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Basket Eurolega, la Virtus in casa non perde mai
In un finale mozzafiato e ad alta tensione, la Virtus ha piegato un coriaceo Dubai con il punteggio di 79-78, centrando la sesta vittoria casalinga consecutiva nella competizione e confermando la solidità plasmata da coach Ivanovic.
La vittoria porta la firma di due protagonisti: la prodezza del trascinatore Carsen Edwards e il guizzo decisivo di Luca Vildoza, artefice del colpo di scena che ha deciso la contesa. La Segafredo Arena si conferma il fortino inespugnabile della Virtus Bologna in Eurolega.
L’Inizio Folgorante della Virtus e la Reazione Ospite
L’avvio della sfida è stato un vero e proprio tributo ai parziali. Dopo un brevissimo vantaggio iniziale degli ospiti (2-7, grazie a Petrusev, Abass e Wright), la Virtus ha innescato una furiosa reazione. Trascinati da otto punti consecutivi di Alston, e con il contributo essenziale di Diouf e Vildoza, i padroni di casa hanno piazzato un break travolgente, toccando rapidamente il +13 (26-13). Solo un canestro di Avramovic ha mitigato il divario, chiudendo il primo quarto sul 26-17.
Ma la squadra degli Emirati, allenata da Golemac, ha dimostrato carattere: a cavallo tra il primo e il secondo periodo, un parziale scioccante di 0-16, animato da Kamenjas e dalle triple chirurgiche di un “on fire” Davis Bertans, ha ribaltato la situazione. Nonostante 17 punti a referto del solito Edwards, l’inerzia era cambiata: strappi di Kamenjas, Wright e Petrusev hanno propiziato la tripla del +7 per Dubai, fissando il punteggio sul 39-44 all’intervallo.
Equilibrio e Battaglia Fisica
La ripresa ha riservato subito un brivido per Bologna con una caduta di Vildoza, che per fortuna si è rivelata senza conseguenze. Nonostante Dubai abbia mantenuto inizialmente un vantaggio di sei punti, la Virtus ha trovato nuova linfa. Un contro-parziale di 14-3 guidato da Alston, Morgan e Smailagic ha sancito il contro-sorpasso, trasformando il match in una vera e propria guerra di nervi. Il ritmo non elevatissimo e le difese sempre più serrate hanno fatto sì che si entrasse nell’ultimo quarto con Dubai avanti di un soffio (54-56).
Nell’ultima frazione, la Virtus ha mostrato la sua tempra. Dal 62-67, la squadra si è dimostrata più viva che mai: Edwards e Akele hanno preparato il terreno per il sorpasso di Diouf, che con un pregevole gioco da tre punti ha siglato il 71-69. Da quel momento, il cronometro è diventato teatro di continui botta e risposta: Kamenjas sfondava il ferro, Edwards e Morgan rispondevano, mentre Diouf faceva sentire la sua presenza a rimbalzo (9 totali).
L’Epilogo Palpitante: Vildoza Eroe
Il finale è stato un concentrato di intensità parossistica, caratterizzato da contatti duri, decisioni rapide e il desiderio viscerale di vincere. Con Dubai avanti e palla in mano, a 27 secondi dalla sirena, quando un epilogo amaro sembrava dietro l’angolo, è emerso l’eroe inaspettato: Luca Vildoza.
L’argentino, già autore di due triple letali che avevano risposto ai canestri di Avramovic, ha compiuto il gesto che ha cambiato il destino della gara: una palla rubata a Petrusev in un lampo di lucidità difensiva. Non solo un recupero, ma il preludio all’azione che ha permesso alla Virtus di tornare in vantaggio 79-78. Vildoza ha chiuso la sua partita con 11 punti, 4 recuperi e una tripla pesantissima. L’ultimo assalto di Dubai si è infranto contro le solide rotazioni difensive bianconere, che hanno blindato il prezioso successo.
Con cinque giocatori avversari in doppia cifra, la Virtus ha dovuto attingere a tutte le sue risorse, dimostrando ancora una volta che il fattore campo alla Segafredo Arena in Eurolega è un vantaggio quasi insormontabile.
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Bologna-Torino, i convocati di Palladino: c’è Orsolini
Il Bologna ha comunicato l’elenco dei giocatori convocati da Raffaele Palladino per la sfida contro il Torino. Sono 26 i rossoblù a disposizione del tecnico per il prossimo impegno di campionato.
