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Genoa 3-2 Bologna, la cronaca della partita

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Skorupski bologna

Il Bologna domina per un’ora e scappa sul 2-0 con Ferguson e autogol di Otoa. Poi l’episodio di Skorupski cambia il mondo: il Genoa rimonta e vince 3-2 nel recupero.

 Il calcio sa essere uno sport spietato, e il Bologna visto oggi al Ferraris ne è la prova vivente. Per quasi sessanta minuti, la squadra di Vincenzo Italiano ha impartito una lezione di gioco, personalità e possesso, salvo poi sciogliersi sotto i colpi del destino e degli errori (propri e non), lasciando tre punti pesantissimi sul prato di Marassi.

Primo tempo del Bologna

Italiano sceglie la sorpresa: Ciro Immobile titolare dal primo minuto nel 4-2-3-1, supportato da un Rowe in stato di grazia. L’avvio è un monologo emiliano. Dopo venti minuti di studio, il Bologna prende totalmente il comando delle operazioni. Un ispiratissimo Rowe ara la fascia di Martin, creando varchi continui, mentre il centrocampo guidato da Freuler e Dominguez nasconde il pallone ai liguri.

Il vantaggio è nell’aria e si concretizza al 35’: Dominguez vede Ferguson al limite dell’area; il capitano scaglia un destro chirurgico che bacia il palo e si insacca. Il Genoa di De Rossi barcolla, incapace di reagire, e Bijlow deve ringraziare la mira di Ferguson che, poco prima, aveva sfiorato il raddoppio di testa.

Secondo tempo

L’inizio della ripresa sembra il preludio a una serata trionfale. Passano meno di trenta secondi e il Bologna raddoppia: Rowe accelera ancora, serve l’inserimento di Zortea il cui cross viene deviato in modo decisivo da Otoa nella propria porta. Sullo 0-2, la partita sembra in ghiaccio.

Tuttavia, al 56’, il castello di certezze rossoblù crolla per un’ingenuità fatale. Skorupski si avventura in un controllo palla fuori area, perde il rimpallo e stende Vitinha. Per l’arbitro Maresca non ci sono dubbi: rosso diretto per chiara occasione da gol, decisione confermata dal VAR. Italiano è costretto a togliere Dominguez per inserire Ravaglia, ma il portiere subentrato viene gelato dopo pochi istanti dalla punizione di Malinovskyi.

In dieci uomini, il Bologna perde le distanze. La tensione sale e anche i leader perdono la calma: Immobile, nervoso, rischia il rosso per un brutto fallo su Messias, venendo graziato dall’arbitro. Il finale è un assedio genoano alimentato dai cambi di De Rossi. Al 78’ arriva il pari con una mezza rovesciata acrobatica di Ekuban che sfrutta una confusione della retroguardia bolognese.

Quando il pareggio sembrava ormai il male minore da portare a casa, al 90’ arriva la beffa definitiva: Messias inventa una parabola magica all’incrocio che trafigge un Ravaglia apparso incerto nella gestione dei momenti chiave. Il Bologna resta fermo a quota 30 punti in ottava posizione, masticando il fiele per una partita dominata e letteralmente buttata via negli episodi.

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Bologna, mercato da record: bilancio positivo di almeno 45 milioni

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BOLOGNA

Il Bologna ha centrato l’obiettivo economico fissato da Joey Saputo. Il mercato rossoblù ha prodotto un saldo positivo di almeno 45 milioni di euro, una cifra che potrebbe addirittura arrivare a circa 60 milioni a seconda dell’esercizio in cui verrà contabilizzata l’operazione relativa a Giovanni Fabbian.

A riportare i conti è il Corriere dello Sport: alla dirigenza composta da Claudio Fenucci, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio era stato richiesto di produrre circa 40 milioni di saldo attivo. Un traguardo che, numeri alla mano, sarebbe stato non soltanto raggiunto ma superato.

