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Quando si mosse la città

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Siamo nell’immediata vigilia della finale di Coppa Italia.

Poco meno di un anno fa 30.000 bolognesi invasero Roma.

Si mosse la città per aiutare il Bologna a fare la storia.

Con grande spirito di collaborazione.

Leggendario fu il soccorso ai malcapitati, i cui pullman svanirono nel vento, prima della partenza.

Alla fine, grazie al tam-tam degli aiuti, tutti arrivarono alla Capitale.

Quante emozioni sotto il cielo romano.

Già dall’ingresso in campo delle squadre si percepì che almeno sugli spalti il vantaggio fosse rosso-blu.

Una spinta impetuosa che non poteva non influenzare il rendimento dei giocatori bolognesi.

La Coppa Italia non l’ha vinta solo il Bologna, ma Bologna città.

L’ha vinta chi ci ha creduto di più e che ci ha messo più impegno.

L’ha vinta chi si è dimostrato più intelligente e forte, e l’ha meritata di più.

Quella sera l’emozione non ebbe voce, ma due colori: il rosso ed il blu.

Quest’anno, da spettatori, dobbiamo sperare nella vittoria dell’Inter.

Per mantenere qualche speranza di entrare nella prossima competizione dagli ottavi di finale.

Anche se la vittoria dei nerazzurri farebbe aumentare il rimpianto.

Il rammarico di un’altra occasione perduta.

Ma anche la speranza di ritornare a festaggiare in Piazza.

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Il parere dell'esperto

Marco Guida arbitra Bologna Torino

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Marco Guida arbitra Bologna Torino

Marco Guida ama ripetere una frase significativa.

La differenza tra un buon fischietto e un grande arbitro risiede tutta nella capacità di leggere la gara prima ancora che gli episodi accadano.

Una filosofia di vita e di campo che il fischietto della sezione di Torre Annunziata si prepara a mettere nuovamente in pratica nella delicata sfida tra Bologna e Torino.
​Con oltre dieci anni di esperienza nella massima serie e il prestigioso stemma FIFA sul petto, Guida rappresenta oggi una delle garanzie più solide del designatore Gianluca Rocchi.

La sua gestione della gara si distingue per uno stile europeo: dialogo costante con i capitani e ricorso misurato ai cartellini.

Oltre ad un’inclinazione naturale a lasciar correre il gioco quando il ritmo lo consente, senza però tollerare proteste o condotte violentemente anti-sportive.
La designazione di Marco Guida per questa sfida evidenzia la volontà della CAN di affidare una partita d’alta classifica a un profilo esperto.

Un arbitro capace di mantenere il controllo con l’autorevolezza di chi sa che la decisione migliore è spesso quella presa con lucidità nei primi novanta secondi.

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Il parere dell'esperto

Il pensiero del romantico Tarozzi

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Bologna Casteldebole Tedesco

Il pensiero del romantico Tarozzi.

Esonerare l’allenatore che non ha avuto ancora la possibilità di lavorare a lungo ed esprimere il proprio gioco è un errore.

Sicuramente ci sono cose che non sono di pubblica conoscenza.
Per quello mostrato finora il Bologna non era una squadra allo sbando che non segue le direttive tecniche.

Per quanto riguarda Palladino. così a pelle non piace.
Ma il lavoro di un allenatore non si giudica prima; prima bisogna vederli lavorare in campo.

Per questo non va esaminato il lavoro di Tedesco.
Perché non ha avuto tempo sufficiente per mostrare le sue qualità.

Palladino in serie A ha fatto bene, anche se il suo modo di giocare non è esaltante.
Il pensiero del romantico Tarozzi.

Essendo tale può sempre cambiare opinione.
Innamorarsi di un gioco diverso da quello che preferisce può sempre capitare.

A questo punto, essendo appunto un sentimentale, avrebbe preso a scatola chiusa Thiago Motta.

 

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Esclusive

Hector Puricelli, testina d’oro

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Hector Puricelli, testina d’oro.

Oggi ricorre il centodecimo anni dalla sua nascita.

La rivista “Guerin Sportivo” lo posizionò al diciannovesimo posto in una classifica dei cento rossoblù di sempre.

Il sommo giornalista  ‘Civ’ scrisse di lui: “Testina d’Oro perché quasi tutti i suoi tanti gol li infilava incornando spietatamente”.

Ettore Puricelli Debuttò in Serie A e con i felsinei il 18 settembre 1938, tre giorni dopo il suo compleanno.

E si fece un bel regalo, andando a segno.

Con il Bologna conquistò due scudetti e vinse altrettante volte la classifica cannonieri (la prima in coabitazione con il rossonero Aldo Boffi).

In Italia vestì anche le maglie di Lecco, Milan e Legnano.

Appese le scarpe al chiodo. ha allenato poi diversi club.

Nella sua carriera da allenatore manca però il Bologna.

Ad ogni modo. oggi un Hector Puricelli testina d’oro farebbe comodo a questo Bologna.

Sempre che arrivino i cross.

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