La notizia più importante riguarda Riccardo Orsolini, regolarmente presente nella lista dopo il ritorno in gruppo degli ultimi giorni. Nel reparto offensivo Palladino potrà inoltre contare su Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard e Piccoli.
Assenze e scelte che permetteranno al nuovo allenatore rossoblù di iniziare a delineare il Bologna che ha in mente, con diverse soluzioni soprattutto dalla trequarti in avanti.
Bologna-Torino, l’elenco completo dei convocati
Portieri: Happonen, Pessina, Skorupski.
Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Helland, Holm, Miranda, Rahim, Theate, Vitik, Zortea.
Centrocampisti: Amondarain, El Azzouzi, Ferguson, Libra, Moro, Pobega.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Enem, Mbangula, Odgaard, Orsolini, Piccoli.

RAFFAELE PALLADNO ( FOTO KEYPRESS )
Palladino ritrova Orsolini
Particolare attenzione sarà rivolta proprio alle condizioni di Orsolini, rientrato in gruppo alla vigilia della partita. La sua convocazione rappresenta un’opzione importante per il reparto offensivo, dove Palladino dispone di numerose alternative.
Tra gli uomini chiamati per la gara figurano anche Federico Bernardeschi, Roberto Piccoli e Samuel Mbangula, mentre a centrocampo saranno Ferguson e Pobega alcuni dei principali punti di riferimento.
In difesa non mancano le alternative, con Casale, Theate, Heggem, Holm e Miranda tutti inseriti nell’elenco. Adesso toccherà a Palladino decidere l’undici da schierare contro il Torino.
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Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni: ecco il nuovo Bologna di Palladino
Bologna-Torino, le nuove probabili formazioni – Il nuovo Bologna di Raffaele Palladino comincia a prendere forma. Sabato 19 settembre alle ore 15:00, contro il Torino al Dall’Ara, il tecnico farà il suo esordio sulla panchina rossoblù e potrebbe immediatamente introdurre una delle principali caratteristiche del suo calcio: la difesa a tre.
Palladino ha spiegato nella conferenza di presentazione che la rosa è stata costruita prevalentemente per giocare con quattro difensori, ma ha anche sottolineato come gli interpreti a disposizione consentano di passare a un sistema con tre centrali e due esterni a tutta fascia. Il tecnico ha definito il Bologna una squadra potenzialmente “camaleontica”.
Bologna, Palladino prova il 3-4-2-1
Le ultime indicazioni portano verso un 3-4-2-1, che potrebbe trasformarsi in un 3-4-3 quando il Bologna è in possesso del pallone.
Davanti a Skorupski dovrebbe essere schierata una linea composta da Helland, Heggem e Theate, anche se resta aperta la candidatura di Vitik per una maglia dal primo minuto. Sulle corsie ci sarebbero Holm a destra e Miranda a sinistra, due giocatori particolarmente adatti a coprire tutta la fascia.
In mezzo al campo Palladino potrebbe affidarsi alla coppia Ferguson-Pobega, chiamata a garantire equilibrio, inserimenti e aggressività.
La vera novità riguarda però l’attacco. Alle spalle della punta dovrebbero agire Bernardeschi e Cambiaghi, con Piccoli favorito per partire da centravanti.
Orsolini è tornato parzialmente ad allenarsi con il gruppo, ma Palladino ha spiegato che le sue condizioni saranno valutate in vista della partita. Dovbyk, invece, rimane uno dei giocatori da gestire dopo il periodo di stop.

Immagine Generata con AI
Bologna-Torino La nuova probabile formazione del Bologna di Palladino
BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Helland, Heggem, Theate; Holm, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Cambiaghi; Piccoli.
Allenatore: Raffaele Palladino.
Possibili alternative: Vitik insidia Helland nella difesa a tre, mentre Moro può contendere una maglia a Pobega. Orsolini potrebbe rappresentare una soluzione importante a gara in corso.
Come potrebbe giocare il nuovo Bologna
La disposizione iniziale potrebbe essere questa:
Skorupski
Helland – Heggem – Theate
Holm – Ferguson – Pobega – Miranda
Bernardeschi – Cambiaghi
Piccoli
L’obiettivo di Palladino sembra essere quello di dare maggiore ampiezza attraverso Holm e Miranda, liberando contemporaneamente i giocatori offensivi da eccessivi compiti sulla fascia.
Bernardeschi e Cambiaghi potrebbero quindi muoversi alle spalle di Piccoli, stringendo verso il centro del campo e lasciando spazio alle sovrapposizioni degli esterni.
In fase difensiva il 3-4-2-1 può invece trasformarsi rapidamente in un 5-4-1, con Holm e Miranda pronti ad abbassarsi sulla linea dei tre centrali.
Torino, Abate punta su Simeone e Vlasic
Il Torino di Ignazio Abate dovrebbe rispondere con un sistema molto simile, un 3-5-2 che può trasformarsi in 3-5-1-1 grazie alla libertà concessa a Vlasic.
Tra i pali dovrebbe esserci Perri, con Comuzzo, Coco e Cömert davanti al portiere. Fortini e Cacciamani sono candidati a occupare le corsie, mentre Gineitis, Mandragora e Fitz-Jim comporrebbero il centrocampo.
Davanti spazio alla qualità di Vlasic, pronto a muoversi alle spalle di Giovanni Simeone. Adams risulta invece indisponibile.
La probabile formazione del Torino
TORINO (3-5-2): Perri; Comuzzo, Coco, Cömert; Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlasic, Simeone.
Allenatore: Ignazio Abate.
Per Palladino sarà dunque subito un primo banco di prova importante. Più ancora del risultato, Bologna-Torino permetterà di capire quanto del nuovo sistema il tecnico sia riuscito già a trasferire alla squadra e soprattutto se la difesa a tre diventerà immediatamente il nuovo vestito tattico dei rossoblù.
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Bologna – Torino, il match program
Al Dall’Ara per scacciare la crisi: il Bologna sfida i numeri e cerca la prima vittoria stagionale.
Il Bologna si prepara a tornare sul prato del Dall’Ara con l’obiettivo di invertire la rotta e ritrovare la via del gol. La sfida contro il Torino rappresenta uno snodo cruciale per gli uomini di Raffaele Palladino, chiamati a trasformare la tradizione favorevole in tre punti fondamentali per la classifica.
Bologna e Torino, le statistiche
I precedenti sotto le due Torri sorridono apertamente ai colori rossoblù. Nei 76 confronti ufficiali disputati a Bologna, il bilancio registra ben 38 vittorie emiliane, 24 pareggi e appena 14 successi granata. Il Torino non riesce infatti a strappare i tre punti al Dall’Ara da dieci anni: l’ultimo acuto ospite risale al 16 aprile 2016, quando un rigore allo scadere di Belotti firmò il definitivo 0-1. Da quel momento, il Bologna ha imposto il proprio dominio casalingo collezionando 4 vittorie, compreso il rocambolesco 3-2 del campionato 2024/25, e 6 pareggi.
Se la storia recente offre ampie garanzie, l’attualità impone però massima attenzione. Il Bologna è chiamato a sfatare il tabù casalingo che vede un solo successo nelle ultime 10 gare interne tra tutte le competizioni (il 2-0 sul Lecce datato 12 aprile 2026), a fronte di 4 pareggi e 5 K.O. A preoccupare è soprattutto la sterilità offensiva: insieme a Genoa e Parma, la squadra emiliana condivide il minor numero di reti segnate in questo avvio di Serie A 2026/27, con appena 2 marcatori differenti andati a segno finora.
La gara di oggi offre tuttavia l’occasione perfetta per lo sblocco dell’attacco rossoblù. Di fronte ci sarà infatti un Torino particolarmente vulnerabile sul piano difensivo e del gioco: i granata subiscono gol da 9 gare consecutive in A (17 reti incassate) e figurano come la compagine con meno tiri nello specchio della categoria (31) e la percentuale più alta di duelli persi (44,8%).
L’incontro segnerà inoltre il primo incrocio tattico tra Raffaele Palladino e Ignazio Abate. Per il tecnico granata si tratta del riscatto dopo il KO contro la Roma, prima caduta in carriera nel mese di settembre. Per il Bologna, invece, conta solo una cosa: fare la partita, sfruttare le debolezze degli avversari e riappropriarsi del fattore Dall’Ara.
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