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Basket, la Fortitudo ancora in testa alla classifica

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La Fortitudo non si ferma più. Dopo il blitz di Pesaro, i ragazzi di coach Caja completano l’opera al PalaDozza, superando la Unicusano Avellino per 71-62.

Non è stata una serata per palati fini, ma una vera e propria battaglia di trincea, spigolosa e fisica, che regala alla “Effe” il primato solitario in Serie A2 complice lo scivolone di Brindisi.

L’avvio della Fortitudo: tra protesta e furore agonistico

Il pre-partita è segnato dal messaggio della Fossa dei Leoni, che con uno striscione prende le distanze dal basket moderno e dal “caro biglietti”. Sul parquet, però, la risposta della squadra è immediata e feroce. Bologna aggredisce ogni centimetro di campo, sporcandosi le ginocchia e trovando ottime percentuali al tiro: il primo quarto si chiude sul 25-17, tra gli applausi di un palazzo elettrico.

Nel secondo periodo il vantaggio tocca il picco del +15. La Flats Service sembra padrona del destino, trascinata da un Paulius Sorokas monumentale (24 punti e 18 rimbalzi per lui). Tuttavia, gli irpini iniziano a indurire la difesa, rallentando l’impeto dei padroni di casa e rosicchiando terreno fino al 40-32 dell’intervallo lungo.

La ripresa trasforma il match in un’epopea sportiva. La fluidità della Fortitudo svanisce sotto i colpi di una difesa ospite che non fa sconti. Il momento più drammatico arriva con l’infortunio di Matteo Imbrò: il playmaker è costretto ad abbandonare il campo a braccia per un problema al ginocchio destro che tiene tutto l’ambiente col fiato sospeso.

Il clima si surriscalda. Coach Caja va su tutte le furie per alcune amnesie difensive di Moore e per una terna arbitrale apparsa spesso fuori ritmo. Tra un tecnico alla panchina e il quarto fallo prematuro di Fantinelli, la gara diventa una corrida. Eppure, nonostante la sofferenza sotto canestro, Bologna tiene i denti stretti e approda all’ultimo riposo avanti 56-47.

Il finale

L’atto finale vede la Fortitudo perdere per falli sia Moore che Fantinelli, restando di fatto senza timonieri. Avellino prova il tutto per tutto con Lewis (18 punti) e Mussini, ma sbatte contro il muro eretto da Simon Anumba — preziosissimo con 12 punti di pura energia — e l’onnipotenza fisica di Sorokas.

Sono i loro guizzi a spegnere ogni velleità di rimonta ospite e a fissare il risultato sul definitivo 71-62. Una vittoria di carattere che conferma la maturità di un gruppo capace di vincere anche quando il talento deve lasciare spazio alla sciabola. Con il primato in tasca, sognare il grande salto non è più un tabù.

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Bologna-Torino, i convocati di Palladino: c’è Orsolini

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Bologna, Orsolini

Il Bologna ha comunicato l’elenco dei giocatori convocati da Raffaele Palladino per la sfida contro il Torino. Sono 26 i rossoblù a disposizione del tecnico per il prossimo impegno di campionato.

La notizia più importante riguarda Riccardo Orsolini, regolarmente presente nella lista dopo il ritorno in gruppo degli ultimi giorni. Nel reparto offensivo Palladino potrà inoltre contare su Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard e Piccoli.

Assenze e scelte che permetteranno al nuovo allenatore rossoblù di iniziare a delineare il Bologna che ha in mente, con diverse soluzioni soprattutto dalla trequarti in avanti.

Bologna-Torino, l’elenco completo dei convocati

Portieri: Happonen, Pessina, Skorupski.

Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Helland, Holm, Miranda, Rahim, Theate, Vitik, Zortea.

Centrocampisti: Amondarain, El Azzouzi, Ferguson, Libra, Moro, Pobega.

Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard, Orsolini, Piccoli.

RAFFAELE PALLADNO ( FOTO KEYPRESS )

Palladino ritrova Orsolini

Particolare attenzione sarà rivolta proprio alle condizioni di Orsolini, rientrato in gruppo alla vigilia della partita. La sua convocazione rappresenta un’opzione importante per il reparto offensivo, dove Palladino dispone di numerose alternative.

Tra gli uomini chiamati per la gara figurano anche Federico Bernardeschi, Roberto Piccoli e Samuel Mbangula, mentre a centrocampo saranno Ferguson e Pobega alcuni dei principali punti di riferimento.

In difesa non mancano le alternative, con Casale, Theate, Heggem, Holm e Miranda tutti inseriti nell’elenco. Adesso toccherà a Palladino decidere l’undici da schierare contro il Torino.

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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni: ecco il nuovo Bologna di Palladino

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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni – Il nuovo Bologna di Raffaele Palladino comincia a prendere forma. Sabato 19 settembre alle ore 15:00, contro il Torino al Dall’Ara, il tecnico farà il suo esordio sulla panchina rossoblù e potrebbe immediatamente introdurre una delle principali caratteristiche del suo calcio: la difesa a tre.

Palladino ha spiegato nella conferenza di presentazione che la rosa è stata costruita prevalentemente per giocare con quattro difensori, ma ha anche sottolineato come gli interpreti a disposizione consentano di passare a un sistema con tre centrali e due esterni a tutta fascia. Il tecnico ha definito il Bologna una squadra potenzialmente “camaleontica”.

Bologna, Palladino prova il 3-4-2-1

Le ultime indicazioni portano verso un 3-4-2-1, che potrebbe trasformarsi in un 3-4-3 quando il Bologna è in possesso del pallone.

Davanti a Skorupski dovrebbe essere schierata una linea composta da Helland, Heggem e Theate, anche se resta aperta la candidatura di Vitik per una maglia dal primo minuto. Sulle corsie ci sarebbero Holm a destra e Miranda a sinistra, due giocatori particolarmente adatti a coprire tutta la fascia.

In mezzo al campo Palladino potrebbe affidarsi alla coppia Ferguson-Pobega, chiamata a garantire equilibrio, inserimenti e aggressività.

La vera novità riguarda però l’attacco. Alle spalle della punta dovrebbero agire Bernardeschi e Cambiaghi, con Piccoli favorito per partire da centravanti.

Orsolini è tornato parzialmente ad allenarsi con il gruppo, ma Palladino ha spiegato che le sue condizioni saranno valutate in vista della partita. Dovbyk, invece, rimane uno dei giocatori da gestire dopo il periodo di stop.

Piccoli Bologna

Immagine Generata con AI

Bologna-Torino La nuova probabile formazione del Bologna di Palladino

BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Helland, Heggem, Theate; Holm, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Cambiaghi; Piccoli.
Allenatore: Raffaele Palladino.

Possibili alternative: Vitik insidia Helland nella difesa a tre, mentre Moro può contendere una maglia a Pobega. Orsolini potrebbe rappresentare una soluzione importante a gara in corso.

Come potrebbe giocare il nuovo Bologna

La disposizione iniziale potrebbe essere questa:

Skorupski

Helland – Heggem – Theate

Holm – Ferguson – Pobega – Miranda

Bernardeschi – Cambiaghi

Piccoli

L’obiettivo di Palladino sembra essere quello di dare maggiore ampiezza attraverso Holm e Miranda, liberando contemporaneamente i giocatori offensivi da eccessivi compiti sulla fascia.

Bernardeschi e Cambiaghi potrebbero quindi muoversi alle spalle di Piccoli, stringendo verso il centro del campo e lasciando spazio alle sovrapposizioni degli esterni.

In fase difensiva il 3-4-2-1 può invece trasformarsi rapidamente in un 5-4-1, con Holm e Miranda pronti ad abbassarsi sulla linea dei tre centrali.

Torino, Abate punta su Simeone e Vlasic

Il Torino di Ignazio Abate dovrebbe rispondere con un sistema molto simile, un 3-5-2 che può trasformarsi in 3-5-1-1 grazie alla libertà concessa a Vlasic.

Tra i pali dovrebbe esserci Perri, con Comuzzo, Coco e Cömert davanti al portiere. Fortini e Cacciamani sono candidati a occupare le corsie, mentre Gineitis, Mandragora e Fitz-Jim comporrebbero il centrocampo.

Davanti spazio alla qualità di Vlasic, pronto a muoversi alle spalle di Giovanni Simeone. Adams risulta invece indisponibile.

La probabile formazione del Torino

TORINO (3-5-2): Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlasic, Simeone.
Allenatore: Ignazio Abate.

Per Palladino sarà dunque subito un primo banco di prova importante. Più ancora del risultato, Bologna-Torino permetterà di capire quanto del nuovo sistema il tecnico sia riuscito già a trasferire alla squadra e soprattutto se la difesa a tre diventerà immediatamente il nuovo vestito tattico dei rossoblù.

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Bologna – Torino, il match program

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Piccoli Bologna

Al Dall’Ara per scacciare la crisi: il Bologna sfida i numeri e cerca la prima vittoria stagionale.

Il Bologna si prepara a tornare sul prato del Dall’Ara con l’obiettivo di invertire la rotta e ritrovare la via del gol. La sfida contro il Torino rappresenta uno snodo cruciale per gli uomini di Raffaele Palladino, chiamati a trasformare la tradizione favorevole in tre punti fondamentali per la classifica.

Bologna e Torino, le statistiche

I precedenti sotto le due Torri sorridono apertamente ai colori rossoblù. Nei 76 confronti ufficiali disputati a Bologna, il bilancio registra ben 38 vittorie emiliane, 24 pareggi e appena 14 successi granata. Il Torino non riesce infatti a strappare i tre punti al Dall’Ara da dieci anni: l’ultimo acuto ospite risale al 16 aprile 2016, quando un rigore allo scadere di Belotti firmò il definitivo 0-1. Da quel momento, il Bologna ha imposto il proprio dominio casalingo collezionando 4 vittorie, compreso il rocambolesco 3-2 del campionato 2024/25, e 6 pareggi.

Se la storia recente offre ampie garanzie, l’attualità impone però massima attenzione. Il Bologna è chiamato a sfatare il tabù casalingo che vede un solo successo nelle ultime 10 gare interne tra tutte le competizioni (il 2-0 sul Lecce datato 12 aprile 2026), a fronte di 4 pareggi e 5 K.O. A preoccupare è soprattutto la sterilità offensiva: insieme a Genoa e Parma, la squadra emiliana condivide il minor numero di reti segnate in questo avvio di Serie A 2026/27, con appena 2 marcatori differenti andati a segno finora.

La gara di oggi offre tuttavia l’occasione perfetta per lo sblocco dell’attacco rossoblù. Di fronte ci sarà infatti un Torino particolarmente vulnerabile sul piano difensivo e del gioco: i granata subiscono gol da 9 gare consecutive in A (17 reti incassate) e figurano come la compagine con meno tiri nello specchio della categoria (31) e la percentuale più alta di duelli persi (44,8%).

L’incontro segnerà inoltre il primo incrocio tattico tra Raffaele Palladino e Ignazio Abate. Per il tecnico granata si tratta del riscatto dopo il KO contro la Roma, prima caduta in carriera nel mese di settembre. Per il Bologna, invece, conta solo una cosa: fare la partita, sfruttare le debolezze degli avversari e riappropriarsi del fattore Dall’Ara.

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