni match, quasi come se fosse un allenatore.

​Rocchi lo considera il prototipo dell’arbitro del futuro: giovane, atletico, autorevole ma capace di dialogare con i campioni senza sudditanza psicologica.

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Marco Guida arbitra Bologna Torino

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Marco Guida arbitra Bologna Torino

Marco Guida ama ripetere una frase significativa.

La differenza tra un buon fischietto e un grande arbitro risiede tutta nella capacità di leggere la gara prima ancora che gli episodi accadano.

Una filosofia di vita e di campo che il fischietto della sezione di Torre Annunziata si prepara a mettere nuovamente in pratica nella delicata sfida tra Bologna e Torino.
​Con oltre dieci anni di esperienza nella massima serie e il prestigioso stemma FIFA sul petto, Guida rappresenta oggi una delle garanzie più solide del designatore Gianluca Rocchi.

La sua gestione della gara si distingue per uno stile europeo: dialogo costante con i capitani e ricorso misurato ai cartellini.

Oltre ad un’inclinazione naturale a lasciar correre il gioco quando il ritmo lo consente, senza però tollerare proteste o condotte violentemente anti-sportive.
La designazione di Marco Guida per questa sfida evidenzia la volontà della CAN di affidare una partita d’alta classifica a un profilo esperto.

Un arbitro capace di mantenere il controllo con l’autorevolezza di chi sa che la decisione migliore è spesso quella presa con lucidità nei primi novanta secondi.

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Il pensiero del romantico Tarozzi

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Bologna Casteldebole Tedesco

Il pensiero del romantico Tarozzi.

Esonerare l’allenatore che non ha avuto ancora la possibilità di lavorare a lungo ed esprimere il proprio gioco è un errore.

Sicuramente ci sono cose che non sono di pubblica conoscenza.
Per quello mostrato finora il Bologna non era una squadra allo sbando che non segue le direttive tecniche.

Per quanto riguarda Palladino. così a pelle non piace.
Ma il lavoro di un allenatore non si giudica prima; prima bisogna vederli lavorare in campo.

Per questo non va esaminato il lavoro di Tedesco.
Perché non ha avuto tempo sufficiente per mostrare le sue qualità.

Palladino in serie A ha fatto bene, anche se il suo modo di giocare non è esaltante.
Il pensiero del romantico Tarozzi.

Essendo tale può sempre cambiare opinione.
Innamorarsi di un gioco diverso da quello che preferisce può sempre capitare.

A questo punto, essendo appunto un sentimentale, avrebbe preso a scatola chiusa Thiago Motta.

 

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Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna

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Chi è Juan Luca Sacchi

Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.

Ponetevi sempre degli obiettivi, nel breve e nel lungo termine.

“La carriera di un arbitro non è mai una linea retta, servono impegno e metodo per raggiungere ciascuno il proprio sogno”.

E’ quanto evidenziato in uno dei suoi incontri sezionali Kevin Bonacina, arbitro designato per Napoli Bologna
Una chiamata prestigiosa sul prato del “Diego Armando Maradona”.

Rappresenta un test cruciale per il direttore di gara lombardo.
La direzione di un match come Napoli-Bologna impone una rigorosa applicazione del regolamento.

Il tutto unito ad una spiccata capacità di game management.

La gestione dei flussi di gioco, il controllo delle proteste e la reattività nel supporto alla tecnologia VAR.

Questi rappresentano i parametri chiave sui quali verrà valutata la sua prestazione.

Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
L’impegno al “Maradona” si configura non soltanto come una tappa di rilievo nel percorso di maturazione all’interno della CAN.

E’ anche il risultato dell’applicazione pratica del modello di rigore e presenza della sua personalità.

Che lo stesso Bonacina ha promosso nel suo lavoro formativo con l’Associazione Italiana Arbitri.

Ha solo 2 precedenti con il Bologna; entrambi i casi i match sono finiti in parità.

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