Bologna, quanto hanno fruttato le cessioni

La parte più importante arriva inevitabilmente dalle operazioni in uscita. Considerando solamente le cifre fisse e senza eventuali bonus, il trasferimento di Castro alla Roma avrebbe portato 35 milioni, mentre la cessione di Lucumí alla Juventus vale 20 milioni. A questi si aggiungono un milione per il prestito di Dallinga al Colonia e un altro milione per Dominguez al Sassuolo.

Il totale delle entrate indicate è quindi di 57 milioni, senza considerare i 15 milioni relativi a Fabbian qualora l’operazione venga inserita nel nuovo esercizio.

Sul fronte degli acquisti, invece, il Bologna ha investito finora 8,5 milioni per Amondarain e 3,5 milioni per Alhassane, per una spesa complessiva di 12 milioni.

Da tenere inoltre presente l’operazione Roberto Piccoli: l’accordo con la Fiorentina prevede un obbligo di riscatto da 18 milioni di euro nel giugno 2027 al verificarsi della condizione legata alla permanenza in categoria.

Dal punto di vista finanziario, dunque, la missione può essere considerata compiuta. Capire se il Bologna sia riuscito anche a mantenere o aumentare il proprio valore tecnico sarà invece il campo a stabilirlo. Dopo partenze pesanti come quelle di Castro e Lucumí, la nuova squadra è chiamata a dimostrare che il grande attivo di mercato non è stato ottenuto sacrificando le ambizioni sportive.

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Bologna, Orsolini ci siamo: accordo fino al 2029, cifre e dettagli

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Bologna, Orsolini

Orsolini Bologna. Il Bologna e Riccardo Orsolini sono pronti a continuare insieme. Una delle questioni più importanti dell’estate rossoblù sembra ormai arrivata alle battute conclusive, con l’esterno offensivo sempre più vicino alla firma sul nuovo contratto.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, l’intesa prevede un accordo fino al 2029 con opzione per prolungare ulteriormente fino al 2030. Un rinnovo che potrebbe trasformare definitivamente Orsolini in uno dei simboli della storia recente del Bologna.

Al momento, tuttavia, è corretto parlare di rinnovo imminente: le ultime fonti disponibili indicano infatti che manca sostanzialmente l’annuncio ufficiale del club. Anche Sky Sport aveva indicato il periodo successivo al 15 agosto come quello previsto per la firma.

Orsolini Bologna, contratto fino al 2029 e opzione per il 2030

La durata del nuovo accordo testimonia quanto il Bologna creda ancora in Orsolini e quanto lo stesso giocatore abbia intenzione di proseguire il suo percorso sotto le Due Torri.

La formula sulla quale le parti hanno lavorato prevede tre ulteriori anni di contratto, con la possibilità di aggiungerne un quarto attraverso un’opzione. In questo modo Orsolini potrebbe arrivare a vestire la maglia rossoblù fino al 2030.

Una prospettiva particolarmente significativa considerando che il rapporto tra il giocatore e Bologna è iniziato nel 2018. Una storia lunga, fatta di crescita personale e collettiva, fino a trasformare Orsolini in uno dei riferimenti tecnici e caratteriali della squadra.

Quanto guadagnerà Orsolini con il nuovo contratto

Uno degli aspetti centrali della trattativa è stato inevitabilmente quello economico.

Le cifre riportate parlano di un ingaggio da circa 2,2 milioni di euro netti a stagione più bonus, una somma che rappresenterebbe uno sforzo importante da parte della società rossoblù.

Proprio l’ingaggio avrebbe contribuito ad allungare i tempi della trattativa. Il Bologna aveva infatti individuato nei 2,2 milioni di parte fissa il limite massimo sostenibile per l’operazione, mentre il giocatore chiedeva soprattutto che il suo peso all’interno del progetto venisse riconosciuto anche attraverso il nuovo contratto.

Alla fine, le distanze sembrano essere state superate.

Orsolini Bologna, sempre più simbolo della squadra

Il possibile rinnovo non sarebbe soltanto una normale operazione contrattuale. Per il Bologna avrebbe un significato molto più ampio.

