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Bologna-Sassuolo, la conferenza di Vincenzo Italiano

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Bologna-Sassuolo, Vincenzo Italiano

Alla vigilia di Bologna-Sassuolo, come sempre, parla in conferenza stampa l’allenatore rossoblù Vincenzo Italiano: ecco le sue dichiarazioni.

Bologna-Sassuolo, le parole di Vincenzo Italiano

Di seguito le dichiarazioni in conferenza stampa dell’allenatore del Bologna.

Che partita si aspetta domani?
“Il Sassuolo ha un grandissimo potenziale, sta facendo un grandissimo campionato e sono in fiducia. Dovremo essere bravi nel lavorare nei duelli e limitarli negli uno contro uno. Fuori casa hanno pareggiato a Milano e vinto a Bergamo, non temerli è da folli, li temiamo. Tutto questo ci permetterà di arrivare alla sfida con la giusta concentrazione. Molti loro singoli si stanno esaltando e ci aspetta una sfida tosta”.

Come adatterà la squadra alle assenze di Bernardeschi e Cambiaghi?
“È l’ennesimo reparto preso di mira, prima era il centrocampo ora gli esterni. Perdiamo Bernardeschi e Cambiaghi, quindi abbiamo Orsolini, Dominguez e Rowe che si giocheranno i primi due posti ed uno entrerà a gara in corso. Abbiamo preparato bene la partita, non dobbiamo deprimerci per aver perso una finale, purtroppo lo sport è questo.

Come siamo ripartiti dopo la vittoria di maggio, ora dobbiamo ripartire dopo la sconfitta con il Napoli. Abbiamo fiducia ed entusiasmo e mi auguro che lo stadio ci dia una mano”.

Come stanno Freuler e Casale?
“Vengono solo per riassaporare il clima partita. Remo ha fatto due allenamenti mentre Nicolò solo uno, oggi. Entrambi sono in ritardo di condizione”.

Come sta Immobile?
“Il rigore gli ha dato grande fiducia e autostima ma è ancora in ritardo. Lui non è in lista Uefa e quindi troverà posto in campionato nel momento in cui entreremo nel tour de force. Tutti e tre saranno fondamentali, anche perché a volte li stiamo schierando contemporaneamente a gara in corso. Ma sono convinto che anche dall’inizio ci sarà spazio per Ciro, deve continuare a lavorare”.

Come sta Ferguson?
“Il suo non è un problema di condizione o di minuti giocati. Sa giocare gare di qualità migliore rispetto a quelle disputate ultimamente. È un up and down che ci può stare, lui sa che la qualità delle sue performance può essere diversa”.

Si aspetta qualcosa dal mercato visti i tanti infortuni che si stanno creando giocando così spesso?

“Non abbiamo ancora parlato di mercato. Oggi abbiamo cercato di stabilire un momento per vederci con il direttore, ma ancora non ne abbiamo parlato. La malasorte si sta accanendo con noi e non ci molla. Dal punto di vista numerico ci siamo, perché la rosa era stata costruita per affrontare molti impegni, ma appena si aprirà la finestra di mercato valuteremo il da farsi”.

Come sta Lucumì ecome sta vivendo la situazione legata al rinnovo contrattuale?
“Ha smaltito il problema al tendine ed è a piena disposizione. Lo vedo sereno e tranquillo ed è un professionista serio. Su altri aspetti non posso rispondere”.

Giocando così spesso, quanto è difficile recuperare fisicamente?
“Le ultime cinque partite sono state Lazio, Vigo, Juventus, Inter, Napoli. Sono state tutte partite toste. Ormai la squadra è abituata a questi ritmi e non andare nello specifico e preparare le sfide in pochissimo tempo. non sono preoccupato per questo, ma bisognerà essere tutti al top. con i cinque cambi riusciamo a compensare dal punto di vista fisico, ma dal punto di vista della qualità dobbiamo adattarci per tenerla sempre alta”.

A che punto è il recupero di Skorupski?

“A buon punto, ma non è ancora pronto. L’avevamo portato in Arabia per permettergli di lavorare con il bel tempo, invece abbiamo beccato un clima bruttissimo. Comunque con Ravaglia siamo in buone mani. Dopo 72 ore Ravaglia fa quella giocata con il Napoli, ma prima con l’Inter ci ha permesso lui di andare in finale. La mia valutazione non cambia, non si possono dare giudizi ogni 72 ore.

