Calciomercato
Piccoli, forza, profondità e lavoro sporco: come gioca la punta vicina al Bologna
Roberto Piccoli è uno di quei centravanti che possono essere giudicati male se ci si limita esclusivamente alla voce “gol”. Il suo calcio, infatti, vive molto anche lontano dalla porta: duelli, sponde, attacco della profondità, palloni sporchi e lavoro fisico sui difensori. Un attaccante vecchia maniera per struttura, ma con alcune caratteristiche decisamente più moderne.
Classe 2001 e alto circa 190 centimetri, Piccoli è arrivato alla Fiorentina dopo una lunga gavetta in Serie A e soprattutto dopo l’importante esperienza al Cagliari, chiusa con 10 reti in 37 presenze di campionato. Nell’agosto 2025 il club viola lo ha acquistato legandolo a Firenze con un contratto quinquennale.
Ma come gioca realmente Roberto Piccoli?
Un centravanti che vuole sentire il difensore
La prima caratteristica evidente è quella fisica. Piccoli ama giocare a contatto con il centrale avversario. Non è una punta che tende continuamente ad allontanarsi dall’area per partecipare al palleggio: preferisce occupare la zona centrale, tenere impegnati i difensori e creare un riferimento davanti.
Quando la squadra è costretta a giocare direttamente, può diventare molto utile.
Il pallone lungo verso Piccoli non deve necessariamente trasformarsi immediatamente in un’occasione da gol. Il suo compito può essere quello di difendere il pallone, conquistare una seconda giocata oppure permettere alla squadra di risalire.
È bravo soprattutto quando può utilizzare il corpo per proteggere la sfera e giocare una sponda semplice verso un centrocampista o un esterno che arriva frontalmente. Le sue caratteristiche gli consentono infatti di essere utilizzato sia come riferimento centrale di un tridente sia all’interno di un attacco composto da due punte.
Non è soltanto una boa: attacca bene la profondità
Definirlo semplicemente un centravanti statico sarebbe però sbagliato.
Nonostante la struttura importante, Piccoli possiede una discreta capacità di attaccare lo spazio alle spalle della difesa. Probabilmente è proprio questa una delle caratteristiche che lo rende più interessante tatticamente.
Se il difensore gli concede campo, Piccoli può girarsi e partire. Se invece il centrale cerca l’anticipo, può utilizzare il fisico per proteggere il pallone.
Questa doppia possibilità rende meno semplice la marcatura.
In particolare, quando gioca insieme a calciatori tecnici capaci di ricevere tra le linee, il suo movimento verticale può essere prezioso: Piccoli porta via il centrale, allunga la linea avversaria e apre uno spazio nel quale possono inserirsi trequartisti e centrocampisti.
Il suo lavoro, quindi, non deve essere valutato esclusivamente in base a quante volte tocca il pallone.
In area diventa pericoloso
Naturalmente il terreno preferito rimane l’area di rigore.
Piccoli ha fisico, centimetri e soprattutto un buon istinto nell’attaccare il pallone. Sul gioco aereo può rappresentare una soluzione importante, soprattutto con squadre che producono molti cross dalle corsie laterali. Il colpo di testa è una delle qualità che maggiormente caratterizzano il suo profilo.
Interessante anche il suo modo di occupare il centro dell’area.
Non cerca sempre il movimento spettacolare: spesso prova semplicemente a posizionarsi tra centrale e terzino oppure alle spalle del primo difensore, aspettando il momento giusto per aggredire il cross.
È un centravanti che ha bisogno di essere alimentato.
Se la squadra riesce ad arrivare frequentemente sul fondo oppure a mettere palloni dentro l’area, Piccoli può diventare molto più pericoloso rispetto a quanto accade in una formazione costretta a costruire quasi esclusivamente attraverso combinazioni strette nello spazio centrale.
Il lavoro senza pallone è parte del suo valore
C’è poi un aspetto meno appariscente.
Piccoli può letteralmente stancare una coppia di centrali.
Li costringe a giocare molti duelli fisici, li tiene impegnati sui palloni alti e cerca continuamente il contatto. Nell’arco dei novanta minuti questo lavoro può diventare importante anche per i compagni.
In un attacco a due, per esempio, potrebbe essere particolarmente interessante accanto a una seconda punta più rapida e mobile.
Piccoli potrebbe occupare i centrali e giocare spalle alla porta, mentre il compagno avrebbe maggiore libertà di muoversi negli spazi creati intorno a lui.
Dove deve migliorare
Naturalmente non stiamo parlando di un centravanti senza difetti.
Piccoli non è una punta particolarmente raffinata nella gestione del pallone. Non bisogna aspettarsi che venga sistematicamente incontro sulla trequarti, si giri tra due avversari e costruisca gioco come potrebbe fare un attaccante tecnicamente superiore.
Quando viene coinvolto molto lontano dalla porta, il suo impatto può diminuire.
Anche la continuità realizzativa rappresenta il vero passaggio necessario per compiere uno step ulteriore. L’annata da 10 gol con il Cagliari ha mostrato le sue potenzialità, ma il salto definitivo passa dalla capacità di trasformarsi in un centravanti capace di raggiungere stabilmente la doppia cifra.
Piccoli è un attaccante più utile di quanto dicano i numeri
Ed è probabilmente questa la chiave per comprenderlo.
Roberto Piccoli non è il centravanti al quale affidare la costruzione offensiva della squadra, ma può essere quello che permette agli altri di giocare meglio.
Tiene occupati i centrali, attacca la profondità, offre una soluzione diretta, combatte sui palloni alti e dà presenza dentro l’area.
Non è un attaccante elegante. Non è nemmeno quella punta associativa che viene continuamente incontro a cucire il gioco.
È invece un numero nove estremamente concreto.
E in un calcio nel quale molte squadre cercano centravanti capaci contemporaneamente di dare profondità e struttura fisica, il profilo di Piccoli diventa interessante proprio perché permette di cambiare modo di attaccare senza dover necessariamente cambiare sistema.
Ed è forse questo il modo migliore per leggere Piccoli: non soltanto come l’uomo che deve concludere l’azione, ma come quello che può rendere più semplice arrivare alla conclusione per tutta la squadra.
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Calciomercato Bologna, Darmian verso la firma: affare vicino
Il Bologna è pronto per la firma fi Matteo Darmian. L’esperto difensore, rimasto svincolato dopo la conclusione della sua esperienza con l’Inter, si sta allenando da alcuni giorni a Casteldebole e avrebbe convinto lo staff tecnico e la dirigenza rossoblù.
La firma sul contratto è ormai attesa a breve e Darmian potrebbe così diventare un nuovo rinforzo a disposizione di Raffaele Palladino.
Darmian ha convinto il Bologna
Il classe 1989 è stato valutato attentamente durante gli allenamenti delle ultime giornate. Darmian ha inoltre preso parte al test disputato contro l’Ascoli, fornendo indicazioni positive sulle proprie condizioni fisiche.
Secondo le ultime indiscrezioni, per l’ex Inter sarebbe pronto un contratto fino al termine della stagione, con la possibilità di proseguire il rapporto anche successivamente. L’accordo permetterebbe al Bologna di aggiungere alla rosa un calciatore di grande esperienza e soprattutto estremamente duttile.
Darmian può infatti essere utilizzato come esterno destro, terzino oppure come braccetto in una difesa a tre, soluzione particolarmente interessante per Palladino.
Bologna, un rinforzo dopo l’infortunio di Holm
L’accelerazione del Bologna è arrivata soprattutto dopo il grave infortunio di Emil Holm. Il laterale svedese è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la sutura del tendine degli hamstring della coscia destra e i tempi di recupero indicati sono di circa quattro-sei mesi.
Un’assenza pesante che ha spinto la società a guardare immediatamente al mercato degli svincolati. Darmian rappresenta una soluzione pronta, senza necessità di attendere la finestra di mercato invernale.
Darmian può esserci già contro il Lecce?
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il prossimo impegno di campionato. Darmian potrebbe essere a disposizione già per Lecce-Bologna, in programma domenica 11 ottobre alle ore 15 al Via del Mare.
Il giocatore sta già lavorando con il gruppo e la sua esperienza potrebbe diventare immediatamente preziosa per un Bologna chiamato a cambiare marcia dopo un avvio di stagione complicato.
Manca quindi l’ultimo passaggio formale. Darmian e il Bologna sono sempre più vicini: Palladino attende un rinforzo capace di garantire affidabilità, esperienza internazionale e diverse soluzioni tattiche alla difesa rossoblù.
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Darmian sostituisce Holm?
Matteo Darmian si allenerà con il Bologna per qualche giorno.
L’ex giocatore dell’Inter si unirà al gruppo e poi la società deciderà se tesserarlo.
Le circostanze infatti riguardano ovviamente l’infortunio rimediato a Emil Holm in Nazionale, che terrà fuori a lungo il terzino svedese dal rettangolo verde. Si parla di almeno 4-5 mesi out e l’unico sostituto di ruolo attualmente al Bologna è Zortea.
Darmian, duttilità per Palladino
Giocatore classe 1989, il difensore lombardo ha vestito diverse maglie in carriera: Palermo, Torino e fra le altre anche il Manchester United, per poi trasferirsi all’Inter per 6 stagioni prima di essere svincolato. Nasce come difensore centrale, ma è stato perlopiù impiegato come terzino o esterno a tutta fascia, prediligendo quella destra.
Calciomercato
Holm si opera, e adesso?
Emil Holm finirà sotto i ferri entro la fine della settimana in Finlandia, a seguito dell’infortunio muscolare rimediato con la nazionale, che ha interessato anche il tendine.
L’operazione dovrebbe essere simile a quella effettuata a gennaio su Dovbyk per la lesione miotendinea al retto femorale, sebbene in questo caso possa essere coinvolto un muscolo differente. Il Bologna comunicherà dettagli sulle condizioni del giocatore e sui tempi di recupero una volta terminato l’intervento. Per Holm si prospetta uno stop nell’ordine dei 5-6 mesi.
Sul mercato per sostituire Holm
Il Bologna torna dunque concretamente a muoversi sul mercato alla ricerca di un’alternativa. L’unico sostituto è Nadir Zortea, i Rossoblù necessitano di correre ai ripari perché non c’è nessun altro calciatore in rosa che nasce come esterno di centrocampo, o che comunque ha passato diverse stagioni in quel ruolo. Si possono certamente adattare i tanti giocatori offensivi presenti nella squadra di Palladino, ma il mister preferisce mantenere le posizioni dei singoli piuttosto che stravolgere i compiti. Tra i giocatori attualmente svincolati c’è anche l’ex Real Madrid Dani Carvajal, ma l’operazione appare molto complicata sia per i costi sia per l’interesse del Liverpool. I primi nomi presi in considerazione sono quelli di Pol Lirola Matteo Darmian e Mitchel Bakker. Nell’elenco degli svincolati figurano inoltre Elseid Hysaj, Mattia De Sciglio e Davide Faraoni, oltre al giovane Jayden Lembikisa, 22enne nazionale giamaicano ed ex Wolverhampton.
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