Esclusive
Buona la prima dei rosso-blu ai Mondiali
E’ terminato il primo turno dei Mondiali 2026.
Buone le prestazioni dei giocatori del Bologna schierati.
Di Freuler e Ferguson abbiamo già detto.
Di livello anche il debutto di Heggem e Lucumi, entrambi vincitori.
Idue difensori rosso-blu se la sono cavata egregiamente.
E’ vero che il livello degli avversari non era particolarmente impegnativo, però hanno mostrato grande solidità
Il quinto “bolognese” ai mondiali, Nikola Moro, è rimasto in panchina.
Siamo fermamente convinti che dalla prossima troverà spazio.
Un cenno anche agli ex, in modo particolare Svamberg ed Arnautovic.

Entrambi sono andati in gol.
Segno evidente che negli ultimi anni lo staff tecnico del Bologna ci vedeva bene.
Il parere dell'esperto
Bologna Lazio, tanti incroci di ex
Bologna Lazio, in scena lunedì al Dall’Ara, partita con tanti ex.
E si tratta perlopiù di persone di grande prestigio e qualità.
A cominciare dall’attuale dirigente rosso-blu Marco DiVaio.
E poi abbiamo Fulvio Bernardini, condottiero dell’ultimo scudetto del Bologna.
Lui fu anche il tecnico del primo titolo dei biancocelesti (la Coppa Italia del 1958).
Non tutti sanno che il ‘Dottor Pedata’, alias Fulvio Bernardini, era già stato alla Lazio da giocatore.
E che allenò Franco Janich e Bruno Franzini pure a Roma,
Dopo cinque annate in rossoblù e lo scudetto Antonio Renna si trasferì proprio nella Capitale.
Il Bologna è stato l’ultimo club in Serie A di Franco Nanni, campione d’Italia nel 1974.
Da calciatore Eugenio Fascetti ha vestito entrambe le maglie, ma ha scritto la storia della Lazio da allenatore.
Fascetti è tra gli eroi del meno nove, insieme agli ex rosso-blu Fabio Poli e il compianto Fiorini.
Giuliano nel cuore, come il grande Sinisa.
Bologna Lazio è anche la partita di Beppe Signori e Roberto Mancini.

Luis Vinicio è stato invece giocatore del Bologna e tecnico dei biancocelesti.
L’opposto di Gipo Viani, che nel ’37 con i biancocelesti si classificò al secondo posto.
Fu compagno di squadra di Alfredo Monza, morto nella notte tra il 19 e il 20 maggio ’74 assieme a due tifosi biancocelesti di ritorno da Bologna.
Potremmo citare anche Ciro Immobile, meteora a Bologna e grande protagonista a Roma.
Esclusive
Riccardo Orsolini, l’ultimo romantico
Riccardo Orsolini ha rinnovato fino al 2031 con il Bologna.
Può sembrare bizzarro parlare di romanticismo davanti ad un contratto milionario.
Per Riccardo Orsolini vogliamo fare un’eccezione e mettiamo in campo i sentimenti.
Nel calcio moderno le maglie cambiano con la stessa velocità dei contratti e le bandiere sembrano appartenere ormai a un’altra epoca, Riccardo Orsolini ha scelto una strada diversa.
Il rinnovo fino al 2031 con il Bologna, ufficializzato ieri, non è soltanto un nuovo accordo.
Possiamo considerarla una dichiarazione d’amore verso una città e una maglia.
Orsolini è arrivato sotto le Due Torri nel gennaio 2018.
Ha attraversato anni, allenatori, vittorie, delusioni e persino l’Europa.

RICCARDO ORSOLINI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Orsolini, simbolo della rinascita del Bologna
E’ diventato uno dei volti simbolo della rinascita rossoblù.
Oggi, con 309 presenze e 87 gol, è destinato a legare praticamente tutta la sua maturità calcistica al Bologna.
E allora sì, possiamo dirlo: Orsolini è l’ultimo romantico.
Uno di quelli che nel calcio delle tentazioni, delle offerte e delle maglie sempre nuove sceglie di restare.
Insieme a Skorupski, altro veterano arrivato nel 2018, rappresenta ormai una delle poche continuità di un Bologna profondamente cambiato.
Forse è proprio questo il significato più bello della sua firma: non aver scelto semplicemente il Bologna, ma aver scelto di diventare Bologna. Una bandiera non si compra e non si costruisce a tavolino.
Si diventa con il tempo, con i gol, con le emozioni e soprattutto con la fedeltà.
E Riccardo, quel numero 7 sulle spalle, oggi è molto più di un giocatore: è un pezzo di storia rossoblù.
Dai Orso, bussa ancora
Esclusive
Chi è Maresca arbitro di Bologna Lazio
Fabio Maresca, da Napoli, è l’arbitro designato di Bologna-Lazio.
E’ un direttore di gara dal carattere spigoloso e dalla personalità ingombrante.
Maresca resta uno dei profili più discussi e al tempo stesso impiegati per i match dove il clima si fa rovente.
Quando scende in campo la sensazione è sempre la stessa.
Lo spettacolo non sarà solo sui piedi degli attaccanti, ma anche attorno a ogni suo singolo fischio.
Il fattore cartellini: Maresca è noto nel circuito per avere la “mano calda”.
Non è un arbitro che ama il dialogo prolungato o il “lasciar correre” all’inglese.
lui predilige il controllo rigido del match fin dai primi minuti.
Ha un bilancio particolare con la Lazio ed il Bologna.
Ha spesso fatto discutere le piazze per espulsioni pesanti e decisioni al limite dell’area di rigore.
E’ stato anche protagonista di un video durante un acceso finale di partita di qualche stagione fa,.
Le telecamere a bordo campo captarono la sua risposta secca a un capitano che chiedeva spiegazioni sul recupero.
Riportiamo testualmente la frase : “Siamo noi che decidiamo quando si gioca e quando si finisce”.
Un’affermazione che riassume alla perfezione la sua filosofia: in campo non c’è democrazia, c’è il regolamento.
Maresca è diverso dai colleghi che cercano la condivisione emotiva con i calciatori per smorzare i toni.
Lui approccia la tecnologia con il piglio del giurista.
Quando viene richiamato al monitor, il suo ritornello verso le panchine urlanti è quasi sempre lo stesso.
“I monitor li guardo io, voi tornate a sedervi”.
Emblematico fu l’episodio dello scorso Genoa-Bologna.
Si preannuncia una giornata calda per Maresca, arbitro di Bologna-Lazio.
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