Orsolini è ormai uno dei volti più riconoscibili della squadra e negli ultimi anni ha raggiunto una continuità realizzativa importante. La fonte sottolinea come l’esterno abbia raggiunto la doppia cifra complessiva per quattro stagioni consecutive, un rendimento che ha rafforzato la sua posizione all’interno del progetto tecnico.

L’esterno di Ascoli è diventato nel tempo un giocatore profondamente legato all’ambiente rossoblù, attraversando diverse fasi della crescita del club e diventando protagonista anche delle stagioni che hanno riportato Bologna ad affacciarsi stabilmente sul calcio europeo.

Bologna, il rinnovo di Orsolini è un segnale importante

In un’estate caratterizzata inevitabilmente dalle trattative di mercato, dalle partenze e dall’arrivo di nuovi giocatori, trattenere uno degli elementi più rappresentativi della squadra può valere quasi quanto un grande acquisto.

Il Bologna vuole continuare a costruire mantenendo alcuni punti di riferimento e Orsolini rientra inevitabilmente in questa categoria.

Dopo una trattativa durata diversi mesi, il finale sembra ormai scritto: Orsolini e il Bologna sono vicinissimi a proseguire insieme almeno fino al 2029, con la possibilità di arrivare fino al 2030.

Manca ancora il passaggio più atteso, quello dell’ufficialità. Ma la fumata bianca, salvo sorprese, sembra davvero essere dietro l’angolo.

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Ciro Immobile lascia il calcio: il Bologna tra le ultime tappe di una carriera straordinaria

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Ciro Immobile dice addio al calcio giocato. A 36 anni uno degli attaccanti italiani più prolifici degli ultimi decenni ha deciso di chiudere una carriera durata 17 anni da professionista. La notizia è stata annunciata il 14 agosto 2026 dal Paris FC, ultima squadra del centravanti campano.

Una storia che inevitabilmente riguarda anche il Bologna, anche se l’avventura rossoblù è stata decisamente più breve e complicata di quanto si potesse immaginare al momento del suo arrivo.

Immobile e il Bologna, un’avventura condizionata dall’infortunio

Il Bologna aveva ufficializzato l’acquisto di Immobile il 10 luglio 2025, riportando in Serie A un attaccante che nel campionato italiano aveva già scritto pagine importanti.

L’entusiasmo era stato immediato, ma l’esordio in campionato contro la Roma si trasformò presto in una brutta notizia: Immobile riportò una lesione del retto femorale destro, con uno stop inizialmente stimato in circa otto settimane.

Un problema che condizionò pesantemente tutta la sua esperienza sotto le Due Torri. Alla fine furono 9 le presenze complessive con la maglia del Bologna, senza riuscire a trovare il gol.

Il 1° febbraio 2026 arrivò poi la cessione definitiva al Paris FC, che sarebbe diventato l’ultimo club della sua carriera.

Un campione passato anche da Bologna

Quella rossoblù resterà quindi una parentesi breve, ma particolare nella storia di Immobile. Bologna ha avuto la possibilità di vedere da vicino un attaccante capace di diventare il miglior marcatore di sempre della Lazio con 207 reti, conquistare quattro classifiche marcatori della Serie A e vincere la Scarpa d’Oro europea nel 2020. Con l’Italia ha inoltre conquistato l’Europeo nel 2021.

Come riportato anche da Ju24.it, la carriera di Immobile era cominciata ad altissimo livello nel settore giovanile della Juventus, prima di attraversare Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e infine Parigi.

Per i tifosi del Bologna resta soprattutto il rammarico di non aver potuto vedere il vero Immobile con continuità. L’infortunio arrivato praticamente subito gli ha impedito di lasciare il segno a suon di gol anche al Dall’Ara.

Il suo nome, però, rimarrà comunque nella storia recente rossoblù: Bologna è stata una delle ultime fermate italiane di uno dei più grandi bomber della sua generazione.

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