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FIGC, Malagò è il nuovo Presidente della Federcalcio
Giovanni Malagò è stato eletto alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).
L’ex numero uno del CONI ha ottenuto il 68,58% dei voti, superando nettamente lo sfidante Giancarlo Abete (75 anni, già alla guida della Federcalcio tra il 2007 e il 2014), che si è fermato al 29,17%.
Il mandato di Malagò durerà due anni: l’imprenditore e dirigente romano (67 anni) coprirà infatti la seconda metà del mandato di Gabriele Gravina, dimissionario dopo essere stato rieletto nel 2025. La candidatura di Malagò era sostenuta in modo compatto da Lega Serie A, Lega Serie B, AIC (Associazione Italiana Calciatori) e AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio).
Il profilo e la carriera prima della FIGC
Malagò vanta una lunga e prestigiosa carriera ai vertici dello sport italiano e internazionale:
La guida del CONI (2013-2025): Viene eletto per la prima volta presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano il 19 febbraio 2013, battendo a sorpresa il segretario generale uscente Raffaele Pagnozzi (40 voti a 35). Viene poi riconfermato l’11 maggio 2017 (67 voti su 75 contro Sergio Grifoni) e il 13 maggio 2021 per un terzo mandato (55 preferenze).
Il commissariamento del calcio (2018): Nel febbraio del 2018, per superare lo stallo istituzionale del calcio italiano, la Giunta del CONI da lui presieduta nomina Roberto Fabbricini commissario straordinario della FIGC. Quest’ultimo, il giorno successivo, affida proprio a Malagò il ruolo di commissario straordinario della Lega Serie A, incarico mantenuto fino al maggio dello stesso anno.
L’ingresso nel CIO (2018): Il 9 ottobre 2018, durante la 133ª sessione a Buenos Aires, viene eletto membro del Comitato Olimpico Internazionale, diventando il 22° italiano a far parte del consesso a cinque cerchi (il 16° a titolo individuale).
Milano Cortina 2026: Dal 9 dicembre 2019 ha ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore dei XXV Giochi Olimpici invernali.
Una delle prime decisioni verteranno sull’eredità di Silvio Baldini come CT dell’Italia, con Mancini in pole position.
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Saputo, operazione da oltre un miliardo: venduta la divisione britannica a Lactalis
Importante operazione finanziaria per Saputo Inc., il colosso lattiero-caseario legato alla famiglia di Joey Saputo, presidente e proprietario del Bologna. Il gruppo canadese ha infatti raggiunto un accordo per la cessione della propria divisione britannica a Lactalis, una delle aziende più importanti al mondo nel settore lattiero-caseario.
Saputo vende nel Regno Unito: operazione da 1,86 miliardi
Secondo quanto riportato da TuttoBolognaWeb, l’operazione avrebbe un valore complessivo di circa 1,86 miliardi di dollari canadesi, equivalenti a oltre 1,15 miliardi di euro. Il completamento della vendita è previsto nei primi mesi del 2027.
Una cessione di grande rilevanza nella strategia internazionale di Saputo, che permetterà all’azienda di ottenere nuove risorse da utilizzare anche per eventuali opportunità di crescita.
Il presidente e CEO del gruppo, Carl Colizza, ha spiegato come la decisione rientri in una strategia finalizzata a rendere più mirata la presenza globale della società, concentrando gli investimenti sui mercati e sulle piattaforme nelle quali Saputo ritiene di avere una posizione maggiormente competitiva.

Saputo, cosa cambia per il Bologna?
Dal punto di vista strettamente calcistico, l’operazione non riguarda direttamente il Bologna FC. È però inevitabile che una transazione superiore al miliardo di euro attiri l’attenzione anche dei tifosi rossoblù, considerando il legame tra Joey Saputo, il club emiliano e il gruppo di famiglia.
Il marchio Saputo è inoltre presente sulle maglie del Bologna come main sponsor dalla stagione 2023/24, rafforzando ulteriormente il collegamento tra il gruppo canadese e la società rossoblù.
La vendita della divisione britannica non deve quindi essere interpretata automaticamente come un’operazione destinata a modificare gli investimenti nel Bologna. Rappresenta piuttosto un’importante scelta industriale di Saputo Inc., finalizzata a ridefinire la propria presenza internazionale e creare nuove possibilità di sviluppo.
Meta description: Saputo vende la divisione britannica a Lactalis per oltre 1,15 miliardi di euro. L’operazione del gruppo della famiglia del presidente del Bologna Joey Saputo.
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Brighton-Bologna 1-0: Skorupski salva, Dovbyk fatica, Piccoli bene
Il Bologna perde 1-0 contro il Brighton nell’amichevole disputata in Inghilterra e manda a Domenico Tedesco diversi segnali su cui lavorare in vista dell’inizio del campionato. La squadra rossoblù appare ancora lontana dalla migliore condizione, soprattutto nella costruzione del gioco e nella fase difensiva. Tra le note più positive c’è invece la prestazione di Lukasz Skorupski, decisivo in più occasioni.
Bologna, Skorupski protagonista contro il Brighton
Tedesco parte con Dovbyk come riferimento offensivo, sostenuto da Orsolini e Cambiaghi, mentre Bernardeschi viene utilizzato a centrocampo. In difesa spazio alla coppia Heggem-Helland.
Nel primo tempo il Brighton riesce però a creare le occasioni migliori. Skorupski deve intervenire più volte, in particolare su Hinshelwood, mentre il Bologna fatica a rendersi pericoloso. Una delle poche opportunità rossoblù arriva con Cambiaghi, servito da Miranda, ma Verbruggen riesce a respingere. Anche Dovbyk appare ancora lontano dalla condizione ideale, faticando a incidere nell’area avversaria.
Piccoli entra bene, ma il Brighton trova il gol
Nella ripresa Tedesco inserisce subito il nuovo arrivato Roberto Piccoli e il Bologna prova ad aumentare ritmo e qualità. Cambiaghi va nuovamente vicino al gol, mentre Piccoli offre maggiore movimento al reparto offensivo.
I problemi maggiori restano però nella fase difensiva. Il Brighton colpisce un palo con Kadioglu e continua a mettere sotto pressione la retroguardia rossoblù anche sui calci piazzati. Alla fine arriva il vantaggio inglese firmato da Hinshelwood, che sfrutta un’azione nata da una conclusione di Rutter.
Tedesco prova poi diverse soluzioni con gli ingressi di Rowe, Odgaard, Moro, Holm e Amondarain, ma il Bologna non riesce a trovare il pareggio.
Il risultato conta relativamente trattandosi di calcio estivo, ma la prestazione evidenzia diversi aspetti ancora da sistemare. Skorupski rappresenta una certezza, mentre difesa, centrocampo e attacco devono ancora trovare equilibrio e brillantezza in vista dei primi impegni ufficiali.
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Bologna, mercato da record: bilancio positivo di almeno 45 milioni
Il Bologna ha centrato l’obiettivo economico fissato da Joey Saputo. Il mercato rossoblù ha prodotto un saldo positivo di almeno 45 milioni di euro, una cifra che potrebbe addirittura arrivare a circa 60 milioni a seconda dell’esercizio in cui verrà contabilizzata l’operazione relativa a Giovanni Fabbian.
A riportare i conti è il Corriere dello Sport: alla dirigenza composta da Claudio Fenucci, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio era stato richiesto di produrre circa 40 milioni di saldo attivo. Un traguardo che, numeri alla mano, sarebbe stato non soltanto raggiunto ma superato.
Bologna, quanto hanno fruttato le cessioni
La parte più importante arriva inevitabilmente dalle operazioni in uscita. Considerando solamente le cifre fisse e senza eventuali bonus, il trasferimento di Castro alla Roma avrebbe portato 35 milioni, mentre la cessione di Lucumí alla Juventus vale 20 milioni. A questi si aggiungono un milione per il prestito di Dallinga al Colonia e un altro milione per Dominguez al Sassuolo.
Il totale delle entrate indicate è quindi di 57 milioni, senza considerare i 15 milioni relativi a Fabbian qualora l’operazione venga inserita nel nuovo esercizio.
Sul fronte degli acquisti, invece, il Bologna ha investito finora 8,5 milioni per Amondarain e 3,5 milioni per Alhassane, per una spesa complessiva di 12 milioni.
Da tenere inoltre presente l’operazione Roberto Piccoli: l’accordo con la Fiorentina prevede un obbligo di riscatto da 18 milioni di euro nel giugno 2027 al verificarsi della condizione legata alla permanenza in categoria.
Dal punto di vista finanziario, dunque, la missione può essere considerata compiuta. Capire se il Bologna sia riuscito anche a mantenere o aumentare il proprio valore tecnico sarà invece il campo a stabilirlo. Dopo partenze pesanti come quelle di Castro e Lucumí, la nuova squadra è chiamata a dimostrare che il grande attivo di mercato non è stato ottenuto sacrificando le ambizioni sportive.
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