Purtroppo capitano partite dove i portieri fanno miracoli e altre in cui ti mettono la palla all’incrocio e poi commettiamo una sbavatura. Andiamo avanti con orgoglio per quello che stiamo facendo. In sei mesi abbiamo fatto due finali e non succedeva da 70 anni a Bologna”.

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Bologna Torino, Bernardeschi: “Palladino può portarci lontano, ci sta mancando qualcosa”

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Il Bologna non riesce a ritrovare la vittoria al Dall’Ara, ma dopo l’1-1 contro il Torino Federico Bernardeschi guarda avanti con fiducia. L’attaccante rossoblù ha commentato la prestazione della squadra soffermandosi soprattutto sui primi giorni di lavoro con Raffaele Palladino, recentemente arrivato sulla panchina del Bologna.

Bernardeschi: “Ci sta mancando qualcosa”

Al termine della partita Bernardeschi non ha nascosto il rammarico per un altro risultato che non consente ai rossoblù di tornare al successo davanti al proprio pubblico.

Il Bologna, secondo il giocatore, ha provato a interpretare nel modo corretto la gara e a mettere in pratica le prime indicazioni del nuovo tecnico. Resta però la sensazione che manchi ancora qualcosa per riuscire a trasformare le prestazioni in vittorie.

Particolare attenzione anche al pubblico del Dall’Ara, che continua a sostenere la squadra nonostante un periodo nel quale i risultati non stanno arrivando con la continuità sperata.

Bologna Torino, Bernardeschi promuove subito Palladino

Molto positive le parole dell’ex Juventus sull’arrivo di Raffaele Palladino. Bernardeschi ha definito “straordinario” l’impatto del nuovo allenatore, sottolineando come in appena tre giorni sia già riuscito a trasmettere diversi concetti alla squadra.

Adesso, secondo Bernardeschi, toccherà soprattutto ai calciatori mettersi completamente a disposizione del tecnico e seguirne le indicazioni. La fiducia nei confronti del nuovo progetto è evidente: il giocatore crede infatti che Palladino possa portare il Bologna lontano.

Bologna, la sosta può aiutare Palladino

Bernardeschi ha inoltre voluto sottolineare la compattezza dello spogliatoio. Il gruppo viene descritto come sano e unito, due elementi che possono risultare determinanti per superare un momento complicato.

La prossima sosta diventerà quindi particolarmente importante per il Bologna. Palladino avrà più tempo a disposizione per lavorare con i giocatori, introdurre i propri principi tattici e permettere alla squadra di assimilare le nuove richieste.

Il pareggio contro il Torino non risolve i problemi dei rossoblù, ma dalle parole di Bernardeschi emerge la volontà di ripartire dal nuovo corso tecnico e dalla compattezza del gruppo. La missione adesso è trasformare rapidamente le nuove idee in risultati, soprattutto davanti al pubblico del Dall’Ara.

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Palladino dopo Bologna Torino: “Bologna, mi tengo stretto lo spirito”

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Bologna Torino, Raffaele Palladino riparte dalla reazione del suo Bologna. Il nuovo allenatore rossoblù ha commentato il pareggio per 1-1 contro il Torino, arrivato nella sua prima partita sulla panchina emiliana. Una gara che lascia qualche rimpianto, soprattutto perché il Bologna era riuscito a portarsi avanti nel primo tempo grazie alla rete di Federico Bernardeschi, prima di essere raggiunto da Kulenovic nella ripresa.

Il tecnico, arrivato a Casteldebole soltanto pochi giorni prima della partita, non pretendeva naturalmente di vedere già una squadra perfetta. L’obiettivo principale era quello di ottenere una risposta dal punto di vista caratteriale dopo un avvio di stagione complicato.

Palladino soddisfatto della reazione del Bologna

FEDERICO BERNARDESCHI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nel post partita Palladino ha spiegato di aver chiesto ai suoi giocatori soprattutto una reazione da vero gruppo, accompagnata dalla voglia di riscatto e dall’atteggiamento corretto.

Segnali che, secondo l’allenatore rossoblù, si sono visti per buona parte dell’incontro. Per circa settanta minuti il Bologna ha infatti dato la sensazione di poter controllare la partita, pur mostrando inevitabilmente alcuni aspetti sui quali sarà necessario intervenire.

Il vantaggio era arrivato al 14′ grazie a Federico Bernardeschi, bravo a finalizzare l’azione rossoblù e a trovare il suo primo gol in campionato. Il Bologna è poi riuscito a conservare l’1-0 fino al 77′, quando il neoentrato Kulenovic ha trovato il pareggio del Torino.

Palladino continua dopo Bologna-Torino: “Volevamo vincere”

Palladino non ha nascosto il dispiacere per il risultato. L’obiettivo era conquistare i tre punti davanti al pubblico del Dall’Ara, ma il tecnico vuole ripartire dagli aspetti positivi mostrati dalla squadra.

L’allenatore ha sottolineato in particolare “lo spirito” e “l’unità” del gruppo, elementi che considera fondamentali per iniziare il nuovo percorso sulla panchina del Bologna.

Adesso per i rossoblù arriverà una fase particolarmente importante. Palladino avrà infatti la possibilità di sfruttare la sosta per lavorare sulla squadra e iniziare a trasferire in maniera più approfondita le proprie idee tattiche.

Il pareggio contro il Torino non risolve i problemi del Bologna, ancora alla ricerca della prima vittoria in questo campionato, ma rappresenta il primo passo della nuova gestione. Palladino vuole ripartire dall’atteggiamento visto per buona parte della gara, aggiungendo progressivamente quei principi di gioco che dovranno caratterizzare il suo Bologna nelle prossime settimane.

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Bologna 1-1 Torino, la cronaca della partita

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Per il Bologna a segno Bernardeschi  nel primo tempo, nella ripresa Kulenovic pareggia la gara.

Una prestazione claudicante per la squadra di Palladino davanti ai 26mila del Dall’Ara. Tanti errori in fase di costruzione hanno condizionato la gara dei padroni di casa, ma soprattutto l’errore di Skorupski ha svoltato in negativo il risultato per i suoi.

Bologna – Torino, il primo tempo

Palladino conferma le indiscrezioni della vigilie schierando i suoi col 3-4-3: assetto rivoluzionato, Zortea e Miranda ad agire sulle corsie esterne e un tridente offensivo composto da Bernardeschi, Piccoli e Cambiaghi.  L’avvio regala un brivido al 4′, quando un suggerimento in profondità di Fitz Jim non trova deviazioni ma rischia di beffare Skorupski, costretto a un intervento affannoso. Nonostante un Torino più propositivo nelle battute iniziali, al 14′ arriva la fiammata che sblocca il punteggio: Cambiaghi soffia la palla a Fortini, la sfera arriva a Miranda il cui traversone viene intercettato solo parzialmente da Ismajili; sui piedi di Bernardeschi si presenta un pallone che trasforma nel gol dell’1-0, la sua prima marcatura stagionale.

L’impronta di Palladino comincia a intravedersi: riferimenti individuali a tutto campo, ricerca immediata della punta evitando troppi fraseggi e braccetto difensivo pronto a salire in pressione quando gli avversari impostano. Il Torino, incassato il colpo dopo un buon avvio, ci mette un po’ a riordinare le idee, il Bologna vive di fiammate estemporanee, mentre la manovra del Toro appare più fluida ma eccessivamente leziosa e imprecisa negli ultimi venti metri. L’occasione più nitida per gli ospiti arriva al 42′: sugli sviluppi di una punizione ribattuta, Mandragora ci prova con una conclusione a giro delle sue da fuori area, trovando però la pronta risposta di Skorupski a deviare sul palo.

Il secondo tempo

Nella ripresa Patterson prende il posto di Fortini, mentre Palladino non modifica lo schieramento. Al 5′ st Mandragora ci riprova direttamente su calcio piazzato col mancino, impegnando il portiere di casa. Il Torino prende saldamente in mano il pallino del gioco conquistando due tiri dalla bandierina in serie; il Bologna fatica a ripartire in modo ordinato ma si rende comunque pericoloso con Bernardeschi in un paio di circostanze. Al 32′ arriva l’1-1: Kulenovic si inserisce centralmente e calcia a rete; la conclusione non è irresistibile e piuttosto lenta, ma Skorupski si fa sorprendere intervenendo con un’inaudita lentezza. Nel finale il fermo immagine che fa discutere: Heggem spazza via il piede di Oristanio in area granata, ma sia l’arbitro che la sala VAR dicono che non c’è nulla. Un penalty che pareva inappuntabile e che avrebbe potuto regalare al Torino l’intera posta in palio.

Il match si chiude così sull’1-1, frutto dell’iniziale acuto di Bernardeschi e del definitivo pareggio firmato da Kulenovic, favorito da una lettura tutt’altro che impeccabile di Skorupski. La prima panchina di Palladino mostra una squadra ancora palesemente in fase di rodaggio (accolta infatti da qualche mugugno a fine gara, soprattutto verso il portiere polacco).

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