I nostri Social

Esclusive

Roma-Bologna, oggi é il grande giorno

Pubblicato

il

Stasera l’Olimpico di Roma ospita il match di ritorno degli ottavi di finale di Europa League tra Roma e Bologna. Dopo l’1-1 dell’andata, tutto è ancora aperto: una delle due squadre italiane staccherà il pass per i quarti di finale, dove troverà la vincente tra Aston Villa e Lille.

Il peso del risultato dell’andata: tutto aperto all’Olimpico

Il pareggio per 1-1 maturato nella gara d’andata racconta perfettamente l’equilibrio tra le due formazioni. Nessuna delle due è riuscita ad avere la meglio sull’altra, e il ritorno si preannuncia come una partita nella quale ogni episodio potrà risultare decisivo. Per i tifosi neutrali, la buona notizia è che almeno una rappresentante del calcio italiano sarà tra le migliori otto d’Europa.

Bologna: Italiano punta tutto sull’Europa League

Vincenzo Italiano ha chiarito le sue priorità nel corso degli ultimi mesi: il Bologna ha deciso di investire energie e concentrazione principalmente sulla competizione europea, accettando qualche sacrificio in campionato. Il rendimento altalenante in Serie A ne è la diretta conseguenza, ma la squadra rossoblù si è presentata al ritorno con la consapevolezza di giocarsi una delle partite più importanti della propria storia recente in campo europeo.

Roma: si Gasperini insegue un doppio obiettivo?

Dall’altra parte, la Roma di Gian Piero Gasperini non può permettersi il lusso di scegliere. I giallorossi si trovano a navigare tra il quarto e il quinto posto in Serie A, una zona di classifica nella quale lo scontro diretto con il Como di qualche giorno fa ha dimostrato tutta la posta in palio. Per la Roma, proseguire in Europa League non è soltanto un traguardo sportivo: è anche una valvola di sicurezza nel caso in cui il campionato non dovesse regalare l’accesso diretto alla prossima Champions League .

Un derby italiano in Europa: fascino e rimpianti

Quando il sorteggio ha abbinato Roma e Bologna, la reazione della maggior parte degli addetti ai lavori è stata di delusione. Due squadre italiane che si eliminano a vicenda significano una sola rappresentante tricolore ai quarti, in un momento storico in cui la Serie A fatica a imporsi a livello europeo rispetto alle big di Premier League, Liga e Bundesliga. Eppure, il derby italiano ha sempre un fascino tutto suo: la conoscenza reciproca degli stili di gioco, la rivalità tra due piazze appassionate e il tifo che si divide lungo tutto lo Stivale rendono questo tipo di sfida unica nel suo genere.

Pronostico e considerazioni finali

Stabilire un favorito netto è quasi impossibile. Il Bologna è spinto dalla leggerezza di chi non ha altri obiettivi stagionali, la Roma dalla pressione di chi non può sbagliare dopo la terribile discesa in campionato in sole 3 partite.

Gasperini conosce bene queste partite da dentro, Italiano ha costruito un gruppo solido e compatto. Quello che è certo è che questa sera l’Olimpico vedrà una partita vera, combattuta, con poco spazio agli errori e tanto da perdere da entrambe le parti.

Fischio d’inizio alle ore 21:00. Chi passa il turno sfiderà una tra Aston Villa e Lille.

Esclusive

Hector Puricelli, testina d’oro

Pubblicato

il

Hector Puricelli, testina d’oro.

Oggi ricorre il centodecimo anni dalla sua nascita.

La rivista “Guerin Sportivo” lo posizionò al diciannovesimo posto in una classifica dei cento rossoblù di sempre.

Il sommo giornalista  ‘Civ’ scrisse di lui: “Testina d’Oro perché quasi tutti i suoi tanti gol li infilava incornando spietatamente”.

Ettore Puricelli Debuttò in Serie A e con i felsinei il 18 settembre 1938, tre giorni dopo il suo compleanno.

E si fece un bel regalo, andando a segno.

Con il Bologna conquistò due scudetti e vinse altrettante volte la classifica cannonieri (la prima in coabitazione con il rossonero Aldo Boffi).

In Italia vestì anche le maglie di Lecco, Milan e Legnano.

Appese le scarpe al chiodo. ha allenato poi diversi club.

Nella sua carriera da allenatore manca però il Bologna.

Ad ogni modo. oggi un Hector Puricelli testina d’oro farebbe comodo a questo Bologna.

Sempre che arrivino i cross.

Continua a leggere

Il parere dell'esperto

Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna

Pubblicato

il

Chi è Juan Luca Sacchi

Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.

Ponetevi sempre degli obiettivi, nel breve e nel lungo termine.

“La carriera di un arbitro non è mai una linea retta, servono impegno e metodo per raggiungere ciascuno il proprio sogno”.

E’ quanto evidenziato in uno dei suoi incontri sezionali Kevin Bonacina, arbitro designato per Napoli Bologna
Una chiamata prestigiosa sul prato del “Diego Armando Maradona”.

Rappresenta un test cruciale per il direttore di gara lombardo.
La direzione di un match come Napoli-Bologna impone una rigorosa applicazione del regolamento.

Il tutto unito ad una spiccata capacità di game management.

La gestione dei flussi di gioco, il controllo delle proteste e la reattività nel supporto alla tecnologia VAR.

Questi rappresentano i parametri chiave sui quali verrà valutata la sua prestazione.

Kevin Bonacina arbitra Napoli Bologna.
L’impegno al “Maradona” si configura non soltanto come una tappa di rilievo nel percorso di maturazione all’interno della CAN.

E’ anche il risultato dell’applicazione pratica del modello di rigore e presenza della sua personalità.

Che lo stesso Bonacina ha promosso nel suo lavoro formativo con l’Associazione Italiana Arbitri.

Ha solo 2 precedenti con il Bologna; entrambi i casi i match sono finiti in parità.

Continua a leggere

Esclusive

L’ira funesta di Artem Dovbyk

Pubblicato

il

Dovbyk

La storia di Dovbyk racchiusa in un’esultanza che ha fatto discutere per le tempistiche, ma fondamentalmente necessaria per l’ucraino.

Cross in area di rigore del Sassuolo, Idzes spazza ma non troppo, Libra raccoglie la sfera e carica un destro potente, Muric ci arriva ma non riesce a trattenere. Dovbyk allora arpiona il pallone sulla respinta e con il sinistro batte il portiere neroverde. Dopodiché, l’episodio “chiave”, se così vogliamo definirlo: l’ex Roma esulta, com’è giusto che sia, tuttavia invece di riportare la palla al centro per tentare il ribaltone completo, si toglie la maglia, boxa sulla bandiera ed esplode in un urlo flettendo i muscoli.

Cosa racchiude l’esultanza di Dovbyk?

Leggendo sui social, molti non hanno digerito questa perdita di tempo dell’ucraino, il quale ha così anteposto l’ego rispetto al gruppo. Un dogma che è stato sviscerato da Fenucci in conferenza stampa narrando della vicenda Rowe. Sulla carta, è giusto pensarla così: la squadra viene prima del singolo. In un calcio dove le bandiere oramai sono estinte, il tifoso non può che affezionarsi al club di appartenenza.

Ma questa volta penso sia giusto un po’ di sano egoismo.

E non parlo dell’attaccante che, invece di appoggiarla facilmente verso il compagno, prova a battere il portiere con un tiro che viene neutralizzato. Questa volta vorrei invece sottolineare i trascorsi di un calciatore che è finito in un vortice di negatività e che ci auguriamo tutti possa aver spazzato quel turbine con l’urlo a squarciagola al Dall’Ara.

Dovbyk, classe 1997, approda nel calcio di prestigio nel 2023 al Girona, club da centro-destra della classifica, e trascina gli spagnoli in Champions League a suon di gol in un’impresa paragonabile a quella del Bologna di Thiago Motta (stessa annata, tra l’altro). Forte dei suoi 24 stagionali, il giocatore accetta l’offerta della Roma e si trasferisce nella Capitale, ma il rapporto non è propriamente idilliaco. Arrivato per 35 milioni e nonostante i 17 gol siglati nella stagione 2024/25, Artem non ha conquistato le simpatie del tifo giallorosso: troppo macchinoso, poco mobile e non aiuta la squadra nella fase di non possesso. Con l’avvento dell’annata 2025/26, la situazione peggiora. Giunge Gasperini e l’ex Girona vede diminuire il suo minutaggio drasticamente, diventando così una zavorra per l’allenatore; si aggiungerà poi un infortunio alla coscia che lo terrà fuori più di metà campionato, relegandolo definitivamente ai margini del club.

Ecco quindi che si arriva all’episodio di domenica scorsa: un attaccante che, da quando è arrivato in Italia, non è mai stato troppo sereno, le sue esultanze non erano mai state vistose e che ha dovuto lottare con i demoni interiori. Indietro di condizione, tanto che Tedesco ha preferito Piccoli titolare nelle prime 3 partite, Dovbyk non ha sfoggiato delle prestazioni indimenticabili, per usare un eufemismo. E chissene frega se al 91esimo minuto non è tornato a centrocampo per ripartire veloce. Certe volte un gol può valere più di una semplice partita e questo è il caso.

Ci auguriamo davvero che Artem possa rinascere sotto le luci del Dall’Ara perché il Bologna ne ha veramente bisogno.

Continua a leggere

Facebook

Più letti

Copyright © 2025 Bologna1909.it è stato iscritto al n.8664 R.St. in data 07/07/2026 sul registro stampa periodica del tribunale di Bologna, fa parte del network sportivo della testata giornalistica Calciostyle.com Aut. Trib. di Roma n. 181/21 del 02/11/2021 P. IVA 16273361002 . Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito. Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso al sito ufficiale del Bologna